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Risposta alla mia INTERPELLANZA URGENTE sull'Imu nelle zone terremotate
21 settembre 2012

(Chiarimenti sulla stima del gettito dell'IMU per i comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 e orientamenti in merito alla rimodulazione dei tagli dei trasferimenti a tali comuni - n. 2-01662)


PRESIDENTE. L'onorevole Lenzi ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01662, concernente chiarimenti sulla stima del gettito dell'IMU per i comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 e orientamenti in merito alla rimodulazione dei tagli dei trasferimenti a tali comuni (Vedi testo Interpellanza in allegato).

DONATA LENZI. Signor Presidente, questa interpellanza, come lei ricordava, tocca il tema dell'IMU, della sua rimodulazione e, in particolare, di quello che è successo nei confronti dei comuni terremotati, nei confronti dei quali, forse, è stato applicato un calcolo con il computer.

I computer, in genere, non possono cogliere le differenze, per cui, automaticamente, tali comuni sono stati messi in una condizione che si è rivelata, alla fine, peggiore di quella degli altri, senza tenere in nessun conto la situazione concreta conseguente al terremoto, che adesso sembra già archiviato, ma è avvenuto solo tre mesi fa, tre mesi fa.

Il 6 agosto il Ministero dell'economia e delle finanze ha pubblicato sul portale del federalismo fiscale le stime relative all'aggiornamento del gettito annuale dell'IMU sulla base dell'acconto versato a giugno. Già tutti i comuni italiani hanno considerato le stime pubblicate non confortate dagli incassi contabilizzati con la prima rata e, in una nota di chiarimento, il Ministero ha affermato che la stima è operata tenendo in considerazione la circostanza che alcuni contribuenti hanno optato per il versamento in tre rate dell'IMU sull'abitazione principale.

Inoltre, per i versamenti relativi ai fabbricati rurali, la prima rata è versata nella misura del 30 per cento dell'imposta. Insomma, si sono cercate le ragioni per giustificare questo aggiornamento verso l'alto delle stime fatte. Ma, a fronte di queste nuove stime, in nessun conto è stata tenuta la situazione dei comuni interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. In quei territori era stato sospeso il pagamento dell'IMU e delle altre tasse, che adesso è stato ulteriormente sospeso fino al 20 novembre.

Sospeso - lo dico perché questo sarà oggetto di un ulteriore impegno dei parlamentari dell'Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia - non vuol dire che poi il contribuente non dovrà pagare, magari su una casa non più esistente, l'IMU e le altre tasse. Meglio sarebbe stata una scelta netta verso la rateizzazione, eventualmente, dei pagamenti.

Comunque, abbiamo preso in considerazione alcuni esempi per far comprendere anche a chi ci ascolta qual è la situazione.

Allora, il comune di Minerbio, in provincia di Bologna, uno dei cento comuni terremotati, aveva per il Ministero dell'economia e delle finanze una stima di gettito IMU pari a 2.178.883 euro. Durante l'estate le case devono essere cresciute a dismisura, invece che essere venute giù con il terremoto, per cui, alla fine, viene una previsione, dal MEF, di raddoppio a 4.863.657 euro di maggior gettito previsto che, naturalmente, viene sottratto ai trasferimenti statali e addirittura l'ente è tenuto a restituire per incapienza risorse pari a 2.604.598, 23 euro. Se prendiamo un altro comune, potremmo prendere ad esempio la situazione del comune di San Pietro in Casale, sempre in provincia di Bologna, il gettito previsto era di 2.581.848 euro ed è raddoppiato a 4.068.854 euro, anche qui vi è un raddoppio della situazione. Il comune di Castel maggiore aveva un gettito previsto di in 6.360.125 euro, gli è salito a più del doppio, a 14.079.133 euro.

Voi state dicendo ai comuni terremotati «Date i soldi allo Stato» quando nei Paesi civili succede il contrario. Potrei elencare tutti i comuni, perché abbiamo fatto una ricerca approfondita, vi è stata anche un'interrogazione in Commissione bilancio del mio collega Marchi. Ecco l'elenco: Bentivoglio, Bomporto, Campagnola, Campogalliano, Castelfranco, Castelluccio, Correggio, Malalbergo, Molinella, Nonantola, Roncoferraro, Sala bolognese, Sant'Agata, Sermide, Suzzara e Virgilio. In tutti questi comuni ed altri ancora del reggiano e del modenese si è verificata questa incresciosa situazione. Ci siamo chiesti: ma da dove nasce? Perché ce la si è presa in particolar modo nei confronti dei comuni terremotati? Abbiamo ottenuto che il ragionamento fatto dai dirigenti della Ragioneria dello Stato - non ne conosciamo i volti - sia stato che abbiano dato per scontato che, visto che vi era la sospensione, una parte rilevante dei contribuenti non avesse contribuito e in questo modo calcolato che in un'eventuale seconda fase fosse possibile incassare molto di più. Ci si è dimenticati che la regione Emilia Romagna è, dati noti, la regione con maggior tasso di fedeltà fiscale.

Non si è tenuto conto, non si sapeva, che i sindaci, il presidente della regione, noi stessi, siamo andati in giro sul territorio a dire a tutti quelli che avevano la casa che era rimasta in piedi «siete stati fortunati, è il momento di dimostrare non egoismo, ma solidarietà e quindi pagate l'IMU perché il comune ha bisogno di liquidità e in questo modo date anche un aiuto al vostro vicino la cui casa, invece, è gravemente lesionata». Invece di questo non si è tenuto alcun conto. Noi forse abbiamo sbagliato, dovevamo dire «approfittate dell'occasione». Abbiamo dato per buono quello che ha detto il Presidente Monti, che il 19 agosto ha detto: «Mai più usare la parola furbi per definire gli evasori». Noi siamo assolutamente d'accordo, ma manca metà del discorso: noi non chiameremo furbi gli evasori il giorno in cui gli onesti non saranno considerati fessi dallo Stato! Pretendere dai comuni terremotati, a tre mesi dal sisma, il pagamento, il versamento di milioni di euro alle casse dello Stato a noi sembra un mondo alla rovescia e siamo sicuri che sia così anche per gran parte degli abitanti delle nostre regioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Gianfranco Polillo, ha facoltà di rispondere.

GIANFRANCO POLILLOSottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, spero di non deludere neanche l'onorevole interpellante, ma purtroppo non posso fare altro che leggere la nota a tecnica che mi è stata fornita, anche perché lo strumento dell'interpellanza parlamentare, specialmente quando è urgente, spesse volte affronta temi molto specifici e, di conseguenza, le risultanze degli uffici purtroppo - sono il primo a rammaricarmene - risultano determinanti. 

Questa è un situazione molto complessa, perché io ho tutta una relazione molto lunga, purtroppo, su quali sono state le metodologie di calcolo che hanno portato alla determinazione del gettito dell'IMU.
Mi fanno osservare, innanzitutto, che la distribuzione attuale della variazione (integrazione-tagli) al Fondo sperimentale di riequilibrio è stata discussa in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, presso il Ministero dell'interno, in data 2 agosto 2012.

Nelle varie riunioni al tavolo tecnico sulla finanza locale, tenutesi quindi nell'ultima decade di luglio, sono stati illustrati i criteri e le metodologie di calcolo delle nuove stime dell'IMU e dell'ICI ed è stato anche discusso il trattamento dei comuni colpiti dal sisma, sulla base della normativa vigente.
A seguito della conferenza del 2 agosto sono state quindi pubblicate, in data 6 agosto 2012, sul portale del federalismo fiscale, per ciascun comune, le nuove stime dell'IMU, dell'ICI e conseguentemente le variazioni del Fondo sperimentale di riequilibrio, nonché la nota metodologica sui criteri seguiti per definire ciascuna delle componenti (IMU, ICI, IRPEF sui redditi fondiari relativi agli immobili non locati) che incidono sulla determinazione della variazione del predetto fondo.

In relazione ai rilevi sulla correttezza della stima del gettito derivate dall'IMU, il Dipartimento mi fa presente che la proiezione annuale degli incassi attesi dall'IMU non si ottiene raddoppiando l'importo della rata incassata a giugno. Siffatta modalità di calcolo porta, ovviamente, alla determinazione di un importo inferiore rispetto alla stima su base annuale. In altri termini, non è corretto calcolare il gettito dell'IMU annuale mediante il semplice raddoppio della rata incassata a giugno ed operare il confronto con la stima effettuata dal Dipartimento delle finanze.

Ai fini di un confronto omogeneo tra i dati in parola occorre, infatti, tenere conto dei seguenti elementi. In primo luogo, i versamenti relativi all'abitazione principale dei contribuenti che hanno optato per il versamento in tre rate (la prima a giugno e la seconda a settembre, in misura pari ad un terzo dell'imposta, calcolata applicando l'aliquota di base e la detrazione; la terza rata a dicembre, a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno con conguaglio sulle precedenti rate). Quindi, nel caso di tre rate ovviamente non si può raddoppiare.

In secondo luogo, i versamenti relativi ai fabbricati rurali per i quali il comma 8 dell'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2012, dispone che per l'anno 2012, la prima rata è versata nella misura del 30 per cento dell'imposta dovuta applicando l'aliquota di base e la seconda rata è versata a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno con conguaglio sulla prima rata.
In terzo luogo, i versamenti relativi ad alcune fattispecie impositive ai fini IMU, indicate nella nota metodologica. Ci sono delle particolarità quindi nel versamento che riguardano i seguenti edifici: fabbricati rurali da accatastare entro novembre che verserebbero il saldo a dicembre; immobili non dichiarati in catasto (a partire dal 3 maggio 2012 e fino al 3 luglio 2012 sono stati pubblicati nell'albo pretorio del comune gli atti relativi all'attribuzione della rendita per i cosiddetti immobili fantasma di diverse tipologie; per questi immobili il versamento è atteso con la rata di dicembre); le quote di gettito derivanti dai contribuenti mancanti, le cosiddette code (si tratta di quei contribuenti che hanno beneficiato dello spostamento dei termini per le imposte sui redditi pagando una sanzione di entità contenuta). Questi sono gli elementi di cui bisogna tenere conto per arrivare ad un'esatta valutazione del gettito dell'IMU.

Tra queste code si annoverano i contribuenti persone fisiche ed i contribuenti soggetti agli studi di settore per i quali anche quest'anno è stato previsto il posticipo della scadenza dei versamenti dell'IRPEF dal 18 giugno al 9 luglio, con la maggiorazione dello 0,4 per cento al 20 agosto 2012. Inoltre, per le società che approvano il bilancio in ritardo, la scadenza per il versamento delle imposte sui redditi è il 16 luglio e il 20 agosto, con lo 0,4 per cento di interesse.
In relazione a quanto su indicato, per l'IMU sono stati stimati ulteriori versamenti - sempre per effetto delle code - su base annua. Peraltro il monitoraggio dei versamenti delle suddette code nei giorni successivi alla scadenza della rata in acconto del 16 giugno sta evidenziando, fino ad oggi, un gettito su base annua di circa 300 milioni di euro, confermando la validità della predetta assunzione.

In quarto luogo, gli effetti relativi all'IMU dovuta sugli immobili di proprietà dei comuni in considerazione del disposto del comma 11 dell'articolo 13 del decreto legge n. 201 del 2011, laddove si prevede che «Non è dovuta la quota di imposta riservata allo Stato per gli immobili posseduti dai comuni nel loro territorio e non si applica il comma 17». Tale disposizione, come peraltro rilevato dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, è in linea con la relazione tecnica, e implica il versamento dell'IMU da parte dei comuni. Solo con riferimento al maggior gettito derivante dal venir meno della riserva statale - 50 per cento del gettito IMU - non si applica la corrispondente riduzione a valere sul fondo sperimentale di riequilibrio. Dal monitoraggio delle deleghe di pagamento con F24 risulta, tuttavia, che la maggior parte dei comuni, pur essendo comunque tenuti a versare tutta l'IMU relativa ai propri immobili, non ha effettuato ancora i relativi versamenti.

La conclusione di questo discorso abbastanza complesso è che la stima del gettito annuale IMU aggiornata dal Dipartimento delle finanze assume come dato di partenza i versamenti effettuati a giugno scorso (che, proiettati su base annuale, nella generalità dei casi costituiscono una quota consistente variabile tra il 90 e il 95 per cento del totale), integrando tali dati con gli ulteriori versamenti attesi per le fattispecie precedentemente indicate. In particolare, tra queste ultime va sottoposta all'attenzione dei comuni l'ipotesi degli immobili cosiddetti fantasma, ai quali è stata attribuita la rendita presunta dall'Agenzia del territorio, sulla base di precise disposizioni di legge. I titolari di diritti reali sugli immobili pubblicati sono tenuti comunque a presentare le relative dichiarazioni di aggiornamento catastale entro 120 giorni dal 3 maggio 2012, data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del comunicato dell'Agenzia del territorio, al fine di evitare ulteriori sanzioni amministrative, che sono addirittura quadruplicate, che sono previste nel caso di mancata presentazione entro tale termine, e sono successivamente tenuti al pagamento dell'IMU.
L'Agenzia del territorio ha infatti reso noto sul proprio sito istituzionale che, a partire dal 3 maggio 2012 e fino al 2 luglio 2012, sono stati pubblicati nell'Albo pretorio dei comuni gli atti relativi all'attribuzione della rendita presunta a tutti gli immobili cosiddetti fantasma, che non sono stati dichiarati spontaneamente dai soggetti interessati. Nello stesso periodo, questi elenchi sono consultabili, oltre che presso i comuni, anche presso gli uffici provinciali dell'Agenzia del territorio, sul sito dell'Agenzia stessa. Sempre sul sito è possibile consultare, per tutti i comuni interessati, l'elenco delle particelle di catasto terreni e le corrispondenti unità immobiliari del catasto edilizio urbano, oggetto di attribuzione di rendita presunta.

Alla luce di quanto suesposto, il dipartimento delle finanze fa presente che l'entità effettiva del gettito sarà nota solo in occasione della contabilizzazione del saldo, a dicembre. A tal proposito, si ricorda che l'Accordo sancito nella Conferenza Stato-Città ed autonomie locali del 1o marzo 2012 prevede che la verifica dell'effettivo gettito dell'IMU si effettui entro il mese di febbraio 2013. Si tratta di un'operazione ex post da correlare alla fase previsionale riguardante l'impostazione e la presentazione del bilancio di previsione, in ordine alla quale si fa presente che l'articolo 13, comma 12-bis, terzo periodo, del decreto-legge n. 201 del 2011, dispone che per l'anno 2012 i comuni iscrivono nel bilancio di previsione l'entrata da imposta municipale propria in base agli importi stimati dal dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze per ciascun comune, e che l'accertamento convenzionale non dà diritto al riconoscimento da parte dello Stato dell'eventuale differenza tra il gettito accertato convenzionalmente e il gettito reale, ed è rivisto, unitamente agli accertamenti relativi al Fondo sperimentale di riequilibrio e ai trasferimenti erariali, in esito a dati aggiornati da parte del medesimo Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'accordo stabilito in sede di Conferenza Stato-Città.

Per quanto riguarda specificamente la stima del gettito IMU dei comuni colpiti dagli eventi sismici, il dipartimento delle finanze sottolinea che tale stima, rispetto a quella effettuata per gli altri comuni, necessariamente risente di un maggiore grado di aleatorietà, essendo correlata ai mancati versamenti per effetto della sospensione, inizialmente prevista dal decreto ministeriale 30 settembre 2012, e successivamente prorogata fino al 30 novembre dello stesso anno.

PRESIDENTE. L'onorevole Lenzi ha facoltà di replicare.

DONATA LENZI. Signor Presidente, sottosegretario, ho apprezzato le prime sue due parole, quando ha preso la distanza da una nota tecnica che parla d'altro, cioè parla degli altri 8 mila comuni italiani, dedica tre righe alla risposta di un'interpellanza corposa e documentata, dimostrando di essere totalmente avulsa dalla realtà. Vorrei sapere il nome del dirigente. Gli pago il viaggio, lo porto là, lo sfido a fare l'assessore al bilancio in uno qualunque di questi comuni e se ci riesce, prende il premio di rendimento. In uno di questi comuni sarebbe licenziato il giorno dopo.

Mi permetto di aggiungere - le do io un'informazione - che ad analoga interrogazione, in Commissione, il sottosegretario Vieri Ceriani ha risposto molto più brevemente che «il dipartimento delle finanze riferisce che, in relazione ai riflessi sull'equilibrio finanziario dei comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio, sono in corso una serie di incontri con l'ANCI, anche in sede di tavolo tecnico della finanza locale, onde esaminare i singoli casi».

Ecco, noi ci attaccheremo qui, a questa speranza che un tavolo tecnico possa arrivare a soluzioni più appropriate. Ma le dico che non è che si può aspettare il 3 febbraio, perché con quei soldi vengono fatte delle cose. E lascia sbalorditi la risposta che l'Agenzia delle entrate e quella del demanio sanno a giugno quali immobili sono rimasti su, quali sono venuti giù, quali capannoni industriali sono venuti su, quali sono venuti giù, che noi stessi, con la più grande rapidità con cui ci stiamo impegnando, non siamo ancora in grado di avere la situazione e sapere cosa effettivamente è rimasto in piedi o è, invece, da ricostruire.

Quindi, le chiedo, e glielo chiedo personalmente, che ci sia una disponibilità del Governo a tornare rapidamente, già in sede di legge di stabilità, ad una risposta su questo. Noi lo abbiamo detto sin dall'inizio e glielo ripeto: lasciateci i soldi che abbiamo. Noi siamo a credito tra quello che riceviamo e quello che viene versato. Lasciateci le nostre risorse perché, se dobbiamo far da soli, ci rimbocchiamo le maniche e ce la faremo.






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1. Interpellanza IMU [ Scarica il file » ]




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