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Testo degli art. 8 e 4 del Decreto
11 settembre 2011

 ARTICOLO 8. decreto 138 /2011

(Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità).

 

1. I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o

territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più

rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro

rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa

di legge e degli accordi interconfederali vigenti, compreso l’accordo

interconfederale del 28 giugno 2011, possono realizzare specifiche

intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a

condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario

relativo alle predette rappresentanze sindacali, finalizzate alla maggiore

occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di

forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro

irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione

delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di

nuove attività.

2. Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la

regolazione delle materie inerenti l’organizzazione del lavoro e della

produzione con riferimento:

a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie;

b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento

del personale;

c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato

o flessibile, al regime della solidarietà negli appalti e ai casi di ricorso

alla somministrazione di lavoro;

d)alla disciplina dell’orario di lavoro;

e) alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto di

lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto

e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti

di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta

eccezione per il licenziamento discriminatorio, il licenziamento della

lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della

lavoratrice dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei

periodi di interdizione al lavoro, nonché fino ad un anno di età del

bambino, il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del

congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della

lavoratrice o del lavoratore ed il licenziamento in caso di adozione o

affidamento.

2-bis. Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i

vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni

internazionali sul lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1

operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le

materie richiamate dal comma 2 ed alle relative regolamentazioni

contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.

3. Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti,

approvati e sottoscritti prima dell’accordo interconfederale del 28

giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il

personale delle unità produttive cui il contratto stesso si riferisce a

condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei

lavoratori.

3-bis. All’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio

2003, n. 188, sono apportate le seguenti modifiche:

a) all’alinea, le parole: « e la normativa regolamentare, compatibili

con la legislazione comunitaria, ed applicate » sono sostituite

dalle seguenti: « la normativa regolamentare ed i contratti collettivi

nazionali di settore, compatibili con la legislazione comunitaria, ed

applicati »;

b) dopo la lettera b), è inserita la seguente:

« b-bis) condizioni di lavoro del personale ».b

3.3. Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti,

approvati e sottoscritti prima dell’accordo interconfederale del 28

giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il

personale delle unità produttive cui il contratto stesso si riferisce a

condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei

lavoratori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO 4.

(Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum

popolare e alla normativa dell’unione europea).

 

1. Gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di concorrenza, di libertà

di stabilimento e di libera prestazione dei servizi, verificano la

realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali

di rilevanza economica, di seguito « servizi pubblici locali », liberalizzando

tutte le attività economiche compatibilmente con le caratteristiche

di universalità e accessibilità del servizio e limitando, negli

altri casi, l’attribuzione di diritti di esclusiva alle ipotesi in cui, in base

ad una analisi di mercato, la libera iniziativa economica privata non

risulti idonea a garantire un servizio rispondente ai bisogni della

comunità.

2. All’esito della verifica di cui al comma 1 l’ente adotta una

delibera quadro che illustra l’istruttoria compiuta ed evidenzia, per i

settori sottratti alla liberalizzazione, le ragioni della decisione e i

benefìci per la comunità locale derivanti dal mantenimento di un

regime di esclusiva del servizio.

3. Alla delibera di cui al comma precedente è data adeguata

pubblicità; essa è inviata all’Autorità garante della concorrenza e del

mercato ai fini della relazione al Parlamento di cui alla legge 10

ottobre 1990, n. 287.

4. La verifica di cui al comma 1 è effettuata entro dodici mesi

dall’entrata in vigore del presente decreto e poi periodicamente

secondo i rispettivi ordinamenti degli enti locali; essa è comunque

effettuata prima di procedere al conferimento e al rinnovo della

gestione dei servizi.

5. Gli enti locali, per assicurare agli utenti l’erogazione di servizi

pubblici che abbiano ad oggetto la produzione di beni e attività rivolte

a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile

delle comunità locali, definiscono preliminarmente, ove necessario, gli

obblighi di servizio pubblico, prevedendo le eventuali compensazioni

economiche alle aziende esercenti i servizi stessi, tenendo conto dei

proventi derivanti dalle tariffe e nei limiti della disponibilità di

bilancio destinata allo scopo.

6. All’attribuzione di diritti di esclusiva ad un’impresa incaricata

della gestione di servizi pubblici locali consegue l’applicazione di

quanto disposto dall’articolo 9 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e

successive modificazioni.

7. I soggetti gestori di servizi pubblici locali, qualora intendano

svolgere attività in mercati diversi da quelli in cui sono titolari di

diritti di esclusiva, sono soggetti alla disciplina prevista dall’articolo 8,

commi 2-bis e 2-quater, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e

successive modificazioni.

8. Nel caso in cui l’ente locale, a seguito della verifica di cui al

comma 1, intende procedere all’attribuzione di diritti di esclusiva, il

conferimento della gestione di servizi pubblici locali avviene in favore

di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati

mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei

princìpi del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dei

princìpi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei

princìpi di economicità, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità,

non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e

proporzionalità. Le medesime procedure sono indette nel rispetto

degli standard qualitativi, quantitativi, ambientali, di equa distribuzione

sul territorio e di sicurezza definiti dalla legge, ove esistente,

dalla competente autorità di settore o, in mancanza di essa, dagli enti

affidanti.

9.      Le società a capitale interamente pubblico possono partecipare alle procedure competitive ad evidenza pubblica, sempre che non vi siano specifici divieti previsti dalla legge.

10.                       Le imprese estere, non appartenenti a Stati membri dell’Unione

europea, possono essere ammesse alle procedure competitive

ad evidenza pubblica per l’affidamento di servizi pubblici locali a

condizione che documentino la possibilità per le imprese italiane di

partecipare alle gare indette negli Stati di provenienza per l’affidamento

di omologhi servizi.

11. Al fine di promuovere e proteggere l’assetto concorrenziale dei

mercati interessati, il bando di gara o la lettera di invito relative alle

procedure di cui ai commi 8, 9, 10:

a) esclude che la disponibilità a qualunque titolo delle reti, degli

impianti e delle altre dotazioni patrimoniali non duplicabili a costi

socialmente sostenibili ed essenziali per l’effettuazione del servizio

possa costituire elemento discriminante per la valutazione delle offerte

dei concorrenti;

b) assicura che i requisiti tecnici ed economici di partecipazione

alla gara siano proporzionati alle caratteristiche e al valore del

servizio e che la definizione dell’oggetto della gara garantisca la più

ampia partecipazione e il conseguimento di eventuali economie di

scala e di gamma;c) indica, ferme restando le discipline di settore, la durata

dell’affidamento commisurata alla consistenza degli investimenti in

immobilizzazioni materiali previsti nei capitolati di gara a carico del

soggetto gestore. In ogni caso la durata dell’affidamento non può

essere superiore al periodo di ammortamento dei suddetti investimenti;

d) può prevedere l’esclusione di forme di aggregazione o di

collaborazione tra soggetti che possiedono singolarmente i requisiti

tecnici ed economici di partecipazione alla gara, qualora, in relazione

alla prestazione oggetto del servizio, l’aggregazione o la collaborazione

sia idonea a produrre effetti restrittivi della concorrenza sulla base di

un’oggettiva e motivata analisi che tenga conto di struttura, dimensione

e numero degli operatori del mercato di riferimento;

e) prevede che la valutazione delle offerte sia effettuata da una

commissione nominata dall’ente affidante e composta da soggetti

esperti nella specifica materia;

f) indica i criteri e le modalità per l’individuazione dei beni di

cui al commi 29, e per la determinazione dell’eventuale importo

spettante al gestore al momento della scadenza o della cessazione

anticipata della gestione ai sensi del comma 30;

g) prevede l’adozione di carte dei servizi al fine di garantire

trasparenza informativa e qualità del servizio.

12. Fermo restando quanto previsto ai commi 8, 9, 10 e 11, nel

caso di procedure aventi ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di

socio, al quale deve essere conferita una partecipazione non inferiore

al 40 per cento, e l’attribuzione di specifici compiti operativi connessi

alla gestione del servizio, il bando di gara o la lettera di invito assicura

che:

a) i criteri di valutazione delle offerte basati su qualità e

corrispettivo del servizio prevalgano di norma su quelli riferiti al

prezzo delle quote societarie;

b) il socio privato selezionato svolga gli specifici compiti

operativi connessi alla gestione del servizio per l’intera durata del

servizio stesso e che, ove ciò non si verifica, si proceda a un nuovo

affidamento;

c) siano previsti criteri e modalità di liquidazione del socio

privato alla cessazione della gestione.13. In deroga a quanto previsto dai commi 8, 9, 10, 11 e 12 se

il valore economico del servizio oggetto dell’affidamento è pari o

inferiore alla somma complessiva di 900.000 euro annui, l’affidamento

può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico che

abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento europeo per la gestione

cosiddetta « in house ».

14. Le società cosiddette « in house » affidatarie dirette della

gestione di servizi pubblici locali sono assoggettate al patto di stabilità

interno secondo le modalità definite, con il concerto del Ministro per

le riforme per il federalismo, in sede di attuazione dell’articolo 18,

comma 2-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con

legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. Gli enti locali

vigilano sull’osservanza, da parte dei soggetti indicati al periodo

precedente al cui capitale partecipano, dei vincoli derivanti dal patto

di stabilità interno.

15. Le società cosiddette « in house » e le società a partecipazione

mista pubblica e privata, affidatarie di servizi pubblici locali, applicano,

per l’acquisto di beni e servizi, le disposizioni di cui al decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

16. L’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006,

n. 163, e successive modificazioni, limitatamente alla gestione del

servizio per il quale le società di cui al comma 1, lettera c), del

medesimo articolo sono state specificamente costituite, si applica se

la scelta del socio privato è avvenuta mediante procedure competitive

ad evidenza pubblica le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la

qualità di socio e l’attribuzione di specifici compiti operativi connessi

alla gestione del servizio. Restano ferme le altre condizioni stabilite

dall’articolo 32, comma 3, numeri 2) e 3), del decreto legislativo 12

aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

17. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 18, comma 2-bis,

primo e secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e

successive modificazioni, le società a partecipazione pubblica che

gestiscono servizi pubblici locali adottano, con propri provvedimenti,

criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento

degli incarichi nel rispetto dei princìpi di cui al comma 3

dell’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Fino

all’adozione dei predetti provvedimenti, è fatto divieto di procedere al

reclutamento di personale ovvero di conferire incarichi. Il presente

comma non si applica alle società quotate in mercati regolamentati.18. In caso di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali

a società cosiddette « in house » e in tutti i casi in cui il capitale sociale

del soggetto gestore è partecipato dall’ente locale affidante, la verifica

del rispetto del contratto di servizio nonché ogni eventuale aggiornamento

e modifica dello stesso sono sottoposti, secondo modalità

definite dallo statuto dell’ente locale, alla vigilanza dell’organo di

revisione di cui agli articoli 234 e seguenti del decreto legislativo 18

agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni. Restano ferme le

disposizioni contenute nelle discipline di settore vigenti alla data di

entrata in vigore del presente decreto.

19. Gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o dei

servizi dell’ente locale, nonché degli altri organismi che espletano

funzioni di stazione appaltante, di regolazione, di indirizzo e di

controllo di servizi pubblici locali, non possono svolgere incarichi

inerenti la gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti.

Il divieto si applica anche nel caso in cui le dette funzioni sono state

svolte nei tre anni precedenti il conferimento dell’incarico inerente la

gestione dei servizi pubblici locali. Alle società quotate nei mercati

regolamentati si applica la disciplina definita dagli organismi di

controllo competenti.

20. Il divieto di cui al comma 19 opera anche nei confronti del

coniuge, dei parenti e degli affini entro il quarto grado dei soggetti

indicati allo stesso comma, nonché nei confronti di coloro che

prestano, o hanno prestato nel triennio precedente, a qualsiasi titolo

attività di consulenza o collaborazione in favore degli enti locali o dei

soggetti che hanno affidato la gestione del servizio pubblico locale.

21. Non possono essere nominati amministratori di società

partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla

nomina hanno ricoperto la carica di amministratore, di cui all’articolo

77 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive

modificazioni, negli enti locali che detengono quote di partecipazione

al capitale della stessa società.

22. I componenti della commissione di gara per l’affidamento

della gestione di servizi pubblici locali non devono aver svolto né

svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo

relativamente alla gestione del servizio di cui si tratta.

23. Coloro che hanno rivestito, nel biennio precedente, la carica

di amministratore locale, di cui al comma 21, non possono essere

nominati componenti della commissione di gara relativamente a

servizi pubblici locali da affidare da parte del medesimo ente locale.

24. Sono esclusi da successivi incarichi di commissario coloro che,

in qualità di componenti di commissioni di gara, abbiano concorso,

con dolo o colpa grave accertati in sede giurisdizionale con sentenza

non sospesa, all’approvazione di atti dichiarati illegittimi.

25. Si applicano ai componenti delle commissioni di gara le cause

di astensione previste dall’articolo 51 del codice di procedura civile.

 Nell’ipotesi in cui alla gara concorre una società partecipata

dall’ente locale che la indice, i componenti della commissione di gara

non possono essere né dipendenti né amministratori dell’ente locale

stesso.

27. Le incompatibilità e i divieti di cui ai commi dal 19 al 26 si

applicano alle nomine e agli incarichi da conferire successivamente

alla data di entrata in vigore del presente decreto.

28. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro

gestione può essere affidata a soggetti privati.

29. Alla scadenza della gestione del servizio pubblico locale o in

caso di sua cessazione anticipata, il precedente gestore cede al gestore

subentrante i beni strumentali e le loro pertinenze necessari, in

quanto non duplicabili a costi socialmente sostenibili, per la prosecuzione

del servizio, come individuati, ai sensi del comma 11, lettera

f), dall’ente affidante, a titolo gratuito e liberi da pesi e gravami.

30. Se, al momento della cessazione della gestione, i beni di cui

al comma 29 non sono stati interamente ammortizzati, il gestore

subentrante corrisponde al precedente gestore un importo pari al

valore contabile originario non ancora ammortizzato, al netto di

eventuali contributi pubblici direttamente riferibili ai beni stessi.

Restano ferme le disposizioni contenute nelle discipline di settore,

anche regionali, vigenti alla data di entrata in vigore del presente

decreto, nonché restano salvi eventuali diversi accordi tra le parti

stipulati prima dell’entrata in vigore del presente decreto.

31. L’importo di cui al comma 30 è indicato nel bando o nella

lettera di invito relativi alla gara indetta per il successivo affidamento

del servizio pubblico locale a seguito della scadenza o della cessazione

anticipata della gestione.

32. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 14, comma 32,

del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,

dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come modificato dall’articolo 1,

comma 117, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive

modificazioni, il regime transitorio degli affidamenti non conformi a

quanto stabilito dal presente decreto è il seguente:

a) gli affidamenti diretti relativi a servizi il cui valore economico

sia superiore alla somma di cui al comma 13, nonché gli affidamenti

diretti che non rientrano nei casi di cui alle successive lettere da b)

a d) cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita

deliberazione dell’ente affidante, alla data del 31 marzo 2012;

b) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione

mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta

mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei

princìpi di cui al comma 8, le quali non abbiano avuto ad oggetto, al

tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione dei compiti operativi

connessi alla gestione del servizio, cessano, improrogabilmente e senza

necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante, alla data del 30

giugno 2012;c) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione

mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta

mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei

princìpi di cui al comma 8, le quali abbiano avuto ad oggetto, al tempo

stesso, la qualità di socio e l’attribuzione dei compiti operativi

connessi alla gestione del servizio, cessano alla scadenza prevista nel

contratto di servizio;

d) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1o ottobre 2003

a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data

e a quelle da esse controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice

civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a

condizione che la partecipazione pubblica si riduca anche progressivamente,

attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di

collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali,

ad una quota non superiore al 40 per cento entro il 30 giugno

2013 e non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2015; ove

siffatte condizioni non si verifichino, gli affidamenti cessano, improrogabilmente

e senza necessità di apposita deliberazione dell’ente

affidante, rispettivamente, alla data del 30 giugno 2013 o del 31

dicembre 2015.

33. Le società, le loro controllate, controllanti e controllate da una

medesima controllante, anche non appartenenti a Stati membri

dell’Unione europea, che, in Italia o all’estero, gestiscono di fatto o per

disposizioni di legge, di atto amministrativo o per contratto servizi

pubblici locali in virtù di affidamento diretto, di una procedura non

ad evidenza pubblica ovvero ai sensi del comma 12, nonché i soggetti

cui è affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre

dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall’attività

di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi

ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, né svolgere servizi o

attività per altri enti pubblici o privati, né direttamente, né tramite

loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o

partecipate, né partecipando a gare. Il divieto di cui al primo periodo

opera per tutta la durata della gestione e non si applica alle società

quotate in mercati regolamentati e alle società da queste direttamente

o indirettamente controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice

civile, nonché al socio selezionato ai sensi del comma 12. I soggetti

affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere

su tutto il territorio nazionale alla prima gara successiva alla

cessazione del servizio, svolta mediante procedura competitiva ad

evidenza pubblica, avente ad oggetto i servizi da essi forniti.34. Sono esclusi dall’applicazione del presente articolo il servizio

idrico integrato, ad eccezione di quanto previsto dai commi da 19 a

27, il servizio di distribuzione di gas naturale, di cui al decreto

legislativo 23 maggio 2000, n. 164, il servizio di distribuzione di

energia elettrica, di cui al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e

alla legge 23 agosto 2004, n. 239, il servizio di trasporto ferroviario

regionale, di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422,

nonché la gestione delle farmacie comunali, di cui alla legge 2 aprile

1968, n. 475. È escluso dall’applicazione dei commi 19, 21 e 27 del

presente articolo quanto disposto dall’articolo 2, comma 42, del

decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni,

dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.

35 Restano salve le procedure di affidamento già avviate all’entrata

in vigore del presente decreto.






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