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DECRETO 174 SU COSTI DELLE REGIONI E TERREMOTO di Donata Lenzi
11 novembre 2012

 

Mentre il clima politico si surriscalda per l'avvicinarsi del voto e le forze che vogliono impedire una vittoria del Pd concentrano i loro sforzi su legge elettorale e data delle elezioni regionali, mentre attendiamo il dibattito in tv su Sky dei nostri candidati alle primarie e Grillo sceglie da solo i propri candidati alle politiche, io sono bloccata a Roma da due settimane e un’altra mi attende per seguire i lavori di due provvedimenti importanti: il decreto 174 che contiene al suo interno l'articolo a favore delle zone terremotate e la legge di stabilità. Oggi mi occupo del primo provvedimento, approvato con la fiducia giovedì e che adesso passa al Senato. 

 

Due considerazioni politiche: 

1) il decreto tentava di uccidere il federalismo e l'autonomia comunale. Una ricentralizzazione poliziesca dove per allontanare il ragioniere capo il Sindaco avrebbe avuto bisogno del parere di due ministeri (Interni ed Economia), dove ogni atto o delibera avrebbe avuto bisogno del parere preventivo della Corte dei Conti (fosse solo per i tempi occorrenti, non avresti più fatto neanche un marciapiede), dove il Prefetto nominava i revisori dei conti come nell'epoca fascista. Alle questioni più clamorose come quelle citate si è posto rimedio, ma l'impronta centralista rimane e possiamo dire che il potere è tornato tutto a Roma. Per un’analisi politica più ragionata, rinvio al sito del nostro relatore del provvedimento Pierangelo Ferrari 

http://www.pierangeloferrari.it/

 

2) per ottenere qualcosa in più del previsto per le zone terremotate abbiamo dovuto, in un piccolo manipolo di parlamentari emiliani integrati dal mantovano Marco Carra, bloccare con l'ostruzionismo dal 31 ottobre al 6 novembre il decreto in Commissione (grazie alla presenza e al sostegno dei deputati Pd delle commissioni di merito) e mandare sotto il governo due volte. Il tutto per portare a casa sette milioni di euro per pagare gli interessi dei mutui della Cassa depositi e prestiti anche per i lavoratori. 

 

Nel merito:

Controlli. Gli articoli 1 e 3 prevedono un notevole aumento dei controlli preventivi e a consuntivo della Corte dei Conti sui bilanci regionali, delle Asl e degli enti locali e su un rendiconto di esercizio annuale il cui schema sarà successivamente definito. Il controllo si allarga anche ai bilanci dei gruppi consiliari.

Per gli enti locali c'è un ritorno alla dipendenza del segretario comunale dal ministero degli Interni, e i controlli si estendono alle società comunali non quotate.

 

Costi della politica. In Regione è prevista la riduzione del numero dei consiglieri pena la riduzione dei trasferimenti (salvo quelli per la sanità grazie ad un nostro emendamento), mentre le spese per indennità, per esercizio del mandato, spese per i gruppi etc... sono commisurate al principio della ”regione più virtuosa”. I dati sono stati resi noti dalla Conferenza Stato Regioni che ha già deciso in merito, individuando la regione più virtuosa (Umbria per i presidenti, Emilia-Romagna per i consiglieri e Abruzzo per i gruppi) e comportano un drastico ridimensionamento per alcune regioni, non per noi Emilia-Romagna. 

Per chi ha abolito i vitalizi non cambia niente, per gli altri c’è l’obbligo del passaggio al contributivo, come già fatto per i parlamentari, l’innalzamento dell’età pensionabile a 66 anni e l’obbligo di aver versato almeno dieci anni. Per chi non si adegua, la penalizzazione è il taglio netto sulle indennità a cominciare dal presidente.  

 

Terremoto. Vengono semplificati alcuni controlli, allungati i tempi entro cui procedere alle verifiche, non si applicano le sanzioni ai comuni per mancato rispetto del Patto di stabilità, si allarga ad altri comuni l'area del cratere a condizione che i danni siano documentati. I rinvii dei tributi e contributi terminano il 16 dicembre e questo è il punto dolente. Viene aggiunto, per attenuare l'urto, che il sostituto d'imposta (quindi il datore di lavoro) non può riversare in busta paga per i tributi più del quinto dello stipendio, rimangono però fuori i contributi con gravi conseguenze. E' previsto un ulteriore prestito di 6 miliardi dalla Cassa depositi e prestiti, con interessi a carico dello Stato. E' qui che siamo riusciti a inserire la possibilità per tutte le imprese e per i lavoratori dipendenti con casa danneggiata di ottenere un prestito che permetta la rateizzazione anche delle tasse per due anni. Un passo avanti, ma non quanto necessario.

Per questo ho presentato un ordine del giorno che impegna il governo a valutare la rateizzazione per tutti i contribuenti residenti nel cratere. Insomma, non ci arrendiamo.

 





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decreto 174 |  terremoto |  costi della politica |  regioni | 




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