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Lettera al Governo delle imprese su energie rinnovabili
10 marzo 2011

On. Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Ministro dello Sviluppo Economico

On. Ministro dell'ambiente, della tutela della natura e del mare

On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali



In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie

rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa altre 100.000 persone sarà

colpito. E' un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi

settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie.

E' quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che

circola in questi giorni all'interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.

Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge

sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una

raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti

rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di

congelamento degli investimenti.A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili

leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti

autorizzati e in corso di autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico,

più¹ di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. E' questa la prospettiva che annienterebbe il settore

fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l'eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A

farne immediatamente le spese saranno circa 150.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel

fotovoltaico. In queste condizioni un'industria nascente sarà condannata a morte prima ancora di essere

diventata pienamente adulta.

Se nell'arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto,

con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli

Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il

timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l'talia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l'ambiente e la salute di noi tutti, generare

ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l'opportunità a oltre

160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare?

Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l'eolico, oggi il

fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di

sviluppo?

Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo

della direttiva 2009/28 sull'energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica

europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in

corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in

sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà , si teme, in senso

diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo

delle fonti rinnovabili.

La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore

delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul

bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno

creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo

dell'innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che

abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato,

oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.

Confidiamo nell'equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento affinchè si voglia intervenire per

evitare che un'altro importante settore, unico in fase cresente, della nostra economia cada vittima di

contrapposti interessi e di battaglie ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e
ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell'incertezza.






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