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Intervento dell'On Calvisi sulla Finanziaria 2010
13 dicembre 2009

Seduta d'aula 11 dicembre 2009
GIULIO CALVISI. Signor Presidente, in questo intervento mi limiterò a formulare alcune considerazioni. La prima è che colleghi che hanno più esperienza parlamentare di me mi dicono che in passato il bilancio di previsione non avrebbe preso molto tempo nel confronto della discussione parlamentare perché il tempo veniva occupato soprattutto dal confronto e dalla discussione sulla legge finanziaria. In fondo vi era una ragione per questo: il bilancio di previsione non è altro che il documento contabile che certifica le entrate e le spese dello Stato a legislazione vigente e le modificazioni che su tali voci intervengono a seconda degli obiettivi di finanza pubblica o di politica economica che il Governo e la sua maggioranza parlamentare vogliono perseguire.
Dal prossimo anno sappiamo che non sarà più così: la legge finanziaria non ci sarà più, ci sarà la cosiddetta «legge di stabilità» che più che uno strumento di politica economica sarà uno strumento volto alla correzione dei conti pubblici.
Pertanto la discussione vera e propria sugli indirizzi di finanza pubblica la faremo sulla legge di bilancio. Il peso e il ruolo del Parlamento si eserciteranno quindi maggiormente sulla legge di bilancio.
Signor Presidente, vorrei fare riferimento al futuro della discussione parlamentare per comunicare la disponibilità del gruppo del Partito Democratico ad una discussione e ad un confronto serio e di merito sul bilancio, a partire da questo esercizio finanziario. Abbiamo presentato al bilancio di previsione 2010 una serie di emendamenti circoscritti e assolutamente di buon senso. Saranno una decina in tutto e in seguito preciserò quali voci essi riguardino. Siamo costretti a formulare questa proposta alla maggioranza e al Governo perché sulla finanziaria, come è noto, vi apprestate a porre l'ennesima questione di fiducia.
Con questi pochi e sensati emendamenti al bilancio di previsione, un po' vi abbiamo quindi voluto dare una ciambella di salvataggio, un'occasione per non passare alla storia come il primo Governo della storia repubblicana che, a fronte di 2 mila emendamenti presentati da maggioranza ed opposizione in Commissione bilancio per iniziativa dei parlamentari di maggioranza e di opposizione (poi ridotti a qualche centinaia nella discussione in Commissione bilancio, con la disponibilità offerta di ridurli anche ad una decina, per non dire a qualcuno soltanto), per la prima volta nella storia della Repubblica abbia determinato una situazione tale per cui questa maggioranza non permetterà l'approvazione di neanche uno degli emendamenti di iniziativa parlamentare nel corso dell'intera sessione di bilancio (né Pag. 8sul bilancio di previsione, né sulla finanziaria): è uno straordinario record, signor Presidente, che la dice lunga sui rapporti tra Governo e Parlamento!
Siamo in una situazione di commissariamento della maggioranza parlamentare, di annichilimento delle ragioni della funzione esercitata dall'opposizione in un sistema democratico, di riduzione della Commissione bilancio (della prestigiosa Commissione bilancio!) a cassa di risonanza del Governo, e neanche di tutto il Governo, perché almeno quello è un organo collegiale, ma del solo Ministro dell'economia e delle finanze.
Vi siete inventati perfino il voto di fiducia in Commissione, una cosa mai vista e che spero vivamente non costituisca un precedente (e poi vi siete pure sorpresi che non abbiamo partecipato al voto finale!).
Con gli emendamenti presentati alle tabelle dell'articolo 2 vi diamo quindi un'occasione almeno per salvare la faccia.
Come seconda considerazione, la lettura del bilancio di previsione per il 2010 rende molto bene l'idea di che cosa il Governo e la maggioranza parlamentare hanno voluto fare con la finanziaria di quest'anno, ed ancora di più si scorgono gli effetti delle scelte di politica economica e di finanza pubblica che avete compiuto con gli innumerevoli e disorganici interventi di natura economica precedenti a questo disegno di legge del bilancio di previsione e a quello della legge finanziaria.
Signor Presidente, è curiosa l'immagine che viene data di questa nostra discussione: l'operazione di immagine e politica che la maggioranza sta cercando di far passare agli occhi degli italiani, e persino in quest'Aula parlamentare, è davvero intollerabile.
La relazione del relatore Marinello, e ancor prima quella del relatore Corsaro sul disegno di legge finanziaria, costituiscono sotto questo punto di vista dei veri e propri pezzi di bravura. Si dice testualmente che il Governo, in un contesto generale caratterizzato da elevata incertezza in ordine all'intensità e alla durata della prospettiva di ripresa della crescita del prodotto interno lordo, ha scelto una strada responsabile ispirata alla logica di prudenza fiscale, in base alla quale l'intento di contrastare gli effetti negativi della crisi economica senza determinare un peggioramento della situazione dei conti pubblici è stato perseguito attraverso la definizione di misure di sostegno articolate in modo tale da determinare un impatto quanto più possibile neutrale sulla finanza pubblica. E in questo quadro di grande difficoltà ha trovato le risorse (su questo punto è intervenuto proprio ora anche l'onorevole Simonetti) per gli ammortizzatori sociali, il Patto per la salute, le risorse da destinare ai comuni a copertura del mancato gettito ICI, il credito d'imposta per la ricerca delle imprese, i 300 milioni per la messa in sicurezza delle scuole, il 5 per mille, la proroga della sospensione dei tributi per le aree abruzzesi (ma sappiamo che questo è più un millantato credito che altro!), lo stanziamento di oltre un miliardo nel triennio per le forze di polizia, i libri di testo gratuiti, le risorse per le scuole paritarie.
E tutto questo - voi dite (ed è proprio la cantilena che ci suonate in questi giorni) - lo avete fatto senza mettere mano alle tasche degli italiani, lo avete fatto con i proventi dello scudo fiscale e di poche altre voci di spesa. Uno rimane anche sbalordito da tanta capacità, se si ferma a questa manovra; ma poi si ricorda che siete al Governo da un anno e mezzo e che in questo anno e mezzo avete fatto non so quante mini-finanziarie, ma guardando le tabelle ed i numeri di questo disegno di legge di approvazione del bilancio dello Stato ci si accorge che in esso vengono inglobati gli effetti del decreto-legge n. 112 del 2008, che di fatto costituisce la vera manovra economica per il triennio 2009-2011.
Infatti, a fronte di una legge finanziaria che sembra dispensare provvidenze a costo zero, il bilancio fa chiaramente emergere le rilevanti riduzioni di finanziamento di leggi di spesa che hanno inciso sui vari stati previsionali di spesa dei Ministeri, a partire dal bilancio di previsione dello Pag. 9scorso anno e del relativo assestamento. Ci si ricorda dei tagli lineari dello scorso anno e dei loro effetti nel triennio. Voglio ricordare solo qualche voce affinché non ce ne dimentichiamo: 3 miliardi di euro in meno allo sviluppo economico, 1 miliardo e 800 milioni in meno all'istruzione, 500 milioni in meno alle politiche di sicurezza, quasi 3 miliardi in meno alla logistica, infrastrutture e trasporti, 1,5 miliardi di tagli alla difesa, 739 milioni in meno alla competitività e allo sviluppo delle imprese, 2 miliardi in meno in relazione al diritto alla mobilità, 3,5 miliardi in meno rispetto agli investimenti fissi lordi.
Tuttavia, queste misure di cui vi fate belli nella legge finanziaria (partecipazione a banche e a fondi internazionali per 130 milioni, proroga del 5 per mille per 400 milioni, rifinanziamento per la gratuità dei libri di 103 milioni, finanziamento alle università per 400 milioni, finanziamento alle scuole non statali di 130 milioni, e altre misure, come addirittura la proroga nel settore dell'autotrasporto, il Fondo per l'agricoltura, il finanziamento del credito di imposta alle imprese che investono nella ricerca) erano tutte misure contenute nella legislazione precedente e spesso previste da Governi di centrosinistra che vi hanno preceduto e che voi con il decreto-legge n. 112 e con gli altri provvedimenti avevate tagliato. Questa è la verità! Oggi le ripristinate solo parzialmente. Voglio ricordare che i libri di testo gratuiti c'erano già, li avevate tolti voi; i finanziamenti per le scuole paritarie c'erano già, li avevate tolti voi; il turn over dei vigili del fuoco c'era già, lo avevate tolto; i soldi per la sicurezza e per la difesa c'erano, li avevate tolti; questa è la verità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!
Vi faccio anche un altro appunto: voi tornate parzialmente indietro rispetto alla politica dei tagli lineari, e però lo fate con coperture una tantum, perché questi 8 miliardi e 888 milioni, che è l'ammontare complessivo della manovra, oggi sono coperti dallo scudo fiscale, dal TFR e dall'accordo fatto con le province di Trento e Bolzano; ma domani non si sa. Lo scudo fiscale non ci sarà più. Il TFR nella migliore delle ipotesi è una semplice e mera operazione contabile, un trucco contabile, nella peggiore delle ipotesi, come altri colleghi vi hanno detto in Aula, è un debito che voi prendete e che domani dovrete restituire, e che scaricherete sui Governi e sulle generazioni future. L'unica misura permanente è l'accordo con Trento e Bolzano, il miliardo che ricavate da quell'accordo. È un accordo che oggi vi permette di avere un miliardo, ma che domani sappiamo comporterà un cosa importante: quelle province saranno escluse dalla partecipazione al Fondo perequativo nazionale, quando ci sarà il federalismo fiscale. Il punto, però, è che quelle spese non sono una tantum. Non è che quest'anno ci sono e l'anno prossimo non ci saranno; ci saranno e, quindi, già si prevede un buco per il prossimo anno.
Non è tutto. Come ha scritto l'onorevole Baretta nella relazione di minoranza queste coperture che voi immaginate nella legge finanziaria afferiscono ad un Fondo unico: quello grandi eventi, all'interno del quale vi è il patto per la salute, i comuni, il pacchetto per il lavoro, il Fondo per l'agricoltura, le missioni di pace, l'efficienza, la giustizia e così via. Voi ponete una postilla, scrivete una cosa significativa e emblematica di che cosa volete fare con queste poste di bilancio. Scrivete che queste risorse sono accumulate per coprire spese nella misura massima prevista. Quindi, non è che queste risorse accumulate vanno direttamente trasferite alle voci che ho elencato, e che sono individuate nella legge finanziaria. No, ci vorrà un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, voluto del Ministro Tremonti, per poter finanziare quelle voci, e probabilmente la scuola paritaria, le misure per i comuni, il Patto per la salute non verranno finanziati nella misura indicata in questa legge di bilancio, ma verranno finanziati nella misura massima ivi prevista; non si sa dove né quando.
Allora questo è il punto che noi solleviamo su questa manovra. Terza considerazione: per quanto riguarda le cifre del bilancio di previsione - lo ha detto l'onorevole Marinello nella sua introduzione, Pag. 10quindi cito una fonte non contestabile - vi è una riduzione delle spese correnti al netto di interessi di circa due miliardi di euro e delle spese in conto capitale per circa 8,3 miliardi di euro. La contrazione delle spese in conto capitale principalmente è ascrivibile ai seguenti comparti di spesa: riduzione dei contributi agli investimenti alle imprese, riduzione dei contributi agli investimenti alle amministrazioni pubbliche, riduzione di altri trasferimenti in conto capitale. La riduzione della spesa corrente principalmente è ascrivibile ad una categoria di spese: la diminuzione dei trasferimenti correnti alle famiglie. E grazie! Noi lo sapevamo che questo sarebbe stato il risultato. Quando avete tagliato il bonus straordinario per le famiglie lì sapevamo che andavate a parare. È chiaro che poi c'era una cosa che risultava nelle poste di bilancio che avete previsto. E sulle spese in conto capitale avete tagliato un miliardo e 200 milioni di euro per l'alta capacità ferroviaria, 960 milioni di euro per la gestione ordinaria delle Ferrovie dello Stato (colpendo al cuore i servizi per i pendolari nel nostro Paese), un miliardo e 205 milioni di euro all'ANAS. Lasciamo poi da parte la vicenda delle entrate: le previsioni per il 2010 indicano 27 miliardi in meno rispetto alle previsioni per il 2009; è vero che rispetto all'assestamento del 2009 c'è un recupero, ma il saldo negativo è comunque di 24 miliardi in meno di entrate; crollo dell'IVA (meno 7 miliardi); l'IRE è diminuita di due miliardi e 807 milioni euro, l'IRES addirittura di 4 miliardi.
Allora non entro su questa vicenda delle entrate, ma torno alla vicenda delle spese in conto capitale. Quella riduzione è solo parziale, quegli 8 miliardi sono parziali, perché c'è un taglio più grande, quello che avete fatto alle risorse dei fondi FAS; c'erano 64 miliardi di euro, 37 erano FAS ministeriali e 27 erano FAS delle regioni che non potevate toccare; di quei 37 dei Ministeri ne avete utilizzati 24 (per l'ICI, per Alitalia, per gli ammortizzatori sociali, per finanziare la ricostruzione in Abruzzo) e quindi c'è stata una decurtazione terribile riguardo a spese che dovevano essere aggiuntive per le regioni e per le aree sottoutilizzate. E adesso non potevate toccare i 27 miliardi di euro che erano delle regioni, non li potevate toccare perché altrimenti l'Unione europea avrebbe potuto revocarci i finanziamenti, e avete annunciato qualche mese fa, avete strombazzato questo grande piano per il sud: arrivano i soldi per finanziare i piani attuativi regionali, subito 17 miliardi di euro per opere pubbliche, per infrastrutture nel Mezzogiorno. E poi che cosa vi siete inventati in questa finanziaria? Che quei soldi dei PAR, in accordo con le regioni che hanno l'acqua alla gola (mi rendo conto), possono essere utilizzati per coprire i disavanzi in sanità. Quindi i fondi del Mezzogiorno non arriveranno: ci sarà una dequalificazione della spesa, i PAR non potranno essere finanziati, e finisce l'intervento aggiuntivo per opere pubbliche nel Mezzogiorno. Questa è la verità.
Allora noi abbiamo proposto in questa finanziaria un'idea alternativa perché non c'è niente per gli investimenti, per le infrastrutture, per il lavoro, per le imprese, per la crescita e per la ripresa economica del nostro Paese. Noi abbiamo provato con un emendamento a prima firma Franceschini - concludo Presidente - a pensare ad un'idea alternativa di intervento di finanza pubblica e di politica economica (riprendo solo le argomentazioni che hanno svolto i colleghi su questo punto e non entro nel merito perché ho esaurito il mio tempo). Ora non è stato possibile. Ci avete detto no, siete stati sordi e ciechi. Mi auguro che i pochi emendamenti che abbiamo presentato a queste tabelle al bilancio di previsione siano accolti, emendamenti di buonsenso: scuola, università, tutela del territorio, giustizia, diritto alla mobilità, sicurezza, politiche di integrazione. Si tratta di pochi soldi, non sono molte risorse. Però se siete tornati indietro rispetto alla politica dei tagli lineari va bene - diciamolo - noi avevamo un'altra politica economica, ma almeno se approvate questi nostri emendamenti vi aiuteremo anche noi a tornare indietro rispetto alla politica che voi stessi avete Pag. 11riconosciuto come sbagliata (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).





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