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Crisi europea e corruzione italiana
10 maggio 2010

 
A lato l'interrogazione e la risposta in aula sugli ulteriori tagli all'università, l'intervento in aula del collega Vico di cui parlo nel fondo la proposta del 5 per mille per Haiti al Gvc.
Questa settimana e i prossimi giorni tutta l'Europa parlerà di due cose: la nube islandese che blocca i cieli e l'attacco all'euro che rende evidente la debolezza della moneta senza politiche economiche e fiscali comuni. I provvedimenti sono stati presi stanotte, i prossimi giorni diranno se sono efficaci. Voglio però provare un collegamento con il tema tutto italiano dell'emergere ancora una volta di vasti e reticolari sistemi di corruzione. Anche i più cinici dovrebbero capire che, in questo momento di crisi, la corruzione è un lusso che non possiamo permetterci.
Vi ricordo che la corte dei conti ha stimato in sessanta miliardi il costo per lo stato del sistema di corruzione, che la guardia di finanza nel 2009 ha accertato un aumento del 229% dei reati di corruzione e del 153% di quelli di concussione. Siamo il paese a più alta evasione e corruzione d'Europa. L'agenzia internazionale Transparency International  ha ulteriormente arretrato l'Italia nella classifica della corruzione dal 41mo al 63mo posto.(vedi news). Questa flessione, ha dichiarato il direttore di TI per l'Italia, Miklos Marshall, "è dovuta a quello che noi chiamiamo l'effetto Berlusconi".  Purtroppo, anche alla luce dei più recenti casi di corruzione case regalate, l'Aquila e dintorni, non sembra solo una delle solite cattiverie della stampa estera. 
Lunedì scorso in aula abbiamo denunciato lo scandalo di Tributi Italia, una brutta storia di una società mista concessionaria di servizi di esattoria che ha incassato le tasse per i comuni ed è sparita senza riversarli nelle casse comunali. Sono  400 i comuni italiani coinvolti (Bologna compresa per circa 2 milioni di euro infatti la gestor era una società satellite di tributi Italia). Cosa propone il governo nel decreto incentivi? Propone e approva con la 32° fiducia l'applicazione della legge Marzano a Tributi Italia che così può fallire mentre i comuni vengono ridotti a creditori chirografari. Nulla è previsto per venire incontro a comuni alcuni dei quali in procinto di fallire a loro volta e che non sanno neanche chi ha pagato le tasse visto che la società non ha girato neanche i dati. Per approfondire il tema nelle news l'intervento in aula dell'On Ludovico Vico del Pd che ha denunciato e documentato da tempo questo scandalo. In aggiunta una "ciliegina sulla torta". Gli  avvocati di Tributi Italia sono Niccolo Ghedini e Donato Bruno entrambi deputati Pdl, e avvocati del premier. Piccola nota polemica: sui giornali di martedi avete letto niente di tutto ciò? Decreto incentivi: è un   provvedimento inutile e insufficiente, di soli 300 milioni con dubbie coperture finanziarie e che prevede modalità burocratiche e farraginose. Per altro contiene l'ennesimo microcondono: basterà versare il cinque per cento per cavarsela nelle controversie tributarie pendenti in cassazione.







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