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Intervento On Franceschini sulla Protezione civile. 19 febbraio 2010
21 febbraio 2010

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare

per dichiarazione di voto l'onorevole Franceschini.

Ne ha facoltà.

DARIO FRANCESCHINI. Signor Presidente,

oggi noi potremmo dire che il

bilancio di queste giornate di lavori parlamentari

segna una vittoria del Partito

Democratico e di tutti i gruppi dell'opposizione.

Potremmo dirlo perché sono state

fatte profonde modifiche ad un testo che

veniva presentato come blindato e immodificabile.

Potremmo dirlo perché è stato

evitato un altro voto di fiducia e sono stati

votati e approvati nostri emendamenti. È

scomparsa la privatizzazione definitiva

della Protezione civile attraverso la rinuncia

alla Spa. È stato eliminato l'ultimo

degli scudi, quella assurda norma che non

solo sospendeva i processi - come abbiamo

visto in tante leggi ad personam -

ma che addirittura impediva di avviare

azioni giudiziarie nei confronti delle gestioni

commissariali: un'altra spudorata

norma per garantire l'impunità.

Potremmo dire di aver vinto, perché

tutto questo non è avvenuto per una scelta

politica lungimirante della maggioranza,

ma per la ferma determinazione dei nostri

comportamenti parlamentari.

Potremmo, dunque, dire che è stata

una nostra vittoria, ma non crediamo che

sia così, perché non è successo soltanto

questo, è stato qualcosa di più profondo:

è stata una vittoria del Parlamento, perché,

per una volta, abbiamo restituito a
quest'Aula la sua sovranità (Applausi dei

deputati del gruppo Partito Democratico).
.
.
.

Abbiamo restituito a quest'Aula la sua

sovranità, dopo un avvio di legislatura in

cui la Camera è sembrata destinata a

diventare solo il luogo di ratifica delle

scelte fatte dal Governo; una Camera soffocata

da decreti-legge, da maxiemendamenti,

da voti di fiducia, da pareri negativi

su ogni proposta, per assenza di copertura.

Abbiamo finalmente ricordato e dimostrato

che per la nostra Costituzione è il

Governo ad essere espressione del Parlamento,

non viceversa, e l'abbiamo fatto su

un tema di straordinaria importanza e di

assoluta attualità, sentendo soffiare fuori

da qui il vento di una bufera che è causata

non solo da comportamenti di singoli

accusati di aver violato la legge, ma è

causata da norme e da scelte politiche

colpevoli e sbagliate. Noi abbiamo scelto di

lasciare fuori da questo dibattito le vicende

giudiziarie, che pure coinvolgono

strutture dello Stato ed esponenti del Governo

nello stesso settore su cui stiamo

legiferando oggi. L'abbiamo fatto perché

sappiamo che accertare le violazioni di

leggi e regole è competenza della magistratura,

mentre la responsabilità della

politica è fare le leggi e scrivere regole

giuste per il futuro, che correggano gli

errori e che evitino di ripeterli. Di errori

ce ne sono stati tanti, troppi, errori che

hanno mortificato lo straordinario sistema

delle Protezioni civili, quella nazionale e

quelle regionali e locali.

Il giorno dopo il terremoto di L'Aquila

- il sottosegretario Bertolaso se lo ricorda

- io sono stato, da segretario del mio

partito, tra le macerie e i campi dei

terremotati, da solo, senza avvisare giornalisti

e telecamere che mi sembravano

offensive in mezzo a quel dolore straziante

(Applausi dei deputati del gruppo Partito

Democratico) e ho visto lo straordinario e
e ho visto lo straordinario e
e ho visto lo straordinario e
e ho visto lo straordinario e silenzioso lavoro di centinaia di donne e di

uomini della Protezione civile e delle organizzazioni
di volontariato (Applausi dei

deputati del gruppo Partito Democratico).
.
.
.

Quel lavoro che tutti gli italiani conoscono

e apprezzano da anni e anni, fin da

quando noi, ancora bambini, guardavamo

la televisione in bianco e nero e vedevamo

i ragazzi più grandi noi, gli angeli del

fango, che lavoravano e sudavano in

mezzo alle strade di Firenze inondate

dall'Arno.

Atti Parlamentari - 47 - Camera dei Deputati
- 47 - Camera dei Deputati
- 47 - Camera dei Deputati
- 47 - Camera dei Deputati

XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 19 FEBBRAIO 2010 - N. 286

Ecco perché l'abuso delle ordinanze è

ancora più grave, ecco perché quello che

stiamo leggendo sui giornali, le notizie

delle inchieste provocano ancora più dolore,

perché si abbattono come una maledizione

sulla fatica e sulla passione di

migliaia di persone che ogni giorno mettono

a disposizione la loro generosità e il

loro impegno in nome di una solidarietà

concreta e vissuta. Lo fanno con umiltà,

sottosegretario Bertolaso, magari non si

mettono il maglione blu, ma lavorano con
molta umiltà e molto silenzio (Applausi dei

deputati del gruppo Partito Democratico).
.
.
.

Eppure il torto più grande che si poteva

fare a tutte queste realtà non sta nei pur

gravissimi fatti che stanno emergendo

dalle inchieste, quelle sono responsabilità

di cui dovranno rispondere gli individui

che sono stati chiamati in causa, a tutti i

livelli. No, non è questo: il fatto più grave

nei confronti della Protezione civile è

quello che si produce con la sciagurata

scelta di fare di questa realtà, che davvero

è patrimonio comune di tutto lo Stato, uno

strumento per esercitare fuori dei suoi

confini ordinamentali il potere del Governo

rendendolo onnipotente, arbitrario,

incontrollabile. Questa è la colpa imperdonabile

del Governo Berlusconi, il tentativo

al quale ci opporremo con tutti gli

strumenti parlamentari e politici.

È un disegno senza pudore, che viene

ammantato da seducenti obiettivi: la concretezza,

il pragmatismo dei cosiddetti

uomini del fare. Questa cultura, che vuole

apparire moderna e che risolve i problemi

aggirando gli ostacoli, forse funziona nelle

emergenze, e quando funziona nelle emergenze

nessuno ha nulla da dire, ma non

tutto è emergenza, e se vengono considerati

fastidiosi ostacoli anche i codici, le

leggi le procedure parlamentari, l'equilibrio

tra i poteri, allora questa presunta

« cultura del fare » diventa pericoloso arbitrio

(Applausi dei deputati del gruppo

Partito Democratico).
.
.
.

Apre la strada ad una degenerazione in

cui il potere finisce per ubriacarsi del suo

contenuto fino a diventare illegittimo. Non

è un discorso teorico e basta vedere dove

sta la fonte delle degenerazioni a cui

abbiamo assistito. La degenerazione sta

nella scelta di utilizzare lo strumento della

dichiarazione dello stato di emergenza per

grandi eventi che con l'emergenza non

c'entrano nulla. Anche i non addetti ai

lavori e anche chi ci sta ascoltando da casa

capisce bene che è giusto rendere tutto il

più veloce possibile, anche in deroga alle

leggi, se si tratta di far fronte ad un

terremoto, ad un'alluvione, ad una frana e

a un disastro ferroviario. Ma chiunque

capisce anche che l'emergenza non c'entra

nulla con eventi sportivi o culturali che

sono magari programmati da anni. Cosa

c'entra l'emergenza con l'Expo, con le

celebrazioni per l'unità d'Italia, con i mondiali

di nuoto e di ciclismo, con i giochi del

Mediterraneo, con l'anno giubilare paolino

(Applausi dei deputati del gruppo Partito

Democratico), con l'esposizione delle spoglie
, con l'esposizione delle spoglie
, con l'esposizione delle spoglie
, con l'esposizione delle spoglie

di San Giuseppe da Copertino o con la

Louis Vuitton Cup ? Prendiamo come

esempio la Vuitton Cup a La Maddalena,

una delle 109 ordinanze del 2009: il 12

gennaio viene classificata come grande

evento, per cui si applica il regime dell'emergenza.

Nell'ordinanza che nomina il

commissario sono previste deroghe praticamente

a tutto: alle procedure di affidamento;

ai controlli dei requisiti per i

contratti; alla procedura per la scelta del

contraente; alla pubblicazione dei bandi di

gara; agli indizi, ai termini e ai criteri di

selezione delle offerte; alla progettazione;

alle verifiche archeologiche; al subappalto;

alle varianti in corso d'opera; alle penali;

all'adeguamento dei prezzi. Tutto in deroga

senza nessuna ragione, perché non si

tratta di un terremoto o di un'alluvione,
ma di una gara di vela (Applausi dei

deputati del gruppo Partito Democratico).
.
.
.

Tutto avviene senza regole, e senza regole

e garanzie le tentazioni e la corruzione

sono sempre in agguato. Sappiamo sempre

- immagino che tra un po' l'onorevole

Cicchitto lo ripeterà - che anche i Governi

precedenti hanno usato in qualche caso lo

strumento dell'ordinanza per i grandi

eventi. È stato un errore e noi oggi vogliamo

cambiare la norma, ma voi no.

Tuttavia, va detto che durante i Governi di
centrosinistra nessuna ordinanza ha cau-

sato inchieste giudiziarie e mai a nessuno

è venuto in mente di abusarne o di

eliminare addirittura, come avete fatto voi,

il controllo preventivo di legittimità della
Corte dei conti (Applausi dei deputati del

gruppo Partito Democratico) ! Per questo
! Per questo
! Per questo
! Per questo

motivo, nonostante i risultati ottenuti voteremo

contro il decreto-legge. Avete, infatti,

rifiutato, bocciando ogni nostro

emendamento, di distinguere per sempre

catastrofi naturali da grandi eventi e perché

avete aggravato questa linea pensando

di usare l'emergenza carceri per eliminare

anche lì regole di trasparenza, nonostante

le garanzie che il Ministro Alfano ci aveva

dato in quest'Aula. Invece, di fronte agli

eventi alluvionali del Natale scorso in

Toscana, Liguria e Emilia-Romagna avete

destinato 100 milioni di euro rispetto ai

700 milioni di euro chiesti dalle regioni e

non avete sospeso i termini per i versamenti

tributari. Questa è un'emergenza

vera e non una regata velica. Noi vogliamo

che questo Parlamento torni a scrivere le

regole: non bastano annunci ad effetto

come quello slogan affrettato della nuova

legge anticorruzione. Servono regole giuste,

perché solo regole giuste garantiscono

efficienza, trasparenza e pulizia. Questo

Paese, per tornare a sperare nel suo futuro,

ha bisogno di questo e non di

furbizie, di cinismo, di truffe. Ha bisogno

di efficienza, di trasparenza e di pulizia

(Applausi dei deputati dei gruppi Partito
Democratico e Italia dei Valori - Congratulazioni







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