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Mia interrogazione su social card e pensioni
15 gennaio 2012

Interrogazione a risposta scritta 4-14420

presentata da

DONATA LENZI

martedì 10 gennaio 2012, seduta n.567

 

LENZI. -

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

- Per sapere - premesso che:

 

uno degli assi portanti della recente manovra finanziaria proposta dal nuovo Governo, quale suo primo atto, è sicuramente rappresentato dalle misure riguardanti i trattamenti pensionistici, sia sotto il profilo finanziario sia per quanto riguarda l'impatto sociale che ne scaturirà;

le numerose e sostanziali modifiche alla normativa previdenziale previgente apportate con l'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono volte a conseguire lo scopo esplicito di «garantire il rispetto, degli impegni internazionali e con l'Unione europea, dei vincoli di bilancio, la stabilità economico-finanziaria e a rafforzare la sostenibilità di lungo periodo del sistema pensionistico in termini di incidenza della spesa previdenziale sul prodotto interno lordo»;

disposizioni differenziate che modificano importanti istituti quali l'estensione a tutti i lavoratori del sistema contributivo attraverso il calcolo pro-rata (comma 2), la flessibilità in uscita e le relative incentivazioni (comma 4), la soppressione del regime delle decorrenze annuali (comma 5), i nuovi requisiti anagrafici per le pensioni di vecchiaia (commi 6, 7 e 9), l'assegno sociale (comma 8), nuovi requisiti per le pensioni anticipate rispetto ai limiti previsti per le pensioni di vecchiaia e penalizzazioni economiche (commi 10 e 11), l'adeguamento dei requisiti anagrafici in ragione delle aspettative di vita (commi 12 e 13), il regime di esenzioni dall'applicazione delle nuove disposizioni per attenuarne alcune asperità (commi 14 e 15), la rideterminazione dei coefficienti di trasformazione (comma 16), una nuova disciplina per i lavori usuranti (comma 17), l'armonizzazione dei requisiti pensionistici di alcuni regimi speciali (comma 18), la totalizzazione dei periodi assicurativi (comma 19), un contributo di solidarietà per il personal di volo (comma 21), gli aumenti delle aliquote contributive dei lavoratori artigiani e commercianti (comma 22), dei lavoratori agricoli, dei coltivatori diretti, dei mezzadri e dei coloni (comma 23), il riordino delle casse previdenziali privatizzate (comma 24), la limitazione alla perequazione automatica dei trattamenti pensionistici (comma 25), l'estensione di alcune tutele e prestazioni temporanee ai professionisti della gestione separata (comma 26), l'istituzione di un fondo per l'occupazione giovanile e femminile (comma 27), un nuovo regime di imposta per i trattamenti di fine rapporto di importo superiore a un milione di euro (comma 31), più altre disposizioni di tipo programmatico-promozionali (commi 28, 29 e 30);

un complesso e articolato pacchetto di misure che avrebbe meritato un attento ed approfondito esame parlamentare, ma che, ancora una volta, per esigenze di particolare emergenza economico-politica è stato sacrificato in un iter ancor più accelerato rispetto a quello già sollecito previsto per i decreti-legge;

nonostante tale procedura eccezionale, nel corso dell'esame del richiamato provvedimento, è stato possibile introdurre alcune modifiche che ne hanno parzialmente corretto e limitato alcuni aspetti contraddittori, incongrui o iniqui;

a rendere ancora più impegnativa e difficoltosa l'azione parlamentare si segnala, inoltre, l'impropria tecnica espositiva, ad avviso degli interroganti, degli effetti finanziari attesi dalle diverse e molteplici disposizioni del richiamato articolo 24, in termini aggregati e indistinti per quanto concerne le norme contenute nei primi 20 commi;

ciascuna delle disposizioni in questione attiene a diritti, obblighi, aspettative e progetti di vita che coinvolgono una pluralità spesso vastissima di cittadini e lavoratori, sarebbe stato più che auspicabile poterne valutare l'appropriatezza e l'efficacia non solo in termini astratti di equità sociale, ma anche sotto il profilo della loro reale portata finanziaria, aspetto quest'ultimo di cui non è stato possibile apprezzare fino in fondo la consistenza per ciascuno degli istituti così ridisciplinati in ragione della urgenza;

un corretto e trasparente procedimento decisionale, soprattutto quando attiene a questioni tanto diffuse e di rilievo sociale, non può prescindere da una puntuale conoscenza degli effetti diretti e indiretti che le nuove disposizioni possono determinare sia sulla condizione materiale degli interessati sia per quanto riguarda le conseguenze amministrative e finanziarie per le pubbliche amministrazioni coinvolte -:

quale sia l'impatto finanziario delle singole misure adottate nel breve e nel lungo periodo, tenuto conto della coorte di persone coinvolte e degli effetti pluriennali previsti che si determineranno con riferimento a ciascuna delle misure contenute nell'articolo 24 del citato decreto-legge 201 del 2011. (4-14420)

 

 

Interrogazione a risposta in Commissione 5-05898

presentata da

DONATA LENZI

mercoledì 11 gennaio 2012, seduta n.568

 

LENZI e MIOTTO. -

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

- Per sapere - premesso che:

 

nel 2008 con l'articolo 81, comma 29 e seguenti, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, fu istituita la carta acquisti o social card, misura rivolta ai cittadini che versano in condizioni di disagio economico-sociale e che abbiano particolari requisiti;

l'ISTAT ha recentemente stimato in 7,8 milioni gli individui sotto la soglia di povertà, socialmente esclusi e di essi 3.100.000 si trovano in stato di povertà assoluta, mentre con la social card sono stati raggiunti solo 640 mila individui, ovvero soltanto un ventesimo di quelli sotto la soglia di povertà, dato per altro fornito in seguito ad un'interrogazione del gruppo del Partito democratico in Commissione bilancio, tesoro e programmazione, a firma dell'onorevole Baretta;

nonostante questo «flop», la carta acquisti è entrata in una nuova fase di sperimentazione introdotta dal decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, che attribuisce a «enti caritativi» la competenza di assegnare la social card direttamente alle persone in condizione di bisogno, non rispettando, tra l'altro, così, le competenze, le linee della programmazione regionale e il principio di «leale collaborazione» tra livelli istituzionali, già introdotto dalle modifiche del titolo V della parte seconda della Costituzione e maggiormente sottolineato dalla legge n. 42 del 2009 sul federalismo fiscale e amministrativo;

all'atto della sua originaria istituzione con l'articolo 81, comma 29 e seguenti, del decreto-legge n. 112 del 2008 si prevedeva al comma 38-bis entro sei mesi dall'approvazione del predetto decreto-legge e successivamente entro il 31 dicembre di ogni anno, la presentazione, da parte del Governo, di una relazione al Parlamento sull'attuazione della carta acquisti;

dal 2008 a oggi non risulta mai depositato presso nessuno dei due rami del Parlamento tale atto, che consentirebbe non solo di far luce sui costi reali di attuazione di tale misura ma anche di avere un quadro completo ed esauriente della citata misura -:

quali siano i motivi della mancata presentazione della relazione al Parlamento prevista dal comma 38-bis dell'articolo 81 del decreto-legge n. 112 del 2008 citato in premessa nonché quali siano i tempi attesi per la sua predisposizione e il successivo invio al Parlamento ed in particolare quale siano i dati in possesso del Governo su questo primo anno di attuazione della nuova sperimentazione della social card così come prevista dal decreto legge 29 dicembre 2010 n. 225 e se, infine, il Governo ritenga opportuno prorogare o meno tale sperimentazione. (5-05898) 







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