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Intevento Sen. Finocchiaro
31 luglio 2011

Processo lungo - sintesi intervento in aula 29 luglio 2011
Finocchiaro: Maggioranza ha sul collo il piede del padrone
Il Paese vive la crisi più grave ma Pdl e Lega fanno tutto in suo nome
"Il Paese sta attraversando la crisi più grave del dopoguerra.
Quelli passati sono stati giorni molto intensi. É trascorsa una settimana dal momento in cui in quest'Aula e in quella della Camera, di fronte ad una tempesta che si abbatteva sui mercati finanziari italiani, facendo lievitare i tassi di interesse dei nostri titoli pubblici, gravando di ulteriori gravi costi il nostro Paese e mettendo quindi in dubbio l'affidabilità sui mercati internazionali e nelle stesse relazioni internazionali, le opposizioni hanno deciso di approvare in tre giorni - fatto assolutamente inedito nella storia della Repubblica - la manovra finanziaria. Si tratta di una manovra che non condividevamo, ma lo abbiamo fatto pensando che questo gesto fosse il segno di un Paese che provava a recuperare credibilità, assumendoci una parte di responsabilità che il Governo non era in grado e non è ancora di onorare.
È esattamente di due giorni fa una posizione comune, un appello di tutte le forze sociali, che, per dirla con la presidente Marcegaglia, si sentono abbandonate dal Governo e chiedono una discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita, perché il rischio che la situazione diventi insostenibile è qui dinanzi a noi.
Bene, di fronte a questa situazione, di fronte a questo appello oggi il Governo risponde mettendo la fiducia sul cosiddetto processo lungo.
Non si arresta la tempesta sui mercati e i nostri titoli pubblici sono ancora in grave situazione di crisi, in un Paese nel quale il risultato delle elezioni, del referendum e degli stessi sondaggi vede un vistoso e innegabile calo del consenso per il Governo e per la stessa credibilità del Presidente del Consiglio, il quale tra l'altro non è presente in quest'Aula, e questa maggioranza va avanti come se niente fosse. E' incredibile e da irresponsabili!
Alla sua assenza in occasione dell'approvazione della manovra qui in Senato, si rispose dicendo che il presidente Berlusconi era scivolato su una saponetta: mi chiedo se stamattina si sia strozzato con il dentifricio!
La verita' e' che ci troviamo nel momento più grave che il Paese abbia mia attraversato dal dopoguerra, e questo Paese non ha Presidente del Consiglio né Governo. La prova conclamata sta nel fatto che oggi qui è stata posta la questione di fiducia su un provvedimento che si chiama «processo lungo».
E con questo provvedimento il processo è destinato - anzi, costretto - ad allungarsi indefinitamente. Mi pare assolutamente ovvio, infatti, che non ci sarà difensore che, potendo citare un gran numero di testi per rallentare il processo e allontanare il momento della sentenza - soprattutto se difende un imputato colpevole - non lo farà: avrà il dovere di farlo, perché, citando tutti i testi possibili, allungherà indefinitamente il processo.
È assolutamente ovvio, ma allo stesso tempo in contrasto con il principio della ragionevole durata del processo, che è un fatto di civiltà, e con la necessità di assicurare tutela alle parti offese da quei reati, spesso molto gravi (come rapine, estorsioni, violenze carnali e usura), che oggi giustamente intimoriscono gli Italiani, facendo crescere in loro il senso di insicurezza.
Se poi accoppiamo questa durata del processo - che può essere infinita, in ragione dei grandi poteri di citare personaggi la cui testimonianza non è utile, né necessaria né indispensabile per la prova - all'altro provvedimento che va avanti per un'altra corsia, quella che abbrevia i tempi della prescrizione, abbiamo l'oggetto perfetto: da una parte, si allunga il processo e dall'altra parte si anticipano i tempi in cui questa lunghezza incontrerà la prescrizione, e tutti a casa, felici e contenti! Colpevoli, innocenti, senza distinzione. E voglio dirlo chiaro: questo provvedimento e' un disastro per tutti quei cittadini che si aspettano una giustizia celere ed efficace ma e' utile solo ad una persona, cioe' al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Questa maggioranza fa tutto in suo nome! Voglio aggiungere una ultima considerazione. Io penso che nella maggioranza siano in tanti , ma proprio tanti, che avvertono l'asprezza del momento e sanno quali sacrifici stanno chiedendo agli italiani. Molti esponenti della maggioranza, penso soprattutto ai colleghi della Lega, vivono in un rapporto stretto con il loro territorio e conoscono le difficoltà delle famiglie, la mancanza di lavoro, la chiusura delle imprese, il dramma della cassa integrazione, la chiusura di un sistema economico che non riesce a prendere respiro. A loro chiedo e alla loro coscienza: era davvero così indispensabile che noi oggi fossimo chiamati ad un voto di fiducia non su una misura economica, non su una misura per la crescita, non per salvare le famiglie indigenti, non per aprire una prospettiva di lavoro ai ragazzi, non per dare una speranza al Mezzogiorno, ma per approvare il processo lungo?
Credo che quando sfileranno sotto la Presidenza per votare la fiducia e sentiranno - lasciatemelo dire - sul collo il piede del padrone, dentro di loro qualcosa ribollirà!
Questo sarebbe tempo di liberi e forti, ed io non dubito che nella maggioranza molti sarebbero in grado di esserlo, molti sarebbero in grado di esprimere la loro natura di liberi e forti e di dare oggi all'Italia la prova che questo Governo è capace di badare ad altro che ad un premier braccato che si chiude nelle sue stanze!".








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