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MONTI FOREVER?
03 marzo 2012

 
La sera del 5 sarò alla Decima di San Giovanni, mente lunedì 12 intervengo sarò con Maurizio Migliavacca a San Lazzaro, ad un'iniziativa sulle riforme elettorali ed istituzionali.


Vi segnalo che dopo la sentenza del tribunale di Torino che ha condannato l'Eternit, ho fatto un’interrogazione urgente al governo sul tema "Amianto, cosa avete intenzione di fare". Insieme alla collega Miotto l'abbiamo presentata in aula giovedì e ha risposto il ministro Balduzzi [la trovate tra le news laterali].


Avevo scritto gran parte di questo articolo il 27 febbraio, poi l'ho accantonato. Mi sembrava un contorto ragionamento da politico, e invece... Se avete voglia di discuterlo lo potete fare anche su Facebook, sul mio profilo

http://www.facebook.com/profile.php?id=1325056326

Siamo alla fase storica del post ventennio di Berlusconi, possiamo pensare di tornare alla prima repubblica o avviarci alla terza, facendo tesoro degli errori commessi, recuperando e salvando ciò che di buono c'è stato nei nostri anni di governo, completando la trasformazione dell'architettura istituzionale.

[Vi segnalo a questo proposito un articolo di Giovanni Sartori sul Corriere del 26/2 sulle riforme in senso presidenzialista e non populista].

Si è però iniziato a giocare al Monopoli e c'è chi, non potendo far nulla per l'oggi appaltato ai tecnici, si diletta ad occupare le caselle del futuro. Appartiene a questa categoria la proposta di Casini (ma non solo) per continuare così, con Monti e la grande coalizione, anche nella prossima legislatura.

Berlusconi ieri era interessato. Bersani ha detto seccamente no.  

La questione è seria e quel no che nasce dalla pancia e dal cuore, e nel quale mi ritrovo totalmente, merita una riflessione per scoraggiare chi ne fosse tentato.   

1) il berlusconismo è stata una malattia e non siamo ancora guariti. Ha esaltato i nostri difetti nazionali, ha dato rappresentanza politica all'Italia che "se la cava" eludendo le leggi, ha favorito razzismo e separatismo, nei suoi aspetti più deteriori ha permesso l'accesso ai posti di comando a gruppi di potere profondamente corrotti. Ha la grande responsabilità di aver dissanguato il paese e averlo portato sull'orlo del burrone. Non chiedo la resa dei conti, ma una presa di coscienza sì!

Corriamo il rischio che la fase che stiamo attraversando sia simile all'immediato dopoguerra. Come allora, il grande blocco della burocrazia statale e poteri diffusi scelgono la strada di sostenere il cambiamento per non cambiare. Risulta perfetto allora un governo di coalizione che stenda una grande coperta sul decennio precedente. Nessuna comprensione delle ragioni di quanto successo e delle responsabilità, nessuna elaborazione che permetta di mettere al sicuro il futuro.


2) le differenze tra destra e sinistra non sono andate in soffitta. Ci sono anche ora e le vediamo in Parlamento ogni giorno, anche se appaiono meno all'esterno. La crisi ci ha costretti ad accantonare diversi argomenti, ma non potrà essere sempre così. Penso alle grandi questioni dei diritti civili, ai temi della legalità e della giustizia, all’istruzione e alla ricerca. Penso alla tutela dell'ambiente e alla necessità di una visione complessiva della tutela del suolo, alle condizioni nettamente peggiorate per ogni lavoratore, alla necessità di credere nella forza equitativa del welfare. Penso alla centralità che deve assumere la questione dell'uguaglianza. Su tutto questo la pensiamo diversamente. Non ci sono solo i vent'anni di odio seminato, di battaglie feroci, di elettorati divisi (tutte cose che pur contano), ma ci sono soprattutto idee e valori che ci fanno diversi.


3) il malessere diffuso, la saldatura della questione democratica con quella sociale secondo l’anticipatrice definizione di Bersani, è ormai cronica. Dunque che Parlamento avremo? E’ prevedibile l'entrata in campo delle forze antipolitiche e la loro presenza sarà tanto maggiore quanto sarà grande e affollato il centro. Altro che legislatura costituente!

Il cammino verso la terza repubblica è quindi ancora lungo. Intanto si sta con Monti e qualcosa di buono è stato fatto. 








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