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Se si dichiara l'emergenza per costruire piscine
21 febbraio 2010

 
  Se si dichiara l'emergenza per costruire piscine non c'è più lo stato, se un capo dipartimento fa il sottosegretario non c'è più l'imparzialità della pubblica amministrazione, se comanda uno solo e siamo tutti commissariati ... 
A lato gli interventi in aula più significativi sul tema protezione civile e un articolo dell' On Lucà, presidente dei Cristiano sociali, molto lucido sul tema cattolici e Pd. Per chi mi vuole ascoltare l'1 marzo parlo di sanità a Bologna al quartiere Savena, sul sito di Nens (http://www.nens.it/) i miei due interventi al Convegno nazionale di Manifutura a Pisa.
Questa settimana abbiamo avuto la nostra prima vera, significativa vittoria. Per un insieme di circostanze e con un po' di abilità, abbiamo costretto il governo a ritirare la proposta di costituzione di una SPA per gestire parte della protezione civile e li abbiamo poi costretti, con una forte battaglia in aula, a ritirare l'immunità per i commissari straordinari. Ho già spiegato nella newsletter del 14.1 la strategia dell'emergenza per giustificare poteri straordinari messa in atto da Berlusconi e la scorsa settimana la distorsione della mission della protezione civile che ora è orientata anche ai grandi eventi dentro i quali ci sta di tutto: i mondiali di nuoto, come l'esposizione delle spoglie di padre Pio. Negli interventi a lato ci sono ulteriori elementi informativi.
Oggi voglio soffermarvi sul fatto che Bertolaso dal 2001, funzionario dello stato e capo dipartimento della protezione civile, è stato nominato nel 2008 sottosegretario ai rifiuti (oltre che commissario straordinario in Campania) e ora, scaduto questo incarico, sottosegretario alla prevenzione.
La distinzione tra pubblica amministrazione ed esecutivo è una delle distinzione cardine di una moderna democrazia. Un uomo di governo è comunque inevitabilmente anche di parte e risponde al Parlamento, alla sua maggioranza, agli elettori. La pubblica amministrazione dovrebbe, e proprio questo è uno dei mali italiani, rispondere alla legge e garantire imparzialità.
La decisione di Berlusconi viola una legge precisa la 215 del 2004 cioè la legge Frattini sul conflitto di interessi, ed è anche una decisione incostituzionale. Se si attribuiscono alla protezione civile poteri straordinari in deroga alle leggi per poter non solo salvare vite umane, ma anche costruire piscine, se in capo alla stessa persona si mescolano competenze amministrative (e indice le gare d'appalto) e politiche, se gli si danno risorse finanziarie rilevanti, si ha un quadro dell'idea di Governo modello Berlusconi, il modello del commissario, il modello un uomo solo al comando. Un modello che non ha bisogno di parlamenti, di consigli comunali e in futuro neanche di elezioni. Un modello che molti stanno inconsciamente accettando dopo anni di scandali, di mancate riforme, di caste, con l'idea che la democrazia non serve tanto "così fan tutti" (non a caso titolo dell'ultimo libro di Vespa).
Lo scandalo scoppiato in questi giorni rende evidente il limite di questo modello anche a chi non crede nella democrazia. Un sistema così fatto attira i furbi e i delinquenti come le mosche il miele. E si spreca e si ruba sulla pelle di chi sta male. Anche il migliore poi non riesce materialmente a controllare tutto.
Per un quadro crudo e impietoso sulle responsabilità comprese le nostre vi segnalo il libro "Potere assoluto la protezione civile al tempo di Bertolaso" edizione Alegre.
Per chi come noi nella democrazia ci crede è forte la responsabilità di continuare a denunciare il rischio di autoritarismo e la necessità di una discussione anche tra di noi sulla selezione della classe dirigente. Brava competente e senza ombre. Questi tempi duri non fanno sconti.
Vorrei spendere una parola per dire che la protezione civile intera è vittima di questa situazione. La nostra prima richiesta è stata e sarà ancora quella di restituire ad essa la sua missione originaria, la difesa della vita e dell'incolumità a fronte di catastrofi naturali e gravi rischi per la salute.

P.S.
Nella sua lettera agli uomini e alle donne della protezione civile che non commento, ma riporto a lato e ne suggerisco la lettura, Bertolaso ha tirato in ballo la Regione Emilia Romagna sostenendo che ha costituito una società. Non è vero e anche in aula abbiamo chiarito: la regione ha costituito da anni un ente strumentale di diritto pubblico paragonabile per capirci all' Arpa e che si chiama Agenzia regionale per la protezione civile, non ha azionisti e risponde all'assessore alla protezione civile, che è naturalmente persona diversa dal direttore dell'agenzia.







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