»
Newsletter »
   HOME       BIOGRAFIA       I MIEI INTERVENTI       ARCHIVIO NEWS       COMUNICATI STAMPA       DOCUMENTI       CONTI IN TASCA       RESOCONTO DI MANDATO       CONTATTI   


Social card intervento Lenzi
16 giugno 2011

 

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA   LENZI, MIOTTO, VANNUCCI, MARAN, QUARTIANI, GIACHETTI, ARGENTIN, BOSSA,  BUCCHINO, BURTONE, D'INCECCO, GRASSI, MURER, PEDOTO, SARUBBI, SBROLLINI e LIVIA TURCO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
nella trasmissione    Report di domenica 5 giugno 2011 il Ministro interrogato ha risposto a domande sulla carta acquisti detta social card e, in particolare, sulla sperimentazione che prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro a favore di enti caritativi nei comuni con più di 250.000 abitanti;
ai sensi del decreto-legge 29 dicembre 2010,    10, «la 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. n. sperimentazione ha durata di dodici mesi a decorrere dalla data di concessione delle carte acquisti agli enti caritativi come selezionati. Per le risorse necessarie alla sperimentazione si provvede a valere sul Fondo di cui 112, convertito, all'articolo 81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 133, nel limite massimo di 50 con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. milioni di euro, che viene corrispondentemente ridotto»;
il Ministro    interrogato ha dichiarato nell'intervista che gli utenti della sperimentazione dovranno avere un isee familiare pari a 3.000 euro annui, una cifra evidentemente non in grado di garantire la sopravvivenza. Par di comprendere che si pensa a persone in condizione di estrema povertà probabilmente anche senza fissa dimora e prive di reddito, persone che difficilmente si dotano della certificazione richiesta dall'isee;
non si comprende se nei territori dei    comuni sopra i 250.000 abitanti sarà garantita comunque la carta acquisti, secondo i precedenti parametri, ai bambini sotto i tre anni e ai pensionati aventi i requisiti reddituali già previsti o, invece, se la sperimentazione sostituisce quanto fatto precedentemente;
dall'intervista rilasciata dal    Ministro interrogato si evince che i comuni interessati dalla sperimentazione sarebbero già stati coinvolti nella scelta degli enti caritativi, definizione questa ancora non presente nel nostro ordinamento. Tale coinvolgimento è necessario in virtù del decreto ministeriale da emanarsi ai sensi del 225, convertito, con modificazioni, dalla decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 10, e che deve fissare «le modalità di selezione legge 26 febbraio 2011, n. degli enti caritativi destinatari delle carte acquisti e i criteri di attribuzione di quote del totale di carte disponibili per la sperimentazione, avuto riguardo alla natura no profit degli enti e alle loro finalità statutarie, alla diffusione dei servizi e delle strutture gestiti per il soddisfacimento delle esigenze alimentari delle persone in condizione di bisogno, al numero medio di persone che fanno riferimento ai servizi e alle strutture, al numero di giornate in cui il servizio è prestato»;
la    ripetuta affermazione del Ministro interrogato di contrarietà alla costituzione di un diritto soggettivo sociale, a favore di un'idea di sussidiarietà che si vorrebbe contrapposta al riconoscimento di diritti, fa ritenere che l'intervento si configuri come un sostegno economico alla pregevole azione degli enti individuati e non si comprende, quindi, che scopo avrebbe la distribuzione di altre carte acquisti ai -: poveri utilizzatori delle mense
se quanto riportato in premessa    corrisponda compiutamente alle intenzioni del Governo. (3-01689)
(7 giugno 2011) Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata. (Chiarimenti in merito alla sperimentazione della cosiddetta social card in favore degli enti caritativi - n. 3-01689). PRESIDENTE. L'onorevole Miotto ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lenzi n. 3-01689 (vedi l'allegato A - Interrogazioni risposta immediata), concernente chiarimenti in merito alla sperimentazione della cosiddetta social card in favore degli enti caritativi di cui è cofirmataria. ANNA MARGHERITA MIOTTO. Signor Presidente, è noto che l'Italia spende meno di tutti gli altri Paesi europei per quanto riguarda il contrasto alla povertà, meno dello 0,1 per cento del reddito nazionale, eppure anche in Italia ci sono 3 milioni di poveri. Le statistiche ci consegnano 8 milioni di persone sotto la soglia della povertà: 3 milioni si trovano in una situazione di povertà assoluta.
Di fronte a questo fenomeno cosa fa il Governo? Il Ministro Tremonti nel 2009 vara la più grande riforma della storia - disse così - ossia quella concernente la social card, della quale beneficiavano solo 600 mila persone. Il secondo annuncio è dell'inizio di quest'anno: una sperimentazione per le città che superano i 250 mila abitanti. Questa sperimentazione doveva essere seguita da un decreto-legge da adottare entro la fine di marzo. Non è stato adottato alcun decreto-legge, però vi sono le interviste del Ministro Sacconi alla trasmissione Report di domenica scorsa.
Cosa scopriamo? Concludo subito, signor Presidente: non si sa cosa siano questi enti caritativi, che sono un'innovazione assoluta nel nostro ordinamento, ma addirittura diminuisce l'importo di accesso a 3 mila euro all'anno. Si introducono cioè nuovi poveri sui poveri che abbiamo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha facoltà di rispondere. ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, rispondo all'onorevole Miotto sulla base degli elementi forniti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali il quale precisa preliminarmente che gli aspetti che saranno ora illustrati troveranno puntuale disciplina in un regolamento in corso di adozione.
Il Ministero del lavoro comunica che il precedente programma Carta acquisti continua a operare anche nei comuni coinvolti nell'attuale sperimentazione secondo le modalità precedentemente definite, tuttavia i due benefici non saranno tra loro cumulabili.
Il Ministero fa presente che, ad oggi, risultano possedere valide dichiarazioni sostitutive uniche con ISEE inferiori a tremila euro circa 285 mila cittadini residenti nei comuni con più di 250 mila abitanti, il che già pone problemi di compatibilità con le risorse finanziarie disponibili per la sperimentazione.
Per enti caritativi, definizione utilizzata dal regolamento comunitario n. 3149 del 1992 per l'attuazione del programma europeo di distribuzione di prodotti alimentari agli indigenti, sono da intendersi organismi senza scopo di lucro le cui finalità statutarie siano il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, la promozione delle inclusioni sociali quali ONLUS, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, enti costituiti e approvati dalle autorità ecclesiastiche e iscritti ai relativi registri.
Per poter partecipare alla sperimentazione, gli enti caritativi dovranno aver gestito con regolarità servizi di presa in carico quali supporto psicologico specialistico, educativo, economico, di orientamento e di inserimento lavorativo, mensa e distribuzione alimenti, accoglienza notturna.
I comuni che aderiranno alla sperimentazione mediante stipula di appositi protocolli di intesa con i ministeri competenti provvederanno a: selezionare gli enti caritativi destinatari della carta acquisti secondo modalità e criteri da loro eventualmente stabiliti; scambiare dati sui beneficiari di prestazioni sociali con l'INPS, al fine di integrare gli interventi della sperimentazione con interventi di cui il comune è titolare; promuovere specifici accordi di collaborazione con gli enti caritativi per favorire l'attuazione del principio di sussidiarietà, rafforzare il sistema integrato di interventi e servizi sociali e impedire sovrapposizioni e settorializzazioni delle risposte; integrare il fondo di cui al decreto-legge n. 112 del 2008, vincolando l'utilizzo dei propri contributi a specifici usi in favore dei residenti nel proprio ambito di competenza territoriale.
Infine, onorevole Miotto, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sottolinea che le risorse del programma di sperimentazione andranno per intero a beneficio dei destinatari finali e non a beneficio delle casse degli enti caritativi. Questi ultimi, avendo la capacità di individuare le persone in condizioni di maggior bisogno (nuclei monoparentali, famiglie con tre o più minori o minori disabili, famiglie in cui nessuno lavora e siano presenti minori disabili e persone senza dimora), elaboreranno per loro un progetto individuale di presa in carico, finalizzato al superamento della condizione di povertà, emarginazione ed esclusione sociale. PRESIDENTE. L'onorevole Lenzi facoltà di replicare. DONATA LENZI. Signor Ministro, non posso che dichiararmi insoddisfatta, oltre che - lei mi scuserà -rimpiangere l'assenza del Ministro Sacconi, con cui avremmo voluto interloquire. Devo dire che, intanto, sui numeri alcune cose non mi tornano, perché, se vi sono 285 mila persone con un ISEE sotto i 3 mila euro annui, queste sono comunque un sottoinsieme del blocco di quelli che sono sotto i 6 mila euro l'anno, che avevano già diritto alla carta.
Quindi, non si comprende quale sia l'aumento di spesa (dovrebbero essere una categoria particolare). È evidente che si pensa a persone che non è stato possibile avvicinare: penso, addirittura, ai barboni, ai senza casa, ai senzatetto, che, probabilmente, non hanno neanche l'ISEE, come non hanno un reddito.
Avendo lavorato in gioventù diversi anni come volontaria proprio in una mensa, so bene che quelli sono i posti nei quali la burocrazia è ridotta al minimo. Devo dirle che mi causa una certa perplessità il fatto che siano gli enti caritativi i soggetti chiamati a svolgere questa funzione, anche burocratica, oltre che di garanzia dei diritti delle persone, di individuazione dei casi.
Meglio sarebbe stato, in un rapporto di collaborazione tra pubblico e privato e in un rapporto corretto di sussidiarietà, che fosse il comune a individuarli e, insieme agli enti, costruire il progetto di inserimento. Almeno, questa è la nostra opinione. Devo poi dirle che 50 milioni di euro per questa sperimentazione sono molto pochi: le città individuate sono quelle più grandi e rimane fuori una gran parte di popolazione indigente, che si trova nel resto del territorio.
Ma noi continuiamo ad avere una perplessità di fondo sulla social card. Mi permetto di rappresentarla con un esempio: se entro in un negozio e pago con una carta di credito VISA Oro, godo di una certa considerazione; se pago in quel negozio esponendo la social card, la carta acquisti azzurra, sono etichettato come povero. Beh, anche la povertà ha diritto alla dignità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!





Lista completa »

· Visualizza i risultati per parola 'costituzione' »

TAGCLOUD
legge di stabiità donne elezioni costituzione parità di genere terzo settore salute bologna festa. unità università emilia-romagna attività parlamentare Bersani esodati sanità affari sociali decreto sanità pensioni legge di stabilità


AGENDA
06 dicembre 2017
Alla vigilia di giorni decisivi per la legge sul fine vita e lo ius soli, ci troviamo domani a parlarne al Centro Sanrafl di Bologna...
04 dicembre 2017
"Biotestamento, l'importanza di scegliere": il Pd organizza un incontro "Biotestamento, l'importanza di scegliere" Oggi a Faenza alle 18, nella Sala Bigari della Residenza Municipale
02 dicembre 2017
Testamento biologico e principio di autodeterminazione della persona - Salerno Palazzo di Giustizia, ore 9.30

Archivio appuntamenti »

VIDEO



LINK
Camera dei deputati
www.camera.it
Partito Democratico
beta.partitodemocratico.it
Partito Democratico - Emilia Romagna
www.pder.it
Partito Democratico - Iscriviti al PD
www.pdbologna.org

Copyright Donata Lenzi - C.F. LNZDNT56H69A944X - Privacy policy - site by Antherica srl