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Relazione del Ministro Maroni alla Camera
16 dicembre 2009

ROBERTO MARONI, Ministro dell'interno.

Signor Presidente, onorevoli colleghi,

desidero innanzitutto rinnovare anche

qui, nella sede più solenne, lo sdegno mio

personale e di tutto il Governo per la

gravissima aggressione di cui il Presidente

del Consiglio è rimasto vittima nella serata

di domenica a Milano. A lui va la mia

incondizionata solidarietà e vicinanza con

RESOCONTO STENOGRAFICO

Atti Parlamentari - 1 - Camera dei Deputati - 1 - Camera dei Deputati

XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009 - N. 258

l'augurio che possa al più presto tornare a

svolgere la sua preziosa attività alla guida

del Governo (Applausi).

L'eccezionale gravità dell'accaduto richiede

una puntuale ricostruzione dei

fatti. Nel pomeriggio di domenica scorsa,

in occasione dell'apertura della campagna

di tesseramento, il Popolo della Libertà

ha organizzato una manifestazione in

Piazza Duomo a Milano, in un'area che,

soprattutto in vista delle prossime festività

natalizie, è particolarmente frequentata.

L'iniziativa si è svolta in una zona

retrostante il Duomo e contigua a Corso

Vittorio Emanuele, dove era stato allestito

il palco per gli oratori e prevedeva la

presenza di numerose autorità, tra cui il

sindaco di Milano, il presidente della

regione Lombardia, numerosi Ministri e il

Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Alla manifestazione hanno partecipato

oltre 10 mila persone, essa è iniziata

intorno alle 17,15 e il Presidente del

Consiglio è arrivato sul posto intorno alle

17,40. Fin dall'inizio le forze di polizia

impiegate nel servizio di ordine pubblico

hanno rilevato la presenza in piazza di un

centinaio di persone che contestavano la

manifestazione e il Governo. I contestatori

sono stati subito fronteggiati dai reparti di

polizia schierati sul posto che li hanno

fatti arretrare fino in Piazza Duomo, angolo

via Santa Radegonda. L'intervento dei

reparti scongiurava ogni contatto tra i

contestatori e i manifestanti, evitando ulteriori

scontri e più gravi turbative allo

svolgimento della manifestazione.

Un altro gruppo di quattro, cinque

persone, anche essi contestatori, si era

posizionato sotto il palco all'esterno delle

transenne, innalzando bandiere del Popolo

della Libertà. All'arrivo del Presidente del

Consiglio, dopo aver abbandonato le bandiere,

il gruppo ha tentato di srotolare a

favore delle telecamere uno striscione con

una scritta ingiuriosa nei confronti del

Presidente del Consiglio. Anche questo

tentativo veniva scongiurato dal pronto

intervento degli operatori di polizia presenti

che riuscivano ad evitare che la

provocazione potesse generare episodi più

gravi.

Il Presidente del Consiglio, dopo aver

chiamato sul palco i Ministri presenti, il

sindaco di Milano e il presidente della

regione Lombardia, chiudeva la manifestazione

e intorno alle 18,35 raggiungeva

l'area immediatamente retrostante il

palco, ove erano state disposte, ad attenderlo,

le autovetture del dispositivo di

sicurezza. A questo punto, il Presidente,

prima di ripartire, ha deciso di fermarsi

per rispondere alle domande di alcuni

giornalisti e per salutare i numerosi cittadini

posizionati dietro le transenne predisposte

per recintare la zona retrostante

il palco. È proprio in questa occasione che,

alle spalle dei giornalisti e delle persone

che salutavano il Presidente, confuso tra la

folla, una persona, successivamente indicata

come Massimo Tartaglia, di 42 anni e

residente a Cesano Boscone, con un'azione

improvvisa lanciava contro il Presidente

Berlusconi un oggetto in alabastro, riproducente

il duomo di Milano e da lui

comprato in precedenza in un chiosco

della piazza.

Il Presidente Berlusconi veniva colpito

al volto, tra la bocca e il naso, riportando

gravi ferite e un vistoso sanguinamento.

Portato immediatamente presso l'ospedale

San Raffaele per le necessarie medicazioni,

è stato successivamente ricoverato

con una prognosi di venticinque giorni per

ferite lacero-contuse al labbro superiore e

distacco della porzione più distale della

spina nasale ed osso mascellare di sinistra.

L'aggressore è stato immediatamente bloccato

da un operatore del servizio di sicurezza

e del personale del locale commissariato

di polizia. Accompagnato in questura

subito dopo il fermo, è stato interrogato

dal pubblico ministero Armando

Spataro che ne ha disposto l'arresto per il

reato di lesioni volontarie aggravate dalla

qualità di pubblico ufficiale della persona

offesa e dalla premeditazione. Il Tartaglia,

come da lui stesso dichiarato in sede di

interrogatorio, si trovava in prossimità del

luogo della manifestazione già dalle ore 11

del 13 dicembre, proprio in preparazione

Atti Parlamentari - 2 - Camera dei Deputati - 2 - Camera dei Deputati

XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009 - N. 258

del suo folle gesto. In particolare, la premeditazione

risulta provata anche dalla

circostanza che l'aggressore è stato trovato

in possesso di una bomboletta spray al

peperoncino e di altri oggetti contundenti,

astrattamente idonei a ledere persone tra

cui un crocifisso in materiale resinoso. Il

Tartaglia ha dichiarato di non appartenere

a gruppi politici organizzati, né di frequentare

centri sociali, ma di aver agito da

solo, spinto dalla rabbia che da tempo

covava dentro di sé nei confronti del

Presidente del Consiglio dei ministri. Dai

primi accertamenti è risultato che l'aggressore

celibe, incensurato e destinatario unicamente

di un provvedimento di revoca

della patente di guida per sopravvenuta

mancanza dei requisiti e da molti anni in

cura per problemi psichici di tipo paranoico,

ha problemi di lavoro nonché

grosse difficoltà relazionali con i genitori.

Al momento sono ancora in corso le

indagini da parte della polizia giudiziaria

e il Tartaglia è stato condotto presso il

carcere di San Vittore.

La gravità dell'episodio mi ha indotto a

incontrare personalmente, nella mattinata

di ieri presso la prefettura di Milano, i

rappresentanti delle forze dell'ordine. Ho

voluto, infatti, subito effettuare un'accurata

ricostruzione dei fatti per verificare

se il sistema di gestione dell'ordine pubblico

durante la manifestazione fosse stato

predisposto ed attuato secondo le regole

che devono essere rispettate in casi del

genere. Dopo aver ascoltato i rappresentanti

delle forze dell'ordine, mi sono convinto

che ciò sia avvenuto e che nessun

rilievo possa essere mosso ai responsabili

dell'ordine pubblico milanese. I dispositivi

attuati hanno anzi consentito di sventare,

come prima ricordato, un tentativo di

violenta contestazione al Presidente del

Consiglio proprio sotto il palco. Ricordo

che, in occasione di ogni visita o impegno

pubblico del Presidente del Consiglio, vengono

preventivamente effettuati sopralluoghi

da parte del personale della questura

in stretta collaborazione con il personale

dell'AISI, l'Agenzia per la sicurezza interna,

a cui compete direttamente la responsabilità

della sicurezza e della protezione

istituzionale del Presidente del Consiglio.

Vengono, altresì, disposti minuziosi

servizi di bonifica preventiva sui percorsi

e sui luoghi interessati, nonché specifici

servizi di osservazione riservata e vigilanza

da parte del personale della DIGOS.

I luoghi che saranno visitati dal Presidente

del Consiglio vengono già dalla giornata

precedente debitamente sorvegliati

mediante l'istituzione dei servizi di vigilanza

fissa. Vengono altresì allertati tutti i

servizi di vigilanza in corso ed attivate

tutte le fonti informative, al fine di individuare

preventivamente, anche mediante

il monitoraggio della rete Internet, eventuali

iniziative di contestazione e protesta,

al fine di predisporre le opportune contromisure.

A questo proposito, mi sono immediatamente

attivato ieri sera, dopo aver visto

in televisione un servizio che denunciava

la possibile individuazione del Tartaglia da

parte di due persone che avrebbero segnalato

il fatto ad una pattuglia della

polizia, servizio dato con grande evidenza.

Ho chiesto al Capo della polizia e al

questore di Milano di prendere immediatamente

contatti con tali persone, che sono

state condotte in questura, dove hanno

reso una deposizione, che si sono peraltro

rifiutati di firmare, da cui risulta, contrariamente

a quanto è apparso in televisione,

che avrebbero effettivamente contattato

un agente di polizia, segnalandogli

semplicemente che vi era una persona

matta che disturbava i passanti, senza fare

alcun riferimento alle frasi da questi pronunciate

nei confronti dell'onorevole Berlusconi.

La sicurezza personale, inoltre, curata

dal personale dell'AISI è sempre supportata

a largo raggio anche da personale

della questura, che opera in abiti civili a

loro stretto contatto. Il compito delle forze

dell'ordine in situazioni come quella attuale

è di particolare delicatezza e complessità:

coniugare in ogni momento la

doverosa garanzia della libertà di manifestazione

del pensiero di chiunque con

l'altrettanto doverosa esigenza di tutelare

la sicurezza e l'incolumità dei rappresentanti

delle istituzioni e di tutti i cittadini.

Atti Parlamentari - 3 - Camera dei Deputati - 3 - Camera dei Deputati

XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009 - N. 258

È proprio la ricerca di questo delicato

punto di equilibrio che contraddistingue

l'impegno delle forze dell'ordine in circostanze

come quelle vissute domenica pomeriggio

in piazza del duomo a Milano.

Ma l'asprezza dei toni che la dialettica

politica recentemente ha assunto e più in

particolare la progressiva e crescente campagna

contro la persona del Presidente del Consiglio dei Ministri (Applausi dei deputati

dei gruppi Popolo della Libertà, Lega

Nord Padania e Misto-Movimento per le

Autonomie-Alleati per il Sud), che in molti , che in molti

casi travalica le regole del legittimo confronto

democratico, finisce spesso per innescare

una pericolosa spirale emulativa.

Dopo la gravissima aggressione di domenica,

è ripresa la proliferazione su alcuni

social network, come Facebook, di gruppi come Facebook, di gruppi

che inneggiano all'aggressore del Premier e

che, come già accaduto nel recente passato,

incitano alla violenza nei confronti di

Berlusconi. L'autorità giudiziaria è già

stata attivata al riguardo, ma stiamo valutando

ogni possibile iniziativa, anche

legislativa, per procedere all'oscuramento

di quei siti che diffondono messaggi di

vera e propria istigazione a delinquere

(Applausi dei deputati dei gruppi Popolo

della Libertà, Lega Nord Padania e Misto-

Movimento per le Autonomie-Alleati per il

Sud e di deputati del gruppo Unione di

Centro), con effetti che tutti purtroppo , con effetti che tutti purtroppo

abbiamo visto. Finora i tentativi in sede

parlamentare...

FURIO COLOMBO. Come la Cina !

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi

prego.

EDMONDO CIRIELLI. Vergognati ! Hai

firmato contro Calabresi.

PRESIDENTE. Onorevole Cirielli...

VALENTINA APREA. Come fanno negli

Stati Uniti !

ROBERTO MARONI, Ministro dell'interno.

Finora i tentativi in sede parlamentare

di introdurre nel nostro ordinamento

norme efficaci in tal senso hanno dovuto

segnare il passo rispetto alle difficoltà di

individuare interventi mirati ad oscurare

solo i gruppi che pubblicano messaggi

violenti, senza coinvolgere la generalità

degli utenti dei social network, che utilizzano

le opportunità delle moderne tecnologie

della rete per fini assolutamente leciti (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo

della Libertà, Lega Nord Padania e

Misto-Movimento per le Autonomie-Alleati

per il Sud). .

Sto pertanto valutando soluzioni idonee,

che intendo sottoporre al prossimo

Consiglio dei Ministri, che siano compatibili

con tali esigenze, grazie anche all'esperienza

operativa maturata dal servizio

della polizia postale e delle comunicazioni,

già proficuamente attivo nel monitoraggio

della rete per l'individuazione dei siti e

delle pagine web che inneggiano alla violenza.

È proprio grazie ai proficui contatti tra

il servizio della polizia postale e delle

comunicazioni e la società statunitense

proprietaria di Facebook che è stato possibile

intervenire nello scorso mese di

ottobre per rimuovere i messaggi che anche

in quell'occasione istigavano alla violenza

contro il Presidente del Consiglio.

Sono infine in corso approfondimenti

di livello tecnico per verificare la possibilità

di iniziative legislative per contrastare

più efficacemente gli episodi di violenza in

occasione di manifestazioni pubbliche,

sempre in un quadro di compatibilità con

l'ordinamento vigente, sulla falsariga di

quanto già avviene per combattere la violenza

negli stadi.

Il Governo nella sua collegialità e il

Ministro dell'interno, quale autorità nazionale

di pubblica sicurezza, si sentono

attivamente impegnati a garantire la sicurezza

di tutti i cittadini e di tutti i

rappresentanti istituzionali, a partire dalle

più alte cariche dello Stato, nell'interesse

del regolare svolgimento della vita democratica

del Paese e, in particolare, dell'imminente

campagna elettorale per le prossime

elezioni regionali e amministrative.

È auspicabile, al riguardo, che gli stessi

temi della sicurezza delle più alte cariche

Atti Parlamentari - 4 - Camera dei Deputati - 4 - Camera dei Deputati

XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009 - N. 258

istituzionali e di tutti i cittadini non rappresentino

un ulteriore motivo di dannosa

e strumentale polemica politica. È proprio

per questo che occorre raccogliere l'invito

del Presidente della Repubblica affinché,

pur nella diversità delle varie posizioni

politiche, si fermi la pericolosa esasperazione

della polemica politica e si torni al

più presto ad un normale e civile confronto

tra le diverse parti e tra le diverse istituzioni (Applausi dei deputati dei gruppi

Popolo della Libertà, Lega Nord Padania,

Misto-Movimento per le Autonomie-Alleati

per il Sud, Unione di Centro e di deputati del gruppo Partito Democratico). .





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