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Pompieri o istigatori
16 dicembre 2009

 
La giornata del 15 dicembre '09 ha scritto una pagina brutta per il nostro Parlamento. L'aggressione a Berlusconi è stata usata per attaccare chi la pensa diversamente, proporre la riduzione della libertà di manifestazione e controllare il web. Come ha detto Bersani qualcuno si è vestito da pompiere per fare l'incendiario. La minaccia della crisi di governo incombe. Ricordo che dalle elezioni del 13 e 14 aprile del 2008 sono passati venti mesi soltanto e che questa è una maggioranza ampia. Solo ragioni interne e volontà di prevaricare possono spingere alle elezioni. Riproduco qui il discorso di Bersani in aula sereno e autorevole anche nei toni. A lato la relazione di Maroni e l'intervento di Cicchitto. Ho aggiunto poi l'intervento di Franceschini oggi , 16 dicembre sul voto di fiducia alla finanziaria. PIER LUIGI BERSANI.
Signor Presidente, ribadisco intanto qui la solidarietà e l'augurio al Presidente del Consiglio, che ho potuto trasmettergli ieri personalmente; ribadisco qui la condanna senza altre parole di quel gravissimo gesto di violenza e di aggressione. Credo che oggi bisognerebbe fermarsi qui e chiedere semmai al Ministro dell'interno, che ringrazio per la sua esposizione, una risposta forse un po' più convincente su che cosa non vada rispetto ai servizi di sicurezza e di tutela del Presidente del Consiglio: abbiamo avuto anche altri episodi, che hanno riguardato le sue stesse residenze.
Noi vogliamo essere sicuri che il Presidente del Consiglio sia ben tutelato, come ogni altro esponente politico. Potremmo fermarci qui perché i discorsi sul famoso « clima » nell'immediatezza di questi fatti sono scivolosi, e lo stiamo vedendo anche in questa discussione (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori). Il rischio è che qualcuno si vesta da pompiere per fare l'incendiario e che cominci un gioco di criminalizzazione reciproca fra noi oltre il segno. Respingo tale modo di discutere e non voglio entrare nel merito di affermazioni che non condivido, che adesso ha pronunciato l'onorevole Cicchitto. Mi accosto con cautela a questa discussione, perché credo che discutere genericamente sul clima non ci convenga, credo che ci convenga discutere più precisamente sui comportamenti: sui comportamenti che riguardano tutti, noi stessi, senza attaccare però a questo chiodo un filo che porta fino alle azioni criminali, perché le azioni criminali non sono in nessun modo giustificabili (Applausi). Vediamo, invece, in un'occasione così drammatica l'opportunità di riflettere su comportamenti, anche nostri, che possono portare ad uno spaesamento, ad uno sbandamento e ad una regressione della pubblica opinione e quindi ad un indebolimento della coscienza democratica. Questo tocca a noi e su questo una riflessione non è inutile e deve riguardare tutti.   Non è inutile ricordare, almeno per me, che in democrazia ognuno ha il suo compito: l'opposizione deve opporsi, ma insieme costruire la ragionevole fiducia in un'alternativa positiva, senza mai scommettere su scorciatoie nel processo democratico. Il Governo deve governare, mettendo la propria gente in sintonia con i problemi del Paese, non staccando l'agenda dai problemi del Paese, e ricordando sempre che il Governo si difende dall'opposizione, contrattacca rispetto all'opposizione ma il suo mestiere non è quello di attaccare l'opposizione bensì quello di governare             Voglio concludere con una riflessione su di noi, qui, nel Parlamento, luogo che riassume la libertà di tutti: abbiamo una responsabilità che riguarda tutti, ma che per definizione è maggiore per chi è in maggioranza. Davvero la maggioranza pensa di poter lavorare per cinque lunghi anni nel cercare di rendere senza voce, impotente e frustrata la minoranza, l'opposizione ? Davvero quello che c'è nel Paese anche in termini di protesta, di difficoltà e di proposta non deve avere mai una risposta, neanche minima ? Davvero deve aver sempre ragione chi è d'accordo ? Davvero non deve esserci mai niente di accettabile in quello che presentiamo noi ? Davvero non deve esserci una parola, un gesto, un atto che dimostri che la pentola a pressione di quel che sempre c'è in un Paese che è in mezzo alle difficoltà abbia comunque una valvola, un qualche esito positivo? Pensiamo di andare avanti cinque anni al ritmo di ventisei voti di fiducia all'anno? (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori) Attenzione, il Parlamento rappresenta il luogo nel quale è rappresentata la libertà di tutti. Sto parlando di una cosa che non c'entra nulla con quel che è successo. Sto parlando di una cosa che ha a che fare - ho concluso, signor Presidente - con un processo democratico, che dobbiamo tutti assieme garantire, perché la democrazia è l'unico sistema che crea un rapporto elastico tra società e politica e dobbiamo utilizzare tutta l'elasticità di questo meccanismo, se vogliamo avere un Paese dove l'aria sia meno pesante di quella che è oggi. È un'aria che preoccupa tutti (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori - Congratulazioni).





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