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Di manovra in manovra un solo filo conduttore: non si tassano i ricchi, si cancella il futuro
02 settembre 2011

 

Intanto gli appuntamentivenerdi 2 a Campobasso a sostenere la candidatura alle primarie per la corsa alla presidenza della regione Molise del mio amico Michele Petraroia. Sostenetela con me. Per conoscerlo cliccate qui:
http://www.michelepetraroiapresidente.blogspot.com/
Sabato 3  alle 18 a Empoli alla Festa dell'Unità nazionale sulla salute. Alla Festa Unità di Bologna quattro occasioni d'incontro, vedi il calendario nella news a lato.
Il segnale del declino politico e culturale del Paese è il posto che in questi giorni di teso dibattito sulla manovra occupa il tema occupazione, in particolare occupazione giovanile. Si parla e si è parlato di tutto tranne che di lavoro. Il problema numero uno del Paese è la sua ridotta base occupazionale che ci pone all´ultimo posto in Europa.

La dura realtà è che in Italia lavorano solo 56 cittadini tra i 15-64 anni ogni 100, contro una media del 65% in Europa e del 70% nei Paesi del Nord: Germania, Olanda, Danimarca, Svezia e Finlandia. Questo significa che all´Italia mancano quasi tre milioni di posti lavoro per essere un Paese allineato all´Europa. Naturalmente all´interno di queste cifre disastrose di cui il governo non si preoccupa c´è il dramma dei giovani: 1 milione e 400mila gli under 35 disoccupati ed ancora 1 milione e 400mila gli under 35 disoccupati ed ancora peggio va ai ragazzi sino a 24 anni. In questa fascia uno su tre è senza lavoro con un tasso di disoccupazione quasi del 30% contro una media Ue del 20%. Il problema italiano del più basso tasso di occupazione (occupati sulla popolazione 15-64 anni) europeo non è di oggi ma si è ingigantito grazie alle politiche antisviluppo e soprattutto anti occupazione di questo governo.
Perché solo in Italia lo straordinario costa meno dell´orario normale mentre in Francia e Germania costa almeno il 25% in più? La Germania ha tenuto sotto controllo i livelli occupazionali anche negli anni peggiori della crisi - 2008, 2009, 2010 - favorendo orari ridotti. Perché nell´ampio e confuso dibattito in corso sulla manovra si parla di tutto tranne che di misure efficaci per rilanciare uno straccio di sviluppo e di occupazione?
In Italia ci sono molti mercati del lavoro: c'è la tradizionale distinzione tra lavoro pubblico e privato, quello tra lavoro tutelato e quello non tutelato, quello del lavoro manuale e quello del lavoro intellettuale. C'è un doppio mercato del lavoro che ha richiamato 4 milioni di immigrati tra il 2000 ed il 2010. Il mercato del lavoro di bassa manualità è così mal trattato che ad esso rispondono solo gli immigrati, mentre la domanda di lavoro di media ed alta qualità è bassa perché il tasso di innovazione e tecnologico del sistema Italia è basso. Scuola, cultura, ricerca ed innovazione non sono mai state nell´agenda prioritaria di questo governo, l'idea di Sacconi di punire chi riscatta gli anni di laurea era figlia di questa ideologia che ODIA  chi studia.
Ho seguito a Roma il lavoro sulle nostre proposte, vi ripresento quelle che sono rimaste oscurate:
L'imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari, dismissioni immobili e frequenze. (Un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25 miliardi di euro e l'introduzione di un'asta competitiva per le frequenze televisive.) Liberalizzazioni. (Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibili senza toccare l'art 41 della Costituzione.) La tracciabilità dei pagamenti superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle imprese dell'elenco clienti-fornitori; la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di abitazione.
E aggiungo la mia che non è passata: l'8 per mille non optato invece di ridistribuirlo tra i beneficiari diamolo allo Stato. Si tratta circa di 500 milioni all'anno. La lascio scritto a futura memoria. Con l'aria che tira verrà buona.








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