»
Newsletter »
   HOME       BIOGRAFIA       I MIEI INTERVENTI       ARCHIVIO NEWS       COMUNICATI STAMPA       DOCUMENTI       CONTI IN TASCA       RESOCONTO DI MANDATO       CONTATTI   


RIFORME COSTITUZIONALI. PARLIAMONE - newsletter
16 dicembre 2014

 

Il racconto di quanto è avvenuto nella prima commissione Affari Costituzionali della Camera è drammaticamente distorto e lontano da qualsiasi ragionamento di merito.

Ho seguito i lavori per passione, si tratta dell'atto politico più importante della legislatura.

Si cambiano 37 articoli della Costituzione, meno che con la riforma Berlusconi-Bossi, molti di più che con il Titolo Quinto modificato dal centrosinistra nel 2001. Se abbiamo imparato qualcosa dai precedenti è che bisogna fare un buon lavoro.


Una premessa: personalmente sono per il monocameralismo, cioè penso che basti una sola Camera per fare le leggi. Oggi bisogna decidere assai in fretta, i governi tendono quindi ad assumere su di se il potere legislativo oltre a quello esecutivo, vedi l'abuso di decreti legge. Se si vuole mantenere quella che considero la norma cardine delle democrazie parlamentari e cioè la separazione tra i poteri legislativo, esecutivo, giudiziario, è necessario accelerare i tempi delle decisioni parlamentari e quindi avere una sola Camera, naturalmente prevedendo opportuni bilanciamenti per decisioni rilevanti quali l'elezione del Presidente della Repubblica.

La “navetta” delle leggi tra Camera e Senato non è da anno 2014.

Questa mia idea, condivisa da molti deputati, per essere messa in pratica ha però bisogno di una nuova Assemblea costituente, dato che il Senato non chiuderà mai se stesso.

Il PD ha sviluppato negli anni la proposta detta del “Senato delle autonomie”, nella sostanza la prima proposta di Renzi, un Senato composto da presidenti di Regione e sindaci eletti da assemblee di sindaci, proposta che condividevo in gran parte.  Di questo si parlò ormai mesi fa, in primavera, nell'unica assemblea congiunta tra i gruppi PD di Camera e Senato dedicata all'argomento.

Non è la proposta uscita dal Senato in agosto. Per responsabilità di tanti e non solo del governo. Quello che si propone ora è un Senato ibrido che rifiuta di chiamarsi “delle autonomie”, ma in cui 95 membri, sindaci compresi, sono eletti dai consigli regionali, in cui non necessariamente (e se sono furbi non ci andranno) saranno presenti i presidenti di Regione. Questo fa sì che rimanga necessariamente in vigore la conferenza Stato-Regioni come sede di accordo tra gli esecutivi.

Poi ci sono gli attuali senatori a vita.

C'erano anche cinque senatori nominati per 7 anni dal Presidente della Repubblica, che onestamente in un Senato delle autonomie ci stavano come i cavoli a merenda.

Un emendamento del collega Lauricella approvato li ha tolti. Tragedia. Si è votato contro il governo! Ma le costituzioni non sono compito del governo, anzi le costituzioni sono nate per mettere freno ai governi. Giusto per memoria la nostra prima costituzione, lo Statuto albertino (1848), nasce per contenere i poteri del re, sia pure su sua concessione.

Dopo quell’episodio sono partiti ragionamenti fatti con il solo occhio correntizio, chi sta con chi o contro chi. E chi si occupa del merito è considerato dagli altri un ingenuo. Eppure stiamo parlando della Costituzione!

Se si guardano i fatti, ad anni di distanza si vede che le scelte sbagliate si pagano. Pensate alla nostra riforma federalista del 2001. Non abbiamo forse passato anni a lamentarcene?

Le costituzioni si cambiano per l'oggi e ancor di più per il domani. Proviamo allora a ragionare nel merito. Chiediamoci se siamo d'accordo o no sul modello proposto. Ci sono correttivi da fare, ad esempio alzare il quorum per eleggere il Presidente della Repubblica? Possiamo discutere di quale “governance” della sanità viene fuori dalla riforma, tenendo conto che la conferenza Stato-Regioni rimane, raccogliendo le preoccupazioni espresse all'unanimità dalla commissione di merito? Possiamo inserire ambiente e tutela del suolo fra le materie su cui lo Stato può dare disposizioni generali e comuni o sono solo competenze regionali? Possiamo inserire anche le politiche sociali in Costituzione o il tema povertà rimane fuori?

Come vedete sono domande ragionevoli e non conservatrici a tutti i costi dell'esistente.

Questa discussione avrebbe dovuto sin dall'inizio svolgersi congiuntamente con i senatori. Così non è stato. Avrebbe dovuto svolgersi in assemblee del gruppo PD alla Camera. Così non è stato. Zero assemblee, chi era interessato ha potuto andare a un paio di riunioni di gruppo di commissione.

Questa discussione avrebbe dovuto coinvolgere tutto il PD a livello locale. Avrebbe dovuto svolgersi nel Paese. Stiamo cambiando 37 articoli della Costituzione e mettendo fine al bicameralismo perfetto.

Non sono dell'idea di arrendermi e quindi: ogni due o tre giorni con un post su facebook informerò su una delle modifiche costituzionali e potrete commentarle.

Qui sul sito troverete il testo comparato (costituzione vigente, proposta governo, modifiche senato) e da mercoledì il testo modificato alla Camera, il parere della XII commissione. Renderò noti inoltre i testi lasciati in audizione e gli articoli che man mano usciranno.

E sabato 17 gennaio 2015 in mattinata ci troveremo con l’On. Marilena Fabbri e l’On. Enzo Lattuca, che della prima commissione Affari Costituzionali sono membri, per parlarne insieme.










TAGS:
costituzione&keyw=costituzione" title="Cerca articoli con il tag: costituzione">costituzione |  riforme | 




Lista completa »

· Visualizza i risultati per parola 'costituzione' »

TAGCLOUD
affari sociali emilia-romagna terzo settore università sanità elezioni legge di stabiità Bersani attività parlamentare esodati donne parità di genere bologna costituzione legge di stabilità salute pensioni festa. unità decreto sanità


AGENDA
06 dicembre 2017
Alla vigilia di giorni decisivi per la legge sul fine vita e lo ius soli, ci troviamo domani a parlarne al Centro Sanrafl di Bologna...
04 dicembre 2017
"Biotestamento, l'importanza di scegliere": il Pd organizza un incontro "Biotestamento, l'importanza di scegliere" Oggi a Faenza alle 18, nella Sala Bigari della Residenza Municipale
02 dicembre 2017
Testamento biologico e principio di autodeterminazione della persona - Salerno Palazzo di Giustizia, ore 9.30

Archivio appuntamenti »

VIDEO



LINK
Camera dei deputati
www.camera.it
Partito Democratico
beta.partitodemocratico.it
Partito Democratico - Emilia Romagna
www.pder.it
Partito Democratico - Iscriviti al PD
www.pdbologna.org

Copyright Donata Lenzi - C.F. LNZDNT56H69A944X - Privacy policy - site by Antherica srl