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Nuove norme su cittadinanza e affido familiare - NEWSLETTER
19 ottobre 2015

 

Prima della sessione di bilancio sulla legge di stabilità, che si annuncia come al solito assai combattuta, dedico questa newsletter a due piccole leggi, piccole secondo la logica dei media ma a mio parere importanti.

 

CITTADINANZA

Con 310 voti a favore, la Camera ha approvato la proposta di legge recante nuove norme per la cittadinanza. Il provvedimento passa ora al Senato.

La nuova legge è rivolta ai bambini nati in Italia da genitori stranieri o arrivati prima del compimento del dodicesimo anno di età che abbiano alcuni requisiti, tra i quali anche la frequenza scolastica e il possesso da parte di almeno un genitore del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lunga durata.

Per riconoscere la cittadinanza si sceglie di puntare sul radicamento della famiglia e del minore in Italia, introducendo due istituti innovativi. Si tratta del cosiddetto ius soli temperato, inteso non tanto come luogo di nascita ma come luogo di radicamento, di integrazione, di crescita, basato sul legame della persona con il territorio e dello ius culturae che consente l'acquisto della cittadinanza a chi abbia una formazione scolastica in Italia, assimilando ai nati in Italia anche coloro che arrivano prima di compiere i 12 anni. 

I bambini nati in Italia saranno italiani per nascita solo se almeno uno dei genitori ha il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo (cittadini extra-Ue) o il “diritto di soggiorno permanente (cittadini Ue). Altrimenti, come gli altri bambini non nati in Italia, ma arrivati qui entro i dodici anni, dovranno prima frequentare uno o più cicli scolastici per almeno 5 anni e, se si tratta delle elementari, concluderle positivamente.

L'acquisto della cittadinanza non sarà automatica: servirà una dichiarazione di volontà presentata in Comune da un genitore entro il compimento della maggiore età del figlio, altrimenti questo potrà presentarla tra i 18 e i 20 anni.

E' una legge giusta, che riconosce quanto sta avvenendo e che mira a far crescere il nostro Paese afflitto da un grave squilibrio demografico. E' anche una legge controversa che ha acceso gli animi e che quindi si teme possa incontrare difficoltà al Senato. Mi sembra giusto ricordare ai bolognesi che alla Camera la determinata relatrice è stata la nostra parlamentare Marilena Fabbri.



AFFIDO FAMILIARE

La Camera ha votato senza modifiche il testo sul diritto di continuità affettiva dei bambini in affido familiare. Già approvato al Senato, diventa quindi legge. Con le nuove norme, la famiglia che ha un bambino in affido potrà chiederne l'adozione, godendo di una sorta di corsia preferenziale.

Il provvedimento, che interviene sulla legge n. 184 del 1983 per ridefinire il rapporto tra procedimento di adozione e istituto dell'affidamento familiare, pone il minore ancora più al centro dell'attenzione: non di rado accadeva che un bambino che già aveva subito il trauma di una prima separazione dalla famiglia d'origine venisse sottoposto ad un secondo doloroso distacco dalla famiglia affidataria.

Ora si introduce un principio innovativo: il Tribunale dei minori, nel decidere in ordine alla domanda di adozione legittimante presentata dalla famiglia affidataria, deve tenere conto dei legami affettivi "significativi" e del rapporto "stabile e duraturo" consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria. Anche in caso di ritorno del bambino nella famiglia di origine o nel caso di adozione o nuovo affido ad altra famiglia, la continuità delle relazioni dovrà essere tutelata, garantendo ad esempio un diritto di visita concordato.

Per la famiglia affidataria che vuole adottare occorreranno gli stessi requisiti già esistenti in materia di adozione: Il matrimonio protratto da almeno 3 anni; l'idoneità ad educare, istruire e mantenere il minore; la differenza di età con l'adottato (45 anni nel massimo e 18 anni nel minimo).




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cittadinanza |  affido |  infanzia | 




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