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Sul riconoscimento consegnato a Paride Mori - INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
17 marzo 2015

 

Interrogazione sul riconoscimento alla memoria delle vittime delle foibe consegnato il 10 febbraio scorso ai familiari del bersagliere Paride Mori, a prima firma dei colleghi on. Patrizia Maestri e on. Giuseppe Romanini

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Per sapere:

Premesso che –

Il 10 febbraio u.s. si è svolta presso la Camera dei Deputati la celebrazione del "Giorno del Ricordo delle Foibe e dell'Esodo Giuliano-Dalmata" ai sensi della legge 30 marzo 2004, n. 92. In quell’occasione, a margine della celebrazione ufficiale, sono stati consegnati i previsti riconoscimento ai congiunti degli infoibati sulla base dell’istruttoria compiuta dalla commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 5 della legge;

Tale riconoscimento è stato consegnato anche ai figli del bersagliere di origine parmigiana Paride Mori, ucciso a Modreuzza (Slovenia) in uno scontro coi partigiani il 18 febbraio 1944; 

Paride Mori faceva parte del I° battaglione bersaglieri volontari "Benito Mussolini" (definito in alcuni documenti Waffen SS. Bersagliere Repubblicano) formatosi a Verona, per iniziativa di Vittorio Facchini, nella seconda decade del settembre 1943, prima ancora della nascita della Repubblica Sociale Italiana. Il battaglione venne impiegato soprattutto a presidio della  linea ferroviaria Gorizia - Piedicolle;

Mori aderì alla Repubblica Sociale in modo consapevole, avendo già quarant’anni e in qualità di ufficiale dell’esercito. Non a caso è menzionato tra i caduti RSI nei siti web revisionisti e di estrema destra (tra cui i quali www.laltraverita.it);

La lettura degli eventi storici che hanno portato alla morte di Paride Mori parrebbe far ricondurre la stessa ad un evento bellico che ha visto coinvolti repubblicani fascisti e partigiani senza quindi alcuna connessione diretta con gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia occorsi durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra;

La consegna del riconoscimento alla memoria di Paride Mori ha suscitato accese polemiche nell’opinione pubblica. Nella serata del 15 marzo il Sottosegretari Delrio ha assicurato che "Se la commissione che ha vagliato centinaia di domande ha valutato erroneamente, il riconoscimento dovrà essere revocato";

Già nel 2010 il Comune di Traversetolo (PR), da cui proveniva Mori, ha ufficialmente revocato l’intitolazione di una strada al bersagliere, dedicandola poi a don Enzo Pasini il quale oltre ad essersi prodigato a favore del comitato pro sfollati durante la guerra, si è prestato in più occasioni e con abnegazione come intermediario fra i partigiani, i tedeschi e le brigate nere per lo scambio di numerosi ostaggi, salvando molte vite -

 

Se il Presidente del Consiglio dei Ministri non intenda intervenire direttamente e con la massima sollecitudine al fine di revocare il conferimento del riconoscimento concesso alle vittime delle foibe ai sensi della legge 30 marzo 2004, n. 92, al bersagliere Paride Mori la cui data di morte (febbraio 1944) non sarebbe in alcun modo compatibile con agli avvenimenti che la legge si impegna a commemorare;

Se, alla luce di questo episodio, non ritenga di rendere pubblico l’elenco delle persone cui è stato attribuito il riconoscimento e di compiere un’ulteriore verifica onde evitare che lo stesso possa essere stato conferito in modo improprio a fascisti e militari della RSI che nulla avevano a che fare con gli eccidi perpetrati nelle foibe.

 




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memoria |  antifascismo |  foibe | 




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