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Interrogazione sulla situazione della Croce Rossa Italiana
16 ottobre 2015

 

Interrogazione a risposta in commissione 5-06698

presentata da LENZI Donata

testo di Venerdì 16 ottobre 2015, seduta n. 504

 

LENZI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

la Croce Rossa Italiana (CRI) è un ente soggetto alla vigilanza del Ministero della salute;

l'articolo 2 della legge n. 183 del 2010 ha disposto il riordino degli enti vigilati;

il decreto legislativo n. 178 del 2012 in applicazione della legge n. 183 del 2010 prevede la riorganizzazione della Croce Rossa Italiana;

tale decreto prevede all'articolo 1 la privatizzazione della CRI attraverso la costituzione dell'associazione Croce Rossa Italiana e quindi «Le funzioni esercitate dall'Associazione italiana della Croce rossa (CRI), sono trasferite alla costituenda Associazione della Croce Rossa italiana»;

detta nuova associazione è persona giuridica di diritto privato ai sensi del Libro Primo, titolo II, capo II, del codice civile ed è iscritta di diritto nel registro nazionale, nonché nei registri regionali e provinciali delle associazioni di promozione sociale, applicandosi ad essa, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, la legge 7 dicembre 2000, n. 383. L'Associazione è di interesse pubblico ed è ausiliaria dei pubblici poteri nel settore umanitario, è posta sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica, non è ancora costituita e, dopo vari rinvii, dovrebbe nascere nel 2016;

i comitati locali e provinciali esistenti alla data del 31 dicembre 2013, «, assumono, alla data del 1o gennaio 2014, la personalità giuridica di diritto privato, sono disciplinati dalle norme del titolo II del libro primo del codice civile e sono iscritti di diritto nei registri provinciali delle associazioni di promozione sociale, applicandosi ad essi, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, la legge 7 dicembre 2000, n. 383.»;

tale trasformazione è effettivamente avvenuta;

la gestione della fase transitoria era demandata all'ente strumentale della Croce Rossa Italiana che manteneva la personalità giuridica di diritto pubblico, e che doveva essere costituito nel 2016 in contemporanea alla nascita della associazione;

tale organico disegno, che prevedeva la contemporanea trasformazione di tutti i livelli organizzativi della precedente CRI, da ente pubblico ad associazione di diritto privato rientrante tra le associazioni di promozione sociale, è stato profondamente modificato da due interventi normativi con decreti di proroga che hanno permesso la trasformazione delle associazioni locali e provinciali e rinviato alla fine del 2015 la trasformazione delle associazioni regionali e nazionali. In questo momento quindi, in modo assolutamente anomalo per enti che gestiscono servizi, i livelli provinciali sono associazioni di diritto privato iscritte di diritto al registro delle associazioni di promozione sociale mentre, le associazioni regionali e nazionale sono rimaste enti pubblici;

la diversa natura, privata per le CRI provinciali, pubblica per le regionali e la nazionale comporta una difficile gestione della proprietà delle ambulanze a targa CRI come si evince dalla ordinanza presidenziale n. 0028 del 3 febbraio 2014 nonostante la premessa dell'ordinanza rechi «che la Croce Rossa Italiana mantiene l'unità associativa CRI ovunque essa sia operativa ed organizzata» e «nel rispetto dei principi fondamentali del movimento internazionale che esclude ogni e qualsiasi forma diversa dall'unica associazione presente sul territorio nazionale», ordinanza nella quale si prevede un complesso meccanismo per permettere l'immatricolazione dei mezzi;

negli ultimi due anni, anni di profonda crisi interna nel rapporto centro-periferia, risultano commissariate dal livello nazionale 113 associazioni provinciali CRI; si dà quindi il caso che le associazioni, espressione di libera volontà di associazione costituzionalmente tutelata, vengono commissariate da un ente pubblico;

nel frattempo, mentre il contributo di finanziamento pubblico cala da 169 a 127 milioni di euro previsti nel 2016, la croce rossa italiana continua a perdere cause di lavoro aventi ad oggetto la stabilizzazione del personale, personale che dovrebbe poi essere messo in mobilità –:

quale natura giuridica abbia l'attuale associazione stante la mancata istituzione sia dell'associazione di diritto privato sia dell'ente strumentale previsto dall'articolo 6 del decreto n. 178 del 2012;

 

in che modi e tempi si intenda provvedere alla piena attuazione del decreto legislativo n. 178 del 2012.




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