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Che fine farŕ la Conferenza Stato-Regioni?
23 giugno 2014

 

di Donata Lenzi

Magari non ve ne frega niente, ma vorrei invece farvi riflettere sulla domanda del titolo.

Premetto che sono per un vero monocameralismo. Una sola Camera, correzione del titolo quinto della Costituzione, inserimento della Conferenza Stato Regioni e Autonomie in Costituzione. Semplice, efficace, meno costoso e parimenti democratico.

Però non è di questo che si sta discutendo, ma di un Senato delle Autonomie eletto dai consigli regionali. Per fare cosa mi è meno chiaro. Mi sono allora chiesta a cosa servirebbe tenere la Conferenza Stato Regioni e ho chiesto un po’ in giro a senatori autorevoli. Ho avuto risposte opposte: sparisce sostituita dal Senato oppure rimane perché si occupa di amministrazione e rapporti tra amministrazioni e non fa le leggi.

Chiarire se la Conferenza rimane serve per capire cosa pensiamo debba fare il nuovo Senato.

La conferenza è la “sede privilegiata” della negoziazione politica tra le amministrazioni centrali e il sistema delle autonomie regionali.

La Conferenza Stato-Regioni:

·         è la sede dove il Governo acquisisce l’avviso delle Regioni sui più importanti atti amministrativi e normativi di interesse regionale;

·         persegue l’obiettivo di realizzare la leale collaborazione tra amministrazioni centrale e regionali;

·         si riunisce in una apposita sessione comunitaria per la trattazione di tutti gli aspetti della politica comunitaria che sono anche di interesse regionale e provinciale (diventando in quel caso conferenza unificata).

Vediamo di cosa si è occupata negli ultimi giorni: intesa sullo schema di decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di modifica del Piano assicurativo agricolo 2013, accordo sulla proposta della determinazione del fabbisogno per il Servizio sanitario nazionale (per l’anno accademico 2014/2015) delle professioni sanitarie, accordo tra Governo e Regioni sullo standard professionale e formativo del responsabile tecnico di attività di meccatronica.

Posso dire che non mi sembrano materie di discussione in un Senato e richiedono dati e apparati tecnici?

E poi c’è la sanità e l’ormai vicina firma del Patto per la Salute che prevede il riparto del fondo sanitario tra le Regioni, dieci tavoli di lavoro per l’individuazione degli obiettivi con forse più di duecento tecnici coinvolti, l’attesa definizione dei nuovi lea (cioè i livelli essenziali di assistenza).

Si sposta tutto al Senato? Si discute non tra governi regionali e Stato, ma tra rappresentanti delle Regioni e dei Comuni eletti “politicamente”? Sicuri che non si vedranno “guerre” tra territori facendo a gara per far vedere chi ce l’ha più duro o che conflitti locali si scarichino a livello nazionale (pur di far fallire il governatore del partito avverso faccio fallire le trattative)?

Oppure ciò che ora è oggetto di trattativa viene deciso dal Governo (ad esempio il riparto del fondo) e al Senato spetterà solo di esprimere un voto pro o contro di mero valore politico, visto che non vota la fiducia?

Quindi ripeto la domanda: che fine fa la Conferenza Stato-Regioni?





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senato |  costituzione |  conferenza stato-regioni | 




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