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Primarie e incompatibilità. Le mie proposte di legge
16 giugno 2011

 
Appuntamenti: venerdì e sabato sarò a Genova per la conferenza nazionale del lavoro del Pd. Giovedì  23 sono alla festa del quartiere Porto a Bologna ore 21 per parlare di Testamento Biologico con Corrado Melega.
Passate le elezioni e i referendum, in questo spazio vuoto in cui l'Italia politica aspetta Pontida (!) mi prendo un po' di spazio per dar conto del lavoro parlamentare e per illustrare le mie proposte di legge in ambito istituzionale. Come forse ricordate, sono capogruppo per il Pd in Giunta Elezioni. E' un organismo che ha il compito di verificare la regolarità dell' elezione di ciascun deputato e proporre all'Assemblea la convalida oppure l'annullamento dell'elezione. La Giunta valuta anche i "titoli" del deputato, se cioè vi siano motivi di ineleggibilità o incompatibilità con il mandato parlamentare, attraverso un organismo interno alla giunta che si chiama "comitato per le incompatibilità, l'ineleggibilità e le decadenze". La decisione finale spetta comunque all'Assemblea. Da questa esperienza maturata sul campo sono nate le mie proposte di legge che vi elenco e che potete scaricare clickando:
1)"Disposizioni in materia d'ineleggibilità e di incompatibilità tra il mandato parlamentare, gli incarichi di governo e cariche di amministratore locale (3700). Condivisa da altri 63 colleghi la proposta di legge sancisce legislativamente, l'incompatibilità delle cariche di presidente di giunta provinciale e di sindaco di comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti e degli assessori, con quelle di parlamentare e di membro del governo, anche quando tali cariche siano assunte successivamente all'elezione parlamentare. Le ragioni non stanno solo nel limitare la tendenza ad occupare più poltrone, stanno nella valutazione dell'impegno richiesto dagli incarichi esecutivi nelle amministrazioni locali e nel convincimento che si crei una  disparità immotivata (ad esempio nella scelta degli investimenti da fare) tra la tutela degli interessi di singoli comuni o province il cui sindaco o assessore siede in Parlamento ed altri territori i cui interessi non sono rappresentati, problema aggravato dalle conseguenze di una legge elettorale che annulla qualsiasi correlazione tra rappresentanza del territorio ed eletti. L'eccezione di favore verso i piccoli comuni, si basa sulla nota difficoltà a trovare su quei territori persone competenti e disponibili a fare il sindaco con grandi responsabilità e piccolissime indennità, il limite viene però abbassato dagli attuali ventimila a cinquemila abitanti. L'incompatibilità si estende ai membri di governo, casistica che non era prevista perché non immaginabile anni fa ma adesso abbiamo ad esempio un ministro come Romani che è anche assessore al comune di Monza (con delega all'expo!!!).
Con l'occasione ricordo che per legge (la 1261 del 1965) con l'indennità parlamentare "non possono  cumularsi  assegni o indennita",  medaglie  o  gettoni  di  presenza comunque derivanti da incarichi di carattere amministrativo, conferiti dallo Stato, da Enti pubblici,   da   banche   di   diritto   pubblico,  da  enti  privati concessionari  di  pubblici  servizi, da enti privati con azionariato statale  e da enti privati aventi rapporti di affari con lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni."
2)"Disposizioni per lo svolgimento di elezioni primarie per la formazione delle liste per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica" (4170 ). Non ho bisogno di spiegarvi l'utilità delle primarie, sono convinta però (e gli avvenimenti degli ultimi giorni in parte lo confermano) che le primarie non sono una questione del Pd ma una risorsa per la democrazia. Il problema della selezione dei parlamentari con questa legge elettorale non è solo nostro, così com'è fatta ora siamo meno autorevoli, non riconosciuti, non liberi e di conseguenza è il parlamento che perde di credibilità. La proposta non obbliga i partiti a fare le primarie ma prevede una riduzione del finanziamento pubblico per chi non le fa. Ovviamente se la legge elettorale, come mi auguro, fosse modificata bisognerebbe pensare a qualche correzione del testo.  
3)"Modifiche agli articoli 56 e 58 della Costituzione. Riduzione dei limiti di età per l'elettorato attivo e passivo nelle elezioni politiche" ( 997 ). Si pone l'obiettivo di favorire una maggiore rappresentanza nel Parlamento delle generazioni di elettori giovani (dai diciotto ai quaranta anni di età) agendo su due direttrici: stabilire per tutti e due i rami del Parlamento l'età di diciotto anni per l'esercizio del diritto di voto, e rimuovere gli attuali anacronistici limiti di età per l'eleggibilità stabilendo per entrambe le Camere la possibilità di essere eletto all'età di diciotto anni. La proposta ha iniziato ora il suo percorso in commissioni affari costituzionali.
4) Non è una proposta di legge, ma una proposta di modifica regolamentare. Si tratta  di modificare il regolamento della giunta Elezioni in modo da rendere più veloce l'accertamento dell'incompatibilità tra deputato e consigliere regionale. Si intitola "proposta di modificazione regolamento giunta delle elezioni articoli 16 e 17 modifica della procedura di accertamento delle cause di incompatibilità direttamente previste da disposizioni costituzionali" Doc. II bis n.3. Su questa proposta ci sono orientamenti positivi di tutti i deputati membri della giunta, è sperabile si arrivi alla approvazione.
Nel fare il punto ricordo le 39 interrogazioni presentate, solo 19 le risposte e questo spiega perché ne presento poche rispetto ad altri colleghi. Ad esempio sul carcere nel quale la situazione rimane grave stiamo pensando con le colleghe Ghedini e Zampa altre modalità di intervento. Intanto sul tema "social card" il ministro Vito ha risposto ad una mia interrogazione in aula, a lato il testo






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