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LEGGE DI STABILITA' MENTRE TUTTO SI MUOVE di Donata Lenzi
18 novembre 2012

 

Dopo due settimane di clausura a Roma per il lavoro parlamentare sulla legge di stabilità, eccovi alcune mie considerazioni sul testo che uscirà definitivamente martedì dalla Camera per andare al Senato (e che quindi non è definitivo).

Abbiamo migliorato il testo. È una considerazione largamente condivisa. Non è perfetto e ogni forza politica lo avrebbe orientato sulle proprie priorità, ma è molto più equilibrato e coerente di quello uscito dal Consiglio dei Ministri “tecnici“. Se si tiene conto della strana maggioranza, delle tensioni in atto e del carattere del relatore Brunetta, si tratta di un’operazione politico-diplomatica notevole il cui merito va riconosciuto al nostro relatore Baretta e a tutti noi che abbiamo partecipato attivamente ai lavori, rinunciando alla presenza sul territorio e al ritorno a casa.

Cosa contiene: si è scelto di concentrare le risorse, che non dimentichiamolo si devono all'azione del governo, su pochi obiettivi utili a sostenere un po' di ripresa. Così, invece che la riduzione delle aliquote Irpef controbilanciata dalla riforma retroattiva delle detrazioni, si interviene su carichi di famiglia e produttività.

 

Detrazioni figli a carico. Viene elevata:

·        da 800 a 950 euro la detrazione IRPEF per figli a carico;

·        da 900 a 1.220 euro quella prevista per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;

·       da 220 a 400 ulteriori quella per ciascun figlio portatore di handicap.

Secondo l’analisi degli effetti redistributivi della norma, l’agevolazione avvantaggia maggiormente le classi di reddito intermedie, ovvero quelle da 15.000 a 25.000 e da 25.001 a 40.000, sia per la famiglia formata da contribuente con coniuge e figli a carico, sia per la famiglia formata dal contribuente con solo figli a carico.

 

Riduzione dell’aumento iva previsto per luglio 2013.

La normativa vigente (dl 95/2012), a sua volta figlia dei decreti tremontiani (decreto 98 del 2011), stabiliva l’incremento Iva dal 1° luglio 2013 e fino al 31 dicembre 2013 dal 21 al 23% e dal 10 al 12%. Dal 2014 le aliquote sarebbero state dell’11 e del 22%. Il DDL presentato dal governo riduceva l’aumento a un solo punto. La modifica approvata prevede che, a decorrere dal 1° luglio 2013, l’aliquota ordinaria dell’Iva passi dal 21 al 22 per cento (anziché al 23%), mentre non si dà più luogo all’aumento dell’aliquota ridotta.

 

Riduzione del cuneo fiscale e deducibilità Irap.

·       È istituito un “Fondo per la concessione di un credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo” con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, nonché per ridurre il cuneo fiscale. Detto fondo è finanziato dalla progressiva riduzione degli stanziamenti di bilancio destinati ai trasferimenti e ai contributi alle imprese. Il credito d’imposta è riservato alle imprese e alle reti d’impresa che affidano progetti di ricerca e sviluppo a università ed enti/organismi di ricerca o che realizzano investimenti nel settore.

·        Inoltre si interviene sul “cuneo fiscale”, elevando l’importo deducibile dall’IRAP a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, per i lavoratori dipendenti , per i giovani assunti e per le donne lavoratrici, nonché per le stesse categorie impiegate nel mezzogiorno. In particolare, a decorrere dal periodo d’imposta 2014, l’importo deducibile dall’IRAP per ciascun lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo di imposta passa da 4.600 a 7.500 euro; quello relativo ai lavoratori di sesso femminile e a quelli di età inferiore ai 35 anni passa da 10.600 a 13.500 euro. Si eleva poi da 9.200 a 15.000 euro l’importo massimo deducibile dall’IRAP per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, innalzando altresì da 15.200 a 21.000 euro l’importo massimo deducibile se tali lavoratori sono di sesso femminile e per quelli di età inferiore ai 35 anni.

·       Si elevano gli importi delle deduzioni IRAP in favore dei soggetti passivi d’imposta (tranne le amministrazioni pubbliche) di minori dimensioni (cosiddetta “franchigia Irap”, ossia un importo di base entro cui non scatta l’imposizione IRAP), che aumentano da 9.500 euro a 10.500 euro per professionisti, imprese individuali e società di persone con un ammontare di valore della produzione inferiore a circa 180 mila euro.

·       Viene istituito un Fondo con dotazione di 248 milioni di euro nel 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dal 2015, per esentare dall’IRAP, a decorrere dal 2014, le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni, prive di autonoma organizzazione, ossia che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegano anche in locazione beni strumentali di ammontare massimo da determinare con decreto.

 

Detassazione dei contratti di produttività.

Si prevede che nel caso di mancata tempestiva emanazione delle opportune norme attuative (entro il 15 gennaio 2013), il governo promuova un’apposita iniziativa legislativa per destinare le risorse stanziate a politiche per l’incremento della produttività; nella formulazione antecedente della norma, tali risorse sarebbero state destinate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica, ove le norme attuative non fossero state emanate in tempo ed il governo non avesse intrapreso un’apposita iniziativa legislativa volta a destinare le risorse ad altra finalità. Sono inoltre prorogate al 2014 le misure di detassazione dei contratti di produttività nel limite massimo di spesa di 800 milioni di euro (con onere massimo di 600 milioni di euro per il 2014 e di 200 milioni per il 2015) ed è fissato al 15 gennaio 2014 il termine per emanare tempestivamente la relativa disciplina attuativa.

 

Soppressione dell’incremento di tassazione previsto per il TFR.

Viene ripristinata la cd. “clausola di salvaguardia” relativa alla tassazione delle indennità di fine rapporto, alle quali verrà dunque applicata la curva delle aliquote vigenti al 31 dicembre 2006, se più favorevoli, in luogo di quelle vigenti nell'anno di insorgenza del diritto a percepire le indennità medesime.

 

Si proroga di un anno l’entrata in vigore del nuovo regime Iva per le cooperative sociali.

L’assoggettamento all’aliquota del 10% (anziché l’attuale 4%) delle prestazioni di assistenza e sicurezza sociale rese dalle cooperative sociali, giustificato con il rischio di infrazione comunitaria, si applica alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013. C'è quindi tempo per un intervento in sede europea (accolto il mio emendamento).

 

Esenzione Irpef per le pensioni di guerra.

Reintroduzione dell’esenzione Irpef per le pensioni di guerra e assimilate. Restano assoggettate le pensioni considerate di reversibilità per i reddito superiori a 15.000 euro. Tuttavia, c'è un impegno del governo a rivedere la norma (non pensate alla seconda guerra mondiale, si tratta ormai di caduti in missioni di pace).

 

Stanziati 335 milioni per la realizzazione degli interventi nelle zone colpite.

·       250 milioni nel 2013 per il Fondo per la Protezione civile per la realizzazione di interventi in conto capitale nelle regioni e nei comuni colpiti dagli eventi alluvionali verificatisi nel mese di novembre 2012.

·       40 milioni di euro per il 2013 al Fondo per la Protezione civile per interventi da realizzare in determinati territori colpiti da eventi atmosferici ed alluvionali (Liguria e Toscana; Veneto; provincia di Messina; Marche ed Emilia Romagna; Calabria e Basilicata).

·       35 milioni quale contributo straordinario al Comune dell’Aquila e agli altri comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

 

PIÙ EQUITA’

Si finalizzano le risorse del Fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio per i seguenti scopi:

·        300 milioni per l’incremento del Fondo nazionale per le politiche sociali;

·    200 milioni al Fondo per le non autosufficienze, ivi incluso il sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica;

·        50 milioni di euro per la concessione di borse di studio;

·      315 milioni di euro da ripartire tra le molte finalità e dovrà essere rimpinguato.

 

Scuola.

Orario insegnanti: si sopprime la norma che aumentava, dal 1° settembre 2013, l’orario di impegno per l’insegnamento del personale docente – incluso il personale di sostegno – della scuola secondaria di primo e di secondo grado, da 18 a 24 ore settimanali.

 

Sanità.

Per quanto attiene alle misure di razionalizzazione della spesa nel settore sanitario, è stato previsto che, al fine di salvaguardare i livelli essenziali di assistenza con specifico riferimento alle esigenze di inclusione sociale, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possano conseguire l’obiettivo economico attraverso l’adozione di misure alternative alla riduzione del 10% degli importi e delle prestazioni dei contr atti di appalto di servizi e fornitura di beni e di servizi sanitari, previsto dal testo del disegno di legge. Inoltre, è stato prorogato di un anno, dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2013, il divieto di azioni esecutive in danno degli enti sanitari delle regioni commissariate in disavanzo.

 

Comparto sicurezza.

Si prevede la possibilità, a determinate condizioni, di assumere personale nel comparto sicurezza, difesa e vigili del fuoco. Era prevista una drastica riduzione che viene in parte recuperata.

 

Esodati: 10.000 salvaguardati in più non sono quello che volevamo, ma sono comunque un passo avanti. Accolti due miei emendamenti che chiariscono che i nuovi criteri non interferiscono con le tutele già previste. È uno dei punti più controversi e vedrò di tornarci sopra in seguito.

 

Avremmo fatto altrettanto se fossimo stati al governo? Probabilmente non tutto, rimangono infatti fuori delle fasce di reddito sotto i quindicimila euro sui quali si scarica in parte l'aumento dell'Iva e nulla è stato fatto per i redditi da pensione. Per farlo, sia chiaro, avremmo dovuto mettere la patrimoniale sui redditi alti, in una vera logica redistributiva.

I tagli che settori importanti del sistema di welfare (previdenza, sanità e sociale) e l'istruzione hanno subito in questi anni non sono in questa legge, ma in quelle precedenti che si sono accumulate negli anni, anche se le conseguenze si sentono ogni mese di più. Interventi di ripristino di risorse e di riforma richiedono governi politici e un diverso modo di affrontare la crisi.





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