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Interrogazione Francechini e Ghizzoni sui finanziamenti all'universitŕ
10 maggio 2010

Cofirmatari:Franceschini, Maran, Villecco Calipari, Boccia, Lenzi, Bachelet, Coscia, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Fioroni, Levi, Lolli, Mazzarella, Nicolais, Pes, Picierno, Rossa, Antonino Russo, Siragusa, Quartiani, Giachetti 

Numero: 301053
Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
con una politica in controtendenza rispetto agli altri Paesi dell'Unione europea che destinano ingenti risorse al sistema di istruzione universitario, nella legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010), lo stanziamento complessivo per la missione «istruzione universitaria» è pari a 7.902,3 milioni di euro, con una riduzione di ben 652,7 milioni di euro (-8,3 per cento) rispetto alle previsioni assestate del bilancio 2009;
già nella legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria 2009), lo stanziamento complessivo per la missione «istruzione universitaria» era pari a 8.549,3 milioni di euro (pari al 15,4 per cento dello stanziamento del ministero), con una riduzione di ben 133,5 milioni di curo (-1,5 per cento) rispetto al bilancio 2008;
all'interno del programma «sistema universitario e formazione post-universitaria», il fondo per il finanziamento ordinario (ffo) delle università (cap. 1694) - finalizzato, tra l'altro, al pagamento di stipendi, delle utenze e di tutte le spese correnti delle università - ha una dotazione di 6.256,4 milioni di euro e registra un decremento di ben 678,8 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2009;
a parziale accoglimento di quanto contestato dal mondo universitario e dai suoi organi di rappresentanza ed in seguito alle denunce sugli effetti della politica dei tagli sollevate dall'opposizione, con una modifica approvata nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010 alla Camera dei deputati, il Governo ha destinato 400 milioni di euro derivanti dall'applicazione dello «scudo fiscale» (istituito dal decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, «Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini») a limitato reintegro della dotazione finanziaria del fondo per il finanziamento ordinario. Al netto di tale integrazione, il fondo per il finanziamento ordinario risulta decurtato del 3,72 per cento delle risorse rispetto all'assestato 2009, pari a 278,8 milioni di euro;
il fondo per il finanziamento ordinario, in attuazione dell'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), era stato già ridotto di 63,5 milioni di euro per il 2009, di 190 milioni di euro per il 2010, di 316 milioni di euro per il 2011, di 417 milioni di euro per il 2012 e di 455 milioni di euro a partire dal 2013, per un totale di 1,4 miliardi di euro in un quinquennio;
il suddetto fondo, in attuazione dell'articolo 5 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126 (Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie), è decurtato del 6,85 per cento, pari a oltre 467 milioni di euro, per dare copertura all'esenzione ici prima casa anche per gli immobili di pregio;
tutto ciò a triste conferma della politica di disimpegno colpevolmente assunta dal Governo nei confronti dei sistema universitario - volano di crescita del Paese - che, sottoposto al draconiano regime dei progressivi tagli lineari al fondo di finanziamento ordinario, rischia il dissesto finanziario, con conseguenze negative per il futuro delle giovani generazioni e del Paese;
ad oggi - cioè quasi a metà dell'esercizio finanziario - non sono noti i criteri e i parametri per il riparto delle risorse agli atenei, mentre nel corso dell'ultima assemblea della Conferenza dei rettori delle università italiane (svoltasi il 29 aprile 2010) i magnifici rettori hanno valutato con estrema preoccupazione ulteriori possibili diminuzioni al fondo per il finanziamento ordinario per il 2010;
nel 2011 - a legislazione vigente - si determinerà un'aggiuntiva decurtazione cumulativa di non meno di 1.300 milioni di euro sul fondo per il finanziamento ordinario, che configurerebbe una situazione finanziaria oggettivamente insostenibile per gli atenei italiani e renderebbe de facto impraticabile qualunque serio progetto riformistico per il sistema universitario -:
se risponda a verità che il fondo per il finanziamento ordinario, decurtato del 3,72 per cento rispetto al 2009 (pari a 278,8 milioni di euro), subirà di fatto un'ulteriore diminuzione a seguito della pressoché totale indisponibilità delle risorse di cui all'articolo 2, comma 428, della legge n. 244 del 2007 - vale a dire 550 milioni di euro annui per il triennio 2008-2010 messi a disposizione dal Governo Prodi per il cosiddetto patto per le università - interamente impegnate per far fronte agli incrementi stipendiali e, pertanto, inutilizzabili per le obbligazioni ministeriali, che graverebbero sul suddetto fondo per il finanziamento ordinario, determinandone un'ulteriore riduzione delle disponibilità approssimativamente pari al 2 per cento.
Seduta del 6 maggio 2010
Illustrazione di Manuela Ghizzoni, risposta di Elio Vito, ministro per i rapporti con il Parlamento, replica di Dario Franceschini
Illustrazione


MANUELA GHIZZONI - Signor Presidente, la legge finanziaria per il 2010 ha tagliato poco meno di 300 milioni al fondo di finanziamento ordinario delle università. Ci chiediamo se il Governo sia consapevole che le spese obbligatorie, come gli stipendi, da una parte, e i tagli pesantissimi ai finanziamenti, dall'altra parte, stanno portando alla progressiva paralisi degli atenei e all'impossibilità di chiudere i bilanci.
Ci chiediamo se il Governo sia consapevole che questa situazione impedisce alle università di far fronte alle obbligazioni ministeriali e, anche di far fronte agli impegni assunti negli anni passati, questa situazione determina nei fatti una riduzione ulteriore del 2 per cento del fondo di finanziamento ordinario.
Ci chiediamo insomma se il Governo sia consapevole che i tagli all'università sono una scelta miope e irresponsabile, perché solo un forte investimento in formazione superiore, in ricerca e in innovazione consentono crescita e futuro ai giovani e al nostro Paese.

Risposta
Elio Vito - Ministro per i rapporti con il Parlamento - Signor Presidente, come abbiamo sentito l'interrogazione dell'onorevole Ghizzoni ha per oggetto la disponibilità di risorse per il fondo di finanziamento ordinario delle nostre università. Innanzitutto, per quanto riguarda il quadro normativo di riferimento, preciso che gli effetti prodotti dal decreto-legge n. 112 del 2008, come convertito dalla legge n. 133, sono stati successivamente in parte compensati da quanto disposto dal decreto-legge n. 180, convertito con la legge n. 1 del 2009. In particolare, le riduzioni operate al fondo di finanziamento ordinario sono state modificate e sono stati quindi recuperati 24 milioni per il 2009, 71 milioni per il 2010, 118 milioni per il 2011, 141 milioni sia per il 2012 sia per il 2013. Nel complesso per l'anno 2010, considerando non solo i 550 milioni provenienti dal patto per le università per il periodo 2008-2010, ma anche i 400 milioni derivanti dal cosiddetto scudo fiscale, la riduzione delle risorse disponibili per il fondo di finanziamento ordinario rispetto al 2009, risulta essere pari al 3,72 per cento. Allo stato attuale, non sono previste ulteriori diminuzioni.
Naturalmente, a decorrere dall'anno 2011, non saranno più disponibili le risorse di cui al predetto piano, né quelle derivanti dal cosiddetto scudo fiscale. Va altresì ricordato che, nell'importo sopra indicato di 550 milioni di euro, sono ricomprese le somme destinate alla copertura degli oneri relativi agli incrementi stipendiali, che sono pari a 458 milioni di euro per il 2010.
Tuttavia, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca intende battersi per il consolidamento in bilancio di queste somme anche per i piani successivi.
Conseguentemente, compatibilmente con le esigenze finanziarie derivanti, sia dal quadro nazionale che da quello internazionale, e i cui effetti potrebbero influire anche sulla disponibilità destinate al sistema universitario, il Governo si adopererà per evitare l'applicazione di ulteriori riduzioni del Fondo di finanziamento ordinario delle università.

Replica


DARIO FRANCESCHINI - Signor Presidente, non possiamo che dichiararci totalmente insoddisfatti della risposta del Ministro; sono soltanto rassicurazioni generiche accompagnate da un'inedita dichiarazione che si batterà - non si sa bene contro chi, penso contro un suo collega di Governo - per tenere le risorse all'università.
Anche se questi impegni generici fossero rispettati, non risolverebbero in alcun modo la situazione gravissima in cui si trovano tutte le università italiane. Ciò, perché la violenza dei vostri tagli (i tagli che avete imposto) si abbatte anche sulle università virtuose, quelle che hanno lavorato bene.
Non si può invocare la crisi economica. I dati che lei ha fornito confermano, infatti, che il finanziamento ordinario sarà ridotto; siamo l'unico Paese dentro la crisi (perché la crisi riguarda tutti) che ha progressivamente ridotto il trasferimento di risorse pubbliche alle università.
L'ultima finanziaria ha tagliato il fondo di finanziamento ordinario di 700 milioni di euro. Guardiamo cosa è avvenuto negli altri Paesi europei: la Francia, che ha un Governo politicamente vicino al vostro, investe 11 miliardi di euro per l'università e 8 miliardi di euro per la ricerca. L'Italia è già il fanalino di coda per le risorse investite nel sistema universitario, siamo allo 0,8 per cento del PIL, mentre la media dei Paesi OCSE, di tutti i Paesi OCSE, è dell'1,3 per cento.
Come pensate di poter affrontare, di riagganciare la crisi per uscirne, di affrontare il superamento delle difficoltà in cui versa il nostro Paese, se non investite nello sviluppo, nell'occupazione e nella formazione delle nuove generazioni? È inutile invocare, come viene fatto spesso, la riforma del Ministro Gelmini, perché una riforma senza risorse, non è una riforma, è una dichiarazione di intenti. Noi vogliamo, invece, che i meritevoli vadano avanti, che nuovi giovani ricercatori di talento entrino nell'università. Voi pensate ad una università per pochi, per chi può, noi pensiamo ad una università per chi vale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
La situazione è grave, insostenibili nuovi tagli "La situazione in cui si trovano gli atenei è gravissima e i dati forniti dal governo sono inquietanti perché confermano che il fondo di finanziamento ordinario subirà, di fatto, un'ulteriore riduzione delle disponibilità di circa il 2 per cento nel 2010 e un taglio di circa un miliardo nel 2011". E' quanto ha replicato il capogruppo del Pd Dario Franceschini alle parole "del tutto insufficienti" del ministro Elio Vito chiamato a rispondere, nel corso del question time, ad una richiesta precisa posta dalla collega Manuela Ghizzoni, ovvero "se il Fondo per il finanziamento ordinario delle Università, già decurtato di circa 300 milioni di euro, nel 2009 subirà nei fatti ulteriori diminuzioni."








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