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TERREMOTO, la nostra lettera al Corriere di Bologna "I parlamentari non si tirano indietro"
04 giugno 2012

 

Caro direttore,
la rubrica di Gianni De Plato merita davvero una risposta forte perché grave è l’accusa che è sottintesa nelle sue parole e, soprattutto, falsa. I parlamentari, (anche quelli di spicco) hanno fatto nella tragica circostanza del terremoto esattamente ciò che loro compete

Sono, siamo rimasti in aula e nelle Commissioni — ambiente, cultura, lavoro, agricoltura, infrastrutture, finanze — a batterci perché il governo faccia il prima possibile, e nel miglior modo possibile, ciò che occorre. Abbiamo fatto visite a Crevalcore, Galliera, S. Pietro, S. Giovanni, Cento e Pieve di Cento. Ieri è stata depositata una mozione al Senato, siamo intervenuti in aula sulla Magneti Marelli, fatto approvare una risoluzione sull’agricoltura, presentato e svolto un question time, partecipato a riunioni per preparare il decreto sul patto di stabilità. Abbiamo fatto una sottoscrizione di fondi.

Tutto questo in stretto raccordo con il presidente Errani (che ha dato davvero una bella prova di come si possa e debba lavorare in circostanze drammatiche). Al rientro da Roma nelle nostre città ieri, molti tra noi sono andati a parlare con sindaci (straordinari per la loro dedizione) e amministratori, a incontrare i volontari che lavorano con il sorriso sulle labbra e ad ascoltare il dolore della gente. Alle quali si aggiunge altro danno quando li si costringe a leggere, e dunque a pensare, che sono abbandonati a se stessi.

Ma il secondo danno, grandissimo, è quello che in questo gioco al massacro (dove si spara ormai sui parlamentari come se fossimo al Luna Park con l’orso), colpisce non gli individui, ma il Parlamento, la più alta istituzione del Paese. Dove siedono persone incapaci e disoneste, ma anche persone capaci e oneste. A sparare nel mucchio si fa presto. La conseguenza è che si recide il legame con la società, si demolisce la speranza e la voglia di cambiare che tanti anche tra i parlamentari hanno e che magari è stata proprio la molla che li ha portati lì.

«Non lasciateci soli» ha detto a Mirandola un composto signore in bicicletta. Noi, del Pd, non li lasceremo soli. Per noi è un impegno, una promessa, un dovere. I giornali facciano il nome e il cognome di coloro che non manterranno fede all’impegno.


Rita Ghedini

Donata Lenzi

Sandra Zampa

(parlamentari Pd)

02 giugno 2012







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