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TERZO SETTORE. COLLABORAZIONE PD-M5S: LA RIFORMA VA AVANTI
27 febbraio 2015

 

A Montecitorio la Commissione Affari sociali approva anche gli articoli 2 e 3 del disegno di legge delega: prevista l'individuazione delle attività di interesse generale, requisito per fruire delle agevolazioni. Rinvio sul ritorno di un'autorità indipendente di vigilanza

(RED.SOC.) ROMA - Nuovo passo avanti della Commissione Affari sociali di Montecitorio, che dopo l'articolo 1 approva anche la nuova formulazione degli articoli 2 e 3 del disegno di legge delega di riforma del terzo settore. Sono le norme che riguardano i principi generali, la revisione del codice civile, il Codice del terzo settore, le attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso. Accantonati invece gli emendamenti che prevedono il ritorno di un'Agenzia per il terzo settore o comunque di un'autorità indipendente con funzioni di controllo e di vigilanza. I testi approvati vengono fuori da una parziale riformulazione degli emendamenti presentati dalla relatrice, la deputata Pd Donata Lenzi: da segnalare che, fra gli altri, la Commissione ha approvato anche alcuni emendamenti proposti dalle opposizioni, in particolare da quel Movimento Cinque Stelle che si segnala di gran lunga come il gruppo parlamentare che, dopo il Pd, sta partecipando più attivamente ai lavori della Commissione. Che il clima sia collaborativo lo dimostra il fatto che nella votazione sulla versione definitiva degli articoli il M5S abbia scelto la via dell'astensione (e non del voto contrario): è stata la deputata Silvia Giordano a spiegare che anche se ''numerosi subemendamenti qualificanti sono stati respinti senza fornire un'adeguata spiegazione'', è vero che i lavori hanno rappresentato ''un indubbio passo in avanti rispetto all'impostazione iniziale del provvedimento''. Dopo l'approvazione dei primi tre articoli del ddl delega è positivo il commento del Forum del Terzo settore: ''Confermiamo il giudizio positivo, la strada intrapresa è quella giusta, e sta portando alla formulazione di un testo equilibrato che va ad integrare alcune parti invece più carenti nella prima versione. Ringraziamo la Commissione per il buon lavoro che sta svolgendo e che auspichiamo prosegua in questa direzione''. Nel dettaglio, l'articolo 2 del provvedimento viene spezzato in tre rispetto alla versione approvata dal governo: oltre ai principi e criteri generali ai quali dovranno ispirarsi i decreti legislativi, viene previsto un art.2 bis che prevede la revisione del libro primo, titolo II, del Codice civile (con lo specifico obbligo di ''prevedere obblighi di trasparenza e di informazione, anche verso i terzi, attraverso le forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell'ente'') e un art. 2-ter che prevede la ''revisione organica della disciplina degli enti del terzo settore mediante la redazione di un Codice per la raccolta e il coordinamento delle relative disposizioni, con l'indicazione espressa delle norme abrogate a seguito della loro entrata in vigore''.

I decreti legislativi dovranno anche ''individuare le attività solidaristiche e di interesse generale che caratterizzano gli enti del terzo settore, il cui svolgimento costituisce requisito per l'accesso alle agevolazioni previste dalla normativa''. Lo stesso articolo prevede inoltre che siano disciplinati ''gli obblighi di controllo interno, di rendicontazione, di trasparenza'', con la previsione apposita di un regime sanzionatorio. Viene previsto di individuare ''modalità e criteri di verifica periodica dell'attività svolta e delle finalità perseguite'', e si parla della previsione di un Registro unico del terzo settore, suddiviso in apposite sezioni, da istituirsi presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali favorendone anche con modalità telematiche la piena conoscibilità in tutto il territorio nazionale''. Rinviata invece la discussione su uno dei temi più scottanti della riforma, quello della previsione di un'autorità indipendente o comunque di un organismo di controllo. E' stata la relatrice Lenzi a individuare come opportuno il trasferimento degli emendamenti su questo tema ad una nuova proposta emendativa da formulare come un nuovo articolo aggiuntivo all'art. 2, ''in modo - ha spiegato alla Commissione - da esaminarla insieme alle altre proposte emendative volte ad introdurre una Autorità o Agenzia per il terzo settore''. Una proposta sulla quale si è detto d'accordo, a nome del governo, anche il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali.




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