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TERREMOTI
28 maggio 2012

 

1) il terremoto in Emilia 2) le scosse della politica 3) approvata in aula la legge sul finanziamento pubblico ai partiti 4) in Europa tassa sulle transazioni finanziarie.

Lunedì 28 alle ore 18 sono al Passepartout in via Galliera a Bologna, per un dibattito sulla sanità insieme al responsabile nazionale on. Paolo Fontanelli; il 31 sera sono a Sala Bolognese, il 2 giugno a Borgo Tossignano, il 3 sera alla festa delle Due Madonne a Bologna.


Terremoto: Sono stata ieri a Crevalcore e a Galliera per incontrare i sindaci, insieme a Gianluca Benamati, Rita Ghedini, Salvatore Vassallo. Abbiamo incontrato Broglia sindaco di Crevalcore, Anna Vergnana sindaco di Galliera e Brunelli sindaco di San Pietro in Casale. Erano presenti a testimoniare la solidarietà di tutto il territorio anche Mazzucca sindaco di san Giovanni in Persiceto e Toselli sindaco di Sala Bolognese.

I danni sono molti ed emergono pian piano. Lo sciame sismico non si ferma e la gente ha giustamente ancora paura. I comuni coinvolti vivono un’esperienza che mai avrebbero pensato di vivere. Abbiamo visto molto coraggio, grandi capacità organizzative e un lungo elenco di problemi. I sindaci vorrebbero evitare tende e casette prefabbricate e quindi si sta lavorando per collocare gli sfollati in case in affitto, non vogliono commissari, vogliono decidere loro rapidamente, cominciando dai fondi che hanno già e sono bloccati dal Patto di stabilità. Un problema enorme e prioritario è la ripresa delle attività produttive e un impegno che durerà anni sarà il salvataggio e il ripristino del patrimonio artistico che non è solo arte, è anche cuore e identità delle nostre terre.

Nella sostanza, il punto è rimarcare la dimensione nazionale della tragedia e l'assoluta necessità che ci sia un adeguato intervento finanziario, oltre all'impegno concreto della Protezione civile. Già in aula mercoledì scorso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Catricalà ha nella sostanza detto "sono bravi così bravi che possono fare da soli". No. Questo è un problema nazionale e noi parlamentari emiliani di tutte le forze politiche faremo il possibile perché così venga trattato. Per questo cominciamo mercoledì prossimo chiamando il governo a rispondere in aula sui provvedimenti di natura economica; in commissione Agricoltura è già pronta una risoluzione bipartisan e si lavora anche nella commissione Lavoro per i problemi relativi a cassa integrazione e versamenti dei contributi. Intanto giovedì scorso sono stati girati per coprire i primi costi del terremoto 160 milioni di euro risparmiati con il dimezzamento del finanziamento pubblico dei partiti.



Le scosse. il sistema politico italiano ha subito con le elezioni amministrative una serie di scosse. Di tutto quanto è accaduto, il disfacimento della Lega, la frammentazione della Pdl, la difficile tenuta del Pd e l'avanzata di Grillo e del suo movimento, mi concentro soprattutto su quest’ultimo punto che per noi emiliano-romagnoli è il più importante e ci riguarda da vicino.

La rabbia cresciuta negli anni, alimentata quotidianamente contro i costi delle istituzioni e dell'azione politica di cui non si vede una diretta utilità, è rafforzata dalla crisi economica che continua. L'ambientalismo proclamato che costituisce il cuore della proposta politica è in realtà assai lontano a mio parere dalla pratica quotidiana di una parte dell’elettorato, che però ne condivide le conseguenze se esse bloccano qualsiasi opera possa portare disturbo. E’ la logica nimby del "non nel mio giardino".

Mi preoccupa la sottovalutazione nazionale di quanto accaduto. La vittoria a Parma ha sdoganato il Movimento e dato una via di uscita al bipolarismo sterile in cui eravamo imprigionati, e questo toccherà tutta Italia. Anni di contrapposizione e di accuse reciproche, mentre la situazione economica peggiorava, hanno stancato e il risultato era la strada facile del "sono tutti uguali" e di conseguenza l'astensione. Il partito di Grillo costituisce un’alternativa e coagula la rabbia contro la politica ma anche contro le tasse, la burocrazia, le regole, mescolando anarchia e giustizialismo.

Certo, vi sono nel Movimento diversi aspetti positivi, proposte serie e di buon senso e altre non realistiche e c’è la voglia di partecipazione e l’onesta convinzione di chi vi si impegna, ma è difficile pensare che possa riformare in positivo la democrazia italiana un movimento che non conosce democrazia interna, soprattutto sulla questione fondamentale della scelta delle persone.

Per questo motivo ho presentato un emendamento al testo della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, che diceva semplicemente: "partiti e movimenti politici devono avere uno statuto". Una semplice affermazione di principio almeno per cominciare, poco di più di quello che dice l'art. 49 della Costituzione. I relatori mi hanno chiesto di ritirarlo, rinviando alla legge applicativa dell'art.49. E' però passato un emendamento Udc che parla di democrazia interna dei partiti, raccontato dai giornali come emendamento antigrillo. Non è così, perché si applica solo a chi chiede il finanziamento pubblico e Grillo ha dichiarato che non lo chiederà. Qualcuno si è però accorto della mia proposta e ho avuto l'onore di un articolo di Libero!

Il problema comunque rimane. Anche la più piccola delle organizzazioni di volontariato ha uno statuto, non c'è organizzazione che non abbia le proprie regole e infatti anche il Movimento 5 Stelle le ha. Qui

http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf trovate il "non statuto", la cui lettura è utile per capire come la più ampia partecipazione nella discussione sul web si accompagni alla più grande discrezionalità delegata ad una sola persona. Il rifiuto della delega a gruppi di eletti comporta la consegna del potere ad un uomo solo.



Finanziamento pubblico ai partiti. Come accennato, il dimezzamento è stato approvato in aula alla Camera con una maggioranza ristretta (291 voti). C'è stata molta baruffa tra di noi, perché c'era chi riteneva che dovesse essere un capitolo della più complessa normativa sui partiti. Giusto in teoria, ma così almeno l’abbiamo portata a casa e ce la possiamo fare entro luglio, data della rata di pagamento. Con questa idea di riscrivere sempre tutto, rischiamo di non portare a conclusione niente e lo dico con il pensiero rivolto alle riforme costituzionali e alla legge elettorale; e con questa logica secondo cui le mie idee sono quelle giuste e chi se ne frega delle conseguenze le nostre divisioni interne hanno reso meno evidente il risultato ottenuto, quello del dimezzamento e delle regole imposte a tutti. Non saremo più il solo partito con il bilancio certificato.

Questi i punti approvati:

Riduzione dei rimborsi. I contributi a carico dello Stato in favore dei partiti politici sono ridotti del 50% (anche per quelli in corso di liquidazione). il risparmio va al fondo per i terremotati.

Cofinanziamento. Viene modificato il sistema di contribuzione pubblica alla politica: il 70% del fondo a favore dei partiti continua ad essere erogato a titolo di rimborso per le spese sostenute in occasione delle elezioni, il restante 30% è legato alla capacità di autofinanziamento del partito ed è erogato in maniera proporzionale alle quote associative e ai finanziamenti privati raccolti.

Controlli e sanzioni.
Si prevede l’obbligo di sottoporre i bilanci dei partiti al giudizio di società di revisione iscritte nell'albo della CONSOB. Il controllo dei bilanci è affidato ad una Commissione di nuova istituzione composta da 5 magistrati designati dai vertici delle massime magistrature (Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei conti). E' previsto un articolato sistema di sanzioni che possono arrivare anche alla decurtazione dell'intero importo dei contributi nel caso di mancata presentazione del bilancio.

Trasparenza.
I documenti di bilancio sono pubblicati (anche in formato open data) sul sito internet del partito o del movimento e in apposita sezione del sito della Camera. Viene ridotto l’importo (da 50 mila a 5 mila euro) al di sopra del quale è necessario dichiarare pubblicamente i contributi dei privati ai partiti.

ITF. Imposta sulle tassazioni finanziarie.
Nel silenzio dei media italiani, il 23 maggio gli eurodeputati S&D hanno ottenuto una maggioranza trasversale al Parlamento europeo sulla proposta di introduzione in Europa di una tassa sulle transazioni finanziarie, che può generare entrate per quasi 100 miliardi di euro all’anno.

Secondo la proposta del Parlamento europeo, entro il 2014 le azioni e le obbligazioni sarebbero tassate con un’aliquota minima dello 0,1% e dello 0,01% per i derivati.


Ora tocca ai governi. Se non c’è accordo a livello UE non possiamo essere ostaggio di pochi Stati membri”, ha dichiarato dopo la votazione l’eurodeputata S&D e negoziatrice per il Parlamento europeo Anni Podimata. Qui trovate le informazioni: http://www.euprogress.it/2012/05/tassa-transazioni-finanziarie-crescita-occupazione

Vediamo di non lasciare il tema a Grillo!







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