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LUCI E OMBRE DELLA LEGGE DI STABILITA' - newsletter
23 dicembre 2013

 

Queste poche righe sono state scritte nella giornata di domenica e sono state preveggenti. Le norme “notturne” scritte in due diversi decreti hanno provocato un grave errore a cui in queste ore e con la seduta straordinaria del 27 metteremo riparo. 

Mi concentro solo su alcuni temi, quelli di maggior interesse o che ho seguito personalmente, per chi volesse una spiegazione più estesa vi rimando al dossier preparato dal Gruppo PD alla Camera e che trovate allegato IN BASSO.



Riduzione dell’Irpef per i lavoratori


Del taglio al cuneo fiscale (la differenza tra il costo del lavoro a carico dell’impresa e lo stipendio netto del lavoratore) che parte nel 2014 con oltre 2,5 miliardi, più della metà, cioè 1,56 miliardi (1,7 miliardi a regime, dal 2015) serviranno a ridurre l’Irpef per le fasce medio-basse. A 15 mila euro l’incidenza Irpef per un lavoratore senza figli scende dal 14 al 12,57%. Per andare al concreto, chi si trova nella fascia di reddito tra i 15 mila e i 18 mila euro potrà avere uno sgravio medio di oltre 200 euro annui.


Viene poi istituito il “Fondo per la riduzione della pressione fiscale”, che riduce le tasse sul cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati e imprese. Il Fondo è alimentato dai risparmi della spending review e dalle risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, anche “una tantum”.




Riduzione della pressione fiscale per le imprese


Vale 3,3 miliardi nel prossimo triennio (1 miliardo nel 2014, 1 miliardo e 100 milioni nel 2013, 1 miliardo e 200 milioni nel 2016) il taglio al cuneo fiscale a beneficio delle imprese, che passa attraverso il taglio dei premi e dei contributi obbligatori Inail. Inoltre si prevede l’applicazione a regime della defiscalizzazione Irap sulle nuove assunzioni e l’integrale restituzione al datore di lavoro del contributo addizionale dell’1,4% della retribuzione previsto dalla legge Fornero per i rapporti di lavoro non a tempo indeterminato, nel caso in cui vengano trasformati in contratti a tempo indeterminato. Vuol dire 15 mila euro di deduzione per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, con aumento effettivo e verificabile della base occupazionale complessiva, con un effetto stimato di almeno 135 mila nuove assunzioni.




Sanità e politiche sociali


In sanità vengono colpiti i dipendenti con l’ulteriore blocco della contrattazione e non si tocca il fondo sanitario. Si tratta di un rinvio. Alle regioni e al ministro viene lasciato il tempo di pervenire a significative riduzioni di spesa, sia pure non quantificate, attraverso il patto della salute e l’attuazione di tutte le molte azioni già previste dalle finanziarie precedenti (che, ricordo, hanno comportato tagli di 31 miliardi di euro rispetto a quanto preventivato) e dal decreto della spending review (95 del 2012), e che devono in parte ancora essere attuate. La capacità di governo delle regioni viene qui chiamata ad una prova di appello.


La questione dei medici specializzandi: ogni anno in Italia 90.000 ragazzi tentano di entrare alla facoltà di Medicina, i posti disponibili sono stati negli anni tra i 7.550 e i diecimila, e ogni anno circa 8000 giovani si laureano in Medicina. Bene, quest’anno la ministra Carrozza ci ha informato che “ il numero dei contratti di specializzazione è stato ridotto negli ultimi anni, dai 5 mila contratti attivati per l’anno accademico 2011-2012 ai 4.500 attivati per l’anno accademico 2012-2013. Al momento, la previsione per l’anno accademico 2013-2014 è di circa 2 mila contratti”. Si tratta indubbiamente di un numero insufficiente.


E poi si parla di fuga dei cervelli all’estero! Il gruppo Pd della commissione Affari sociali ha deciso che questa era la battaglia da fare. Ci siamo riusciti in parte: con il nostro emendamento si sono ottenuti 30 milioni di euro nel 2014 e 50 milioni dal 2015 per finanziare altre 1200 borse di studio destinate a giovani medici specializzandi per contribuire, anche in questo modo, a garantire la formazione di nuovi medici specialisti e la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Non consideriamo la questione ancora del tutto chiusa. 

Sociale: previsti 275 milioni, per il 2014, a sostegno del Fondo per le non autosufficienze e ulteriori 75 milioni da destinare agli interventi di assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Incrementato di 40 milioni per il 2014, di 20 milioni per il 2015 e di altrettanti per il 2016, il Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Stanziati 250 milioni di euro, per il 2014, da destinare alle aree territoriali non ancora coperte dalla sperimentazione della social card. Al programma sperimentale di diffusione della nuova carta-acquisti ai nuclei in difficoltà (fino a 400 euro a famiglia sulla base dell'Isee), si aggiungono 40 milioni l'anno per il prossimo triennio. La dote complessiva sale così a 290 milioni. Si dice esplicitamente che questa sperimentazione deve costituire la base per arrivare al reddito d’ inclusione sociale.

Ancora sottostimato il fondo sociale, per il quale sono previsti 317 milioni. La parte sui fondi è quasi del tutto merito del lavoro parlamentare. Ne siamo orgogliosi, ma nel contempo preferiremmo che a questi fondi venisse data stabilità, senza costringerci ogni anno a una dura battaglia. 

Stanziati, per il 2014, come previsto nella legge approvata in estate, 10 milioni di euro per il Piano straordinario contro la violenza sulle donne, 7 milioni per la realizzazione di nuove case rifugio e 14 milioni per il Fondo pari opportunità.

Ripristinata l’aliquota IVA ridotta del 4% – anziché del 10% – per le prestazioni socio-sanitarie o educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in comunità, rese da cooperative sociali e loro consorzi.



Pensioni


In materia di rivalutazione delle pensioni dal 2014 l’indicizzazione sarà al 100% per gli assegni fino a 1.500 euro lordi, al 95% (il testo approvato dal Senato prevedeva il 90%) per le pensioni fino a 2.000 euro lordi, al 75% per quelle fino a 2.500 euro lordi e al 50% per gli importi fino a 3.000 euro lordi. Per quanto riguarda i trattamenti pensionistici superiori a 3.000 euro lordi, si prevede la rivalutazione nella misura del 40% nel 2014 per la sola fascia di importo fino a questa stessa cifra e del 45% sull’intero trattamento pensionistico per ciascuno degli anni 2015 e 2016.


Sempre in tema di pensioni, sono stati riconosciuti, in caso di pensionamento anticipato prima dei 62 anni, anche i contributi figurativi relativi ai periodi di congedo o permesso riconosciuti per assistere congiunti con disabilità.


A favore degli esodati

È stato finanziato, con un impegno di 950 milioni nel periodo 2014-2020, un ulteriore intervento a favore degli esodati, ampliando prima di 6 mila unità e poi, nel corso dell’esame alla Camera, di ulteriori 17 mila, la platea dei salvaguardati, per un totale di oltre 23 mila persone. Nel complesso, ad oggi, sono stati tutelati 160 mila lavoratori. Purtroppo nel contempo il decreto di sostegno al reddito da me più volte sollecitato con diverse interrogazioni è uscito (a fine del 2013 per coprire redditi mancanti nel 2013!), limitando fortemente la platea degli aventi diritto. Subito è stata depositata una nuova interrogazione a firma dell'on. Gnecchi e mia.

Viene introdotto un contributo di solidarietà per il triennio 2014-2016 sui trattamenti pensionistici obbligatori particolarmente elevati, le cosiddette “pensioni d’oro” secondo le seguenti aliquote: 6% per la parte eccedente l’importo superiore a quattordici volte il trattamento minimo I.N.P.S (90.168,26 euro lordi), 12% per la parte eccedente venti volte il trattamento stesso (128.811,80 euro lordi) e 18% per la parte eccedente l'importo di trenta volte il medesimo (193.217,70 euro). I proventi del contributo sono destinati per la salvaguardia degli esodati.

Il contributo di solidarietà vale anche per i vitalizi dei parlamentari, gli eletti nei consigli regionali e tutti i funzionari degli organi costituzionali. Le risorse provenienti dall'imposta saranno destinate al Fondo di garanzia per le Pmi, ai progetti di ricerca e innovazione e al Fondo di garanzia per la prima casa.

Si è poi stabilito un tetto al cumulo tra pensione e reddito nella pubblica amministrazione. Le amministrazioni pubbliche, fatti salvi i contratti in corso, non potranno erogare ai soggetti titolari di trattamenti pensionistici e vitalizi, anche conseguenti a funzioni pubbliche elettive, trattamenti economici che eccedano il limite già fissato per le retribuzioni di circa 300 mila euro annui. E’ l’emendamento su cui ci sono state più pressioni per ritirarlo!




Stop al “galleggiamento” delle retribuzioni nella Pubblica Amministrazione


Soppresse le norme che hanno dato origine a una prassi in base alla quale coloro che hanno ricoperto alcuni ruoli o incarichi conservano i trattamenti economici – connessi al ruolo o all’incarico – anche dopo che sono cessati dal ruolo o dall’incarico medesimo e sono tornati a svolgere le mansioni nell’amministrazione di appartenenza. La ragione dell’emendamento è quindi semplice: far venire meno una prassi che determina una disparità di trattamento tra persone che hanno la medesima anzianità e svolgono la medesima attività lavorativa.




Fondi per Università e scuole


È stato incrementato di 150 milioni di euro, per l’anno 2014, il Fondo per il finanziamento ordinario delle Università e si è disposto il finanziamento di 50 milioni per il 2014 e di 35 milioni annui dal 2015 al 2024 dei policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali. Viene riconosciuta una spesa di 50 milioni di euro l’anno dal 2014 per la concessione di borse di studio a favore di studenti universitari capaci, meritevoli e privi di mezzi. 



Allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità dei Comuni per gli investimenti


Deciso l’allentamento del patto di stabilità interno per un miliardo, consentendo ai Comuni che ne hanno la possibilità di far ripartire immediatamente i cantieri e le piccole opere, un impulso importante per la ripresa dell’economia.

Previsto che, per l'anno 2014, la quota del 50% del contributo complessivo assegnato alle regioni dal patto regionale verticale incentivato (1.272 milioni di euro) sia distribuita, da ciascuna regione, ai Comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti fino al conseguimento del saldo obiettivo pari a zero. 



Ecobonus e ristrutturazioni edilizie


Si continua a puntare sui bonus edilizi come leve di sviluppo del settore delle costruzioni e dell’immobiliare. Confermati anche per il 2014 entrambi gli ecobonus, senza riduzioni di aliquota: al 65% quello per gli interventi di riqualificazione energetica (diventerà del 50% per il 2015) e al 50% quello per le ristrutturazioni edilizie (diventerà del 40% per il 2014). 



Per la bonifica delle discariche abusive


Istituito un Fondo di 60 milioni di euro per il biennio 2014-2015 per il finanziamento di un piano straordinario di bonifica delle discariche abusive. Altri 90 milioni di euro andranno, nel triennio 2014-2016, a un Fondo per la tutela e gestione delle acque, finalizzato a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani.


 



E veniamo alle ombre


E’ il fisco, o meglio, il modo con cui si sono affrontate le questioni fiscali il lato più negativo. Fra improvvisazioni non meditate quali la tassa sul web (buona idea ma era tecnicamente solo uno spunto da approfondire) e il pasticcio sulla casa. Una esperienza da non ripetere.

La Legge di Stabilità riordina l’intero sistema della tassazione sulla casa. Viene istituita l’Imposta unica comunale in materia immobiliare (IUC), che si articola in tre componenti: l’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale dovuta dal possessore, il tributo sui servizi indivisibili (TASI), destinato a finanziare appunto i servizi indivisibili, a carico sia del possessore sia dell’utilizzatore dell’immobile, la tassa sui rifiuti (TARI) destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore. La IUC si fonda su due presupposti impositivi, uno basato sul valore dell’immobile e l’altro relativo alla fruizione dei servizi comunali, collegato all’utilizzo dello stesso immobile. Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l’abitazione principale, e di aree scoperte, comprese quelle edificabili, a qualsiasi uso adibite. L’aliquota di base della TASI è pari all’1 per mille e il Comune può ridurla sino all’azzeramento o anche aumentarla, però con il vincolo che la somma delle aliquote IMU e TASI non possa superare l’aliquota massima IMU consentita per il 2013. Per il 2014 l’aliquota massima TASI non può superare il 2,5 per mille.

C’è però un conguaglio Imu sulla prima casa che si trascina dal 2013 e che farà giustamente andare in bestia tutti!


Ho visto poi ritornare in auge i provvedimenti localistici, regionali o comunali, spesso per piccoli importi. Un vizio che avevamo superato nel 2012 sotto il peso della crisi in atto e a cui ora si torna appena è apparso possibile avere qualche risorsa in più. 

La finanziaria o la legge di stabilità hanno spesso comportato sedute notturne. Adesso però si esagera. Fretta e stanchezza, nostra e degli uffici, non danno buone leggi. Insomma tra governo e maggioranza ci vuole una regolata e il gruppo tanto rinnovato non deve tornare a pratiche antiche.








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