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Question time su incapienti
30 gennaio 2011

Interrogazione bonus incapienti a firma Miotto  Baretta  Lenzi  Maran risposta in aula 27.01.2011
Interrogazione urgente ministero Finanze - Per sapere - premesso che:
organi di stampa riportano la notizia che cinquantamila persone, destinatarie del «bonus incapienti», erogato nel 2007 dal Governo Prodi e pari a 150 euro, a norma dell'articolo 44 del decreto-legge
n. 159 del 2007, si siano viste recapitare la richiesta di restituzione di circa 200 euro, comprensive del bonus oltre ad interessi e sanzioni per somme indebitamente riscosse;
il cosiddetto bonus incapienti era destinato a persone con un reddito inferiore a 7.500 euro l'anno, che poteva arrivare a 10 mila se ci fossero stati dei familiari a carico;
si trattava di persone che rientravano in una delle fasce economicamente più deboli della società, con redditi così esigui da non essere soggetti ad imposte;
gli aventi diritto furono individuati dal sostituto d'imposta, evitando dispendiose procedure di richiesta documentata da parte degli interessati, ed infatti i pensionati ricevettero il bonus direttamente dall'Inps;
ora, a distanza di tre anni, l'Agenzia delle entrate chiede a migliaia di persone la restituzione di tale somma, oltre a sanzioni ed interessi, in quanto avrebbe accertato il non possesso dei requisiti;
si tratta di una situazione che investe l'intero territorio nazionale -:
se il Ministro interrogato sia al corrente della situazione e come ritenga di dover prontamente intervenire, affinché si possa sanare tale situazione che riguarda persone e nuclei familiari tra i più deboli e disagiati della nostra società, in analogia con provvedimenti approvati in altre simili situazioni verificatesi precedentemente.
L'articolo 44 del decreto-legge n. 159 del 2007 ha previsto la restituzione di parte del cosiddetto tesoretto sotto forma di una tantum ai soggetti che nell'anno 2006 sono risultati incapienti, ovvero
sia a coloro che hanno conseguito un livello di reddito tale da non poter fruire, in tutto o in parte, delle deduzioni e delle detrazioni eventualmente spettanti. Nell'ambito delle modalità di erogazione di
questo bonus fiscale è previsto che per i titolari di redditi di lavoro dipendente, di taluni redditi assimilati e per i titolari di trattamenti pensionistici, il riconoscimento avvenga in via automatica da parte del
sostituto di imposta, nel mese di dicembre 2007, sempre che, detto sostituto, sia stato lo stesso che ha rilasciato ai predetti soggetti il CUD relativo ai redditi dell'anno 2006. In sostanza, il sostituto di imposta
ha riconosciuto automaticamente, nel mese di dicembre 2007, tranne espressa rinuncia da parte del beneficiario, un importo di 150 euro incrementato di 150 euro per ciascun familiare a carico nel 
medesimo anno 2006. Il decreto ministeriale 8 novembre 2007, attuativo dell'articolo 44 del decreto-legge n. 159, oltre a fissare le regole sul riconoscimento e sull'erogazione dell'incentivo, prevede anche, al comma 9 dell'articolo 2, la restituzione dei bonus indebitamente percepiti e, al comma 10 dello stesso articolo, conferisce all'Agenzia delle entrate il potere di effettuare i controlli in merito e di eseguire i relativi recuperi. Pur avendo riscontrato un numero altissimo di benefici erogati in assenza dei requisiti richiesti dalla norma, il Ministero dell'economia e delle finanze fa presente che l'Agenzia delle entrate ha comunicato di avere limitato il recupero alle situazioni effettivamente non sanabili.
Al riguardo, l'Agenzia ha precisato che, in ragione delle modalità di erogazione del bonus da parte degli istituti previdenziali e della particolare platea dei contribuenti  a cui il controllo si è indirizzato, con nota
dell'11 gennaio 2011 della direzione generale accertamento, è stata data disposizione agli uffici territoriali dell'Agenzia medesima di valutare, per i pensionati che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi, l'esclusione della sanzione applicata per presumibile assenza dell'elemento
soggettivo della violazione ai sensi del combinato disposto degli articoli 5 e 6 del decreto legislativo n. 472 del 1997.
PRESIDENTE. L'onorevole Miotto ha facoltà di replicare
. ANNA MARGHERITA MIOTTO. Signor  Presidente, signor Ministro, non siamo soddisfatti da questa risposta perché non ci si può limitare alla valutazione dell'Agenzia delle entrate per i pensionati
incapienti. Intanto non è una valutazione, occorre fare un provvedimento, il Ministro deve dare disposizioni, inserire una norma nel cosiddetto milleproroghe, o in un altro provvedimento che passi attraverso queste Camere per sanare questa che è una vera ingiustizia; persone che sono incapienti,
vuol dire che hanno un reddito inferiore a 7.500 euro annuo, dice qualcosa non è vero, rispetto alle cronache di questi giorni ? È una cosa indecorosa chiedere la restituzione di 150 euro più altri 50 euro
di sanzione e interessi. È davvero un atteggiamento incomprensibile. Non doveva nemmeno esserci la necessità dei reclami delle migliaia di persone che si recano presso i CAF in queste settimane e in questi giorni per dimostrare che con il modello F24 in mano sono costretti a pagare entro 30 giorni.
Qui ci vuole un provvedimento immediato, perché il modello F24 è esecutivo dopo 30 giorni, e maturano altri interessi. Mi sarei aspettata che il Governo fosse venuto in Parlamento e avesse detto: abbiamo preso questo provvedimento e tutti gli « F24 » sono annullati, e l'Agenzia delle entrate annullerà tutte le richieste di restituzione dei  200 euro che sono stati richiesti a questi cittadini. Aggiungo anche che gli interessati sono cittadini che talora hanno meno di 2.840 euro annui, perché per essere a carico non bisogna avere un reddito superiore a 2.840 euro. Le ricordo che si tratta di 150 euro: 3 biglietti da 50 euro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).






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