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La risposta del ministro Castelli sulle Grandi Officine non ci soddisfa
04 luglio 2010

  Risposta in commissione trasporti il 1 luglio '10
-02927 Lenzi: Intendimenti di FS SpA in ordine alla chiusura delle officine di riparazione, con particolare riferimento a quella sita a Bologna.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA
In relazione agli impianti di manutenzione del materiale rotabile di Trenitalia, con particolare riferimento all'OMC di Bologna, si rappresenta quanto segue.
Trenitalia sta attuando un programma di riorganizzazione del settore della manutenzione, finalizzato a:
migliorare la disponibilità all'esercizio e l'affidabilità del materiale rotabile;
incrementare i livelli di produzione e produttività del settore;
reingegnerizzare i processi produttivi attraverso la specializzazione e ripartizione delle attività manutentive in base alla tipologia di materiale rotabile per migliorare la qualità;
ridurre i costi mediante la concentrazione degli impianti, in linea con gli standard europei.
Tale programma prevede anche la razionalizzazione del reticolo manutentivo, con il trasferimento di una quota delle attività di manutenzione ciclica nell'ambito degli impianti che svolgono operazioni di manutenzione corrente.
L'individuazione del nuovo reticolo manutentivo segue, pertanto, esigenze di ottimizzazione produttiva, organizzativa e tecnologica.
Nello specifico, le valutazioni sono state effettuate tenendo a riferimento le principali priorità alla base del Piano di risanamento aziendale e cioè:
concentrazione della manutenzione in poli specializzati;
incremento della produttività di ciascun impianto;
contenimento dell'incidenza dei costi fissi, rispetto ai costi complessivi di produzione.
In tale ambito si colloca la programmata chiusura, dal 2013, dell'OMC di Bologna - citata dagli Interroganti - che presenta indici di produttività sensibilmente inferiori alla media nazionale e una elevata incidenza dei costi fissi.
Per quanto concerne il personale impiegato nell'Officina, questo potrà essere utilizzato negli altri impianti manutentivi del territorio e, comunque, l'attuazione dei relativi provvedimenti sarà gestita attraverso gli strumenti previsti dall'attuale normativa contrattuale e i protocolli di relazioni industriali.
Va, infine, sottolineato che a seguito degli interventi di riorganizzazione in programma, il volume complessivo delle attività manutentive di Trenitalia sia ciclica che corrente rimarrà sostanzialmente costante.
In merito all'area dell'OGR di Bologna si fa presente che la stessa non è inserita nel programma di trasformazione urbanistica delle aree ferroviarie dismesse o dismettibili indicate nell'Accordo Territoriale sottoscritto il 18 luglio 2006 con la Regione Emilia Romagna, con la Provincia ed il Comune di Bologna e Rete Ferroviaria Italiana.
Pertanto, tale area ad oggi con destinazione ferroviaria, non è inserita tra gli ambiti in trasformazione di cui al Piano Strutturale Comunale (PSC) in vigore dal 10 settembre 2008.

Il Gruppo FS sta procedendo, in condivisione con l'Amministrazione Comunale di Bologna, alla realizzazione di un piano per la trasformazione urbana degli ambiti ferroviari (disponibili per un riuso ai sensi del PSC) da attuare attraverso l'adozione di Piani Operativi Comunali. Gli ambiti interessati sono Ravone, Mascarella e Cave di Reno.
Si evidenzia che, ai sensi del suddetto Accordo Territoriale, le risorse finanziarie che saranno generate dalla suddetta trasformazione urbanistica sono destinate alla realizzazione del polo funzionale della Nuova Stazione di Bologna, secondo le indicazioni fornite nel progetto vincitore del concorso internazionale sviluppato dall'architetto Isozaki.
Donata LENZI (PD), replicando, ringrazia il rappresentante del Governo per la risposta resa, della quale tuttavia si dichiara insoddisfatta. Rileva infatti che le motivazioni in essa contenute sono del tutto generiche e non tengono in alcun conto della specialità dell'azienda. Osserva che la chiusura dell'officina di riparazione di Bologna fa perdere al territorio un polo produttivo assai significativo, nel quale sono impiegati 300 dipendenti. Sottolinea, inoltre, che l'area delle officine di Bologna non risulta nell'elenco delle aree da valorizzare, ed evidenzia che la risposta aumenta la preoccupazione che detta area non venga inserita nel citato elenco neanche in futuro. Fa presente che l'amministrazione cittadina è attualmente commissariata e auspica che non vengano prese in questa fase decisioni avventate sull'area delle officine di riparazione di Bologna.









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