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Manovra: sull'orlo del burrone. Tradire i referendum e buttare a mare l'unitŕ sindacale: gli articoli 4 e 8 della manovra
11 settembre 2011

 

Appuntamenti alla Festa dell'Unità a Bologna.

Oggi domenica 11 alle ore 18 Sala dibattiti centrale “La città nel quadro istituzionale e nazionale” con Annamaria Bernini Gianluca Galletti Donata Lenzi e Walter Vitali.Mercoledì 14 alle ore 20,30 “Welfare” con Giuseppe Fioroni Donata Lenzi Cecilia Carmassi, Amelia Frascaroli, Edgarda Degli Esposti, Paola Marani, Bruno Pizzica. Venerdì 16 alle ore 18 “Testamento biologico” con Corrado Melega, Donata Lenzi, Danila Valenti, Domenico Cella. Domenica 18 alle 21in libreria per presentare il libro "Il femminile traumatizzato” di Rossella Sofia Bonfiglioli. Vi segnalo poi l'iniziativa del 13 martedi alle ore 18 con Maurizio Migliavacca Raffaele Donini ed  Elisabetta Gualmini neo presidente dell'istituto Cattaneo, sul tema dei partiti politici oggi.

Provocazione: in una news a lato trovate un articolo di Repubblica del 9 settembre sui costi che conseguono all' abrogazione delle province, in pratica la spesa aumenta. Capita quando si procede per improvvisazioni!

Manovra: perchè siamo sull'orlo del burrone. Ha ragione Napolitano: bisogna che il governo spieghi agli italiani cosa sta succedendo. Vi riporto parte della audizione di Bankitalia il 30 agosto che integralmente potete leggere a lato.

Alla fine di questo anno il nostro rapporto tra debito e Pil sarà del 120 per cento a fronte di una media degli altri paesi europei di 80 per cento. Da settembre a fine anno vanno a scadenza 130 miliardi di titoli di stato e nel prossimo anno 250 miliardi. Se per convincere i creditori a ricomprarli dobbiamo offrire tassi con il differenziale di quasi quattrocento punti tra noi e i tedeschi che abbiamo visto negli ultimi giorni saremo soffocati dai debiti. E' un po quello che succede quando  un debitore non trova più chi gli presta i soldi e si rivolge ad un usuario.La manovra è una operazione seria che tranquillizza i mercati? In parte si più questa che quella di luglio che infatti i mercati hanno punito ma c'è un problema di fondo di credibilità del paese, che il balletto di queste settimane ha reso giustificato, e c'è una scarsa credibilità di chi guida questo governo. Parte di questa sfiducia è causata dalla sfiducia internazionale verso Berlusconi.  Per questo se ne deve andare! Paghiamo tutti l'egoismo, il discredito e l'incompetenza di uno solo e dei suoi seguaci. In questo quadro, dove la prima cosa da fare sarebbe cercare l'unità delle forze sociali e del paese due articoli della manovra sono invece un inutile segno di rottura. Sono l'articolo 4 che prevede una nuova disciplina per i servizi pubblici locali a parole nel rispetto del referendum  e l'art 8 sulla contrattazione collettiva. Vi allego i testi a lato come escono nella versione definitiva.  

Art 4 Non entro nel merito. Il referendum abrogava l'art 23 bis della legge 112 del 2008, qui la si ripristina in larga misura salvo il servizio idrico. Non si può. A mio giudizio è incostituzionale e più brutalmente una presa in giro dei ventisette milioni di italiani che hanno votato. Il Pd ha proposto l'abrogazione e stiamo valutando la pregiudiziale di incostituzionalità. Vorrei però che si riflettesse anche sul fatto che chi ha indetto il referendum ha detto e spiegato che era sull'acqua e non ha parlato di raccolta rifiuti o trasporti urbani. Non è affatto detto che il risultato sarebbe stato lo stesso a fronte di una più completa informazione, perchè non è detto che pubblico sia sempre il meglio.

Art 8 Il 28 di giugno le parti sociali insieme hanno sottoscritto un accordo di grande significato politico perchè segno di una ripresa di relazioni che mirava a “fermo restando il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro, è comune l’obiettivo di favorire lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva il secondo livello per cui vi è la necessità di promuoverne l’effettività e di garantire una maggiore certezza alle scelte operate d’intesa fra aziende e rappresentanze sindacali dei lavoratori”.  Di fronte alla crisi del paese le forze sociali ricercavano unità. Di fronte alla crisi del paese Sacconi ha disperatamente provocatoriamente  cercato e purtroppo ottenuto di dividere. Lo scopo è questo. Di per se l'articolo (e rinvio alle considerazioni di Ichino  di Treu e di Damiano che trovate sui loro siti) autorizza la contrattazione aziendale a derogare non solo il contratto nazionale ma tutta la normativa del lavoro , quindi non solo il licenziamento, ma anche ad esempio la normativa sulla sicurezza. Anche su questo è battaglia.

 
 






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