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EUROPA E ROMA
13 febbraio 2012

 

Segnatevi che il giorno 24 a Bologna c'è Bersani, alla sera al teatro Manzoni.


Le notizie che arrivano dalla Grecia ci toccano da vicino. Il dubbio “potrebbe accadere anche a noi” è lì, inespresso ma c'è ancora. Il fondo di Scalfari su Repubblica del 12 febbraio considera certo il default e l'uscita della Grecia dall'euro. Nonostante tutto, continuo a sperare e la considererei comunque una grave  sconfitta per l'Europa.

Scalfari prefigura due scenari: un’Europa che fa un passo avanti verso l'unione politica e un’Europa come area di libero scambio senza euro o, aggiungo io, dove l'area euro si restringe alla coalizione dei paesi più forti. Sarebbe un passo indietro. Grandi le responsabilità della Germania, le cui scelte politiche non sono imputabili solo a fattori culturali, ma ad oggettivi vantaggi economici. Si veda l'articolo di Lucrezia Reichlin uscito sul Corriere di giovedì 9 (link a fine articolo).



Premesso che noi dobbiamo lavorare per il primo scenario (un’Europa politicamente unita, federata e democraticamente governata), abbiamo comunque il  problema di tornare  nel gruppo dei forti. Monti sta facendo un lavoro eccellente per ritornare ad accreditare l'Italia in Europa e nel mondo; ricordiamoci che solo sei mesi fa eravamo oggetto generale di scherno! Un’Italia più forte e autorevole avrebbe anche qualche possibilità di orientare la politica europea verso la crescita e lo sviluppo e  non solo tagli di bilancio e politiche restrittive.




A Roma le difficoltà permangono e non parlo di quelle atmosferiche aggravate da un sindaco incapace di affrontare le difficoltà, quanto di sopportare le critiche. Sono le difficoltà conseguenti a questo esperimento emergenziale che stiamo vivendo di un governo senza maggioranza politica.


Il due novembre la Lega ha presentato un emendamento alla legge comunitaria che prevedeva un ampliamento della attuale disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, ricomprendendovi “l'errore di diritto” e prevedendo una responsabilità diretta del singolo. Non entro nel merito (il testo è pasticciato e impugnabile, ma il problema c'è), sottolineo però che c'è un problema di relazioni tra le forze che si sono assunte la responsabilità di sostenere questo governo. È vero che una situazione come questa non ha precedenti, ma certo noi non possiamo accettare che la vecchia maggioranza rinasca a suo piacimento e che gli accordi saltino.



Intanto il governo affronta due partite essenziali: liberalizzazioni e mercato del lavoro. Vanno tenute insieme. Non si pensi neanche un momento a scaricare tutto il peso dei sacrifici sul lavoro dipendente, che diventa così l'unica “variabile dipendente”, mentre altri possono continuare a coltivare piccole o grandi nicchie.



Sul tema del lavoro la discussione tra di noi è accesa, ma vorrei suggerirvi la lettura dell'articolo di Nadia Urbinati (link a fine articolo) che nella parte finale sottolinea come l'art.18 sia un’affermazione della prevalenza del pubblico sul privato. Lo Stato entra dentro l'impresa e ne valuta “la giusta causa”. È un ostacolo alla tendenza in atto alla “depoliticizzazione” delle relazioni economiche. Allora, prima di dire se l'art.18 sia intoccabile o meno, prima di valutare pragmaticamente se serve o meno, dobbiamo chiederci se siamo d'accordo tra di noi che la valutazione pubblica ci sia, se lo Stato può entrare oltre i cancelli della fabbrica sì o no. Per me è sì, anche i rapporti di lavoro sono contratti che possono essere sottoposti al giudizio. Poi la soluzione si trova.


Sullo sfondo rimane il tema della crisi della politica e dei partiti che ne sono strumento. Crisi resa più acuta da quanto avvenuto negli ultimi giorni sul tema del finanziamento pubblico. Proprio ora che avremmo bisogno di una politica più forte e autorevole a difesa del bene comune, a fronte delle pressioni della finanza! Una nuova legge sui partiti e sul loro finanziamento è il minimo.



Mentre scrivo queste righe mi arriva la notizia della morte di Guido Fanti sindaco di Bologna, presidente della Regione, deputato, senatore, parlamentare europeo. Ricordo i suoi ultimi anni, l'impegno fino all'ultimo a pensare e proporre, la sua capacità di radunare intorno a sé “tecnici” in grado di offrire soluzioni e proposte e poi di tradurle in proposte politiche. Una politica competente e autorevole sa tradurre le conoscenze professionali in visione del futuro e progetto politico per il presente. Per ciò che ha dato alla città dobbiamo essergli grati, per ciò che ha dato alla politica dobbiamo essergli allievi.










articolo Lucrezia Reichlin http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1AGJPO





articolo Nadia Urbinati http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1AI8YL








Emendamento Lega_dichiarazione Franceschini index.html?pg=4&id=451










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