»
Newsletter »
   HOME       BIOGRAFIA       I MIEI INTERVENTI       ARCHIVIO NEWS       COMUNICATI STAMPA       DOCUMENTI       CONTI IN TASCA       RESOCONTO DI MANDATO       CONTATTI   


Intervento dell'On Lolli alla Camera. Tassare i terremotati č un'indecenza
27 luglio 2009

 

GIOVANNI LOLLI.
Signor Presidente,
svolgerò un intervento su un solo punto,
cercando di farlo - spero - in maniera
breve, efficace, chiara e concreta. Il punto
è quello contenuto nell'articolo 25, in
particolare nei commi 2 e 3 con i quali si
stabilisce che le popolazioni terremotate, a
partire da gennaio, debbano restituire in
ventiquattro mesi il 100 per cento di
quanto è stato loro concesso per quanto
riguarda il non pagamento dei tributi e
degli oneri previdenziali: sono 513 milioni
di euro che entrano dai terremotati.
A mio avviso, questa misura avrà conseguenze
drammatiche e, siccome nelle
Commissioni non ci avete dato la possibilità
di parlare di questo come di altri
argomenti altrettanto importanti, permettetemi
di motivare con tre ragionamenti
perché ritengo che questa misura avrà
conseguenze gravissime.
In primo luogo, proviamo a fare un
paragone tra ciò che è avvenuto e sta
avvenendo in Abruzzo (ossia il modo in
cui state trattando l'Abruzzo) e ciò che è
successo in occasione di tutti gli altri
terremoti o eventi calamitosi (e lasciamo
Atti Parlamentari - 75 - Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 22 LUGLIO 2009 - N. 206
perdere quelli più lontani nel tempo,
quando lo Stato si mostrava tanto generoso
quanto oggi non potremmo sperare
che sia).
Guardiamo, dunque, agli eventi a noi
più vicini, quelli di Umbria, Marche e
Molise. Intanto, l'esenzione dai tributi e
dagli oneri previdenziali in Umbria e nella
Marche, ad esempio, è durata non sei
mesi, come in Abruzzo, ma un anno e
mezzo e la restituzione, peraltro con legge
identica per Marche, Umbria e Molise, è
avvenuta dodici anni dopo nel caso delle
Marche e otto anni dopo nel caso del
Molise, per il 40 per cento dell'importo e
in 120 rate.
Proviamo, quindi, a guardare la differenza:
nel caso di Marche, Umbria e
Molise i tributi sono stati sospesi per un
anno e mezzo, mentre in Abruzzo solo per
sei mesi; nel primo caso la restituzione è
stata del 40 per cento, nel secondo è del
100 per cento; nel primo caso è avvenuta
dodici anni dopo in 120 rate, nel secondo
subito ed in 24 rate.
Perché questa differenza ? Ma come, il
terremoto dell'Abruzzo non costituiva il
banco di prova con il quale questo Governo
dava una dimostrazione di grande
efficienza e di grande forza e ci doveva far
vedere come questo terremoto sarebbe
stato trattato in un modo ben diverso da
tutti gli altri ? Certo, è stato trattato in un
modo ben diverso dal momento che è stato
trattato molto, ma molto peggio !
In secondo luogo, proviamo a capire
perché lo Stato in queste occasioni dilaziona
e poi richiede la restituzione anni
dopo. Lo Stato ragiona così: quando una
popolazione o un territorio è in ginocchio,
per tutto il tempo in cui rimane in ginocchio
si cerca di non fargli pagare le tasse
per permettergli di sopravvivere; mano a
mano che si rialza si comincia a fargli
pagare di nuovo le tasse ma gli si chiede
la restituzione, peraltro forfettizzata, solo
quando, anni dopo, quel territorio si è
rialzato in piedi, la produzione si è riavviata,
le attività economiche sono riprese e
si valuta che sia in condizione di poter
restituire quello che gli è stato fornito.
Così è sempre successo, ma visto che
voi all'Abruzzo interrompete la sospensione
e addirittura chiedete la restituzione
subito del 100 per cento, bisogna arguire
che ritenete che l'Abruzzo è in condizione
di restituire questi soldi, cioè che
l'Abruzzo è di nuovo in piedi e che, tutto
sommato, sta bene !
Capisco anche che voi possiate pensare
così perché, siccome viaggio tutti i giorni
da L'Aquila a Roma, quando mi trovo a
L'Aquila vedo le cose come stanno ma poi
vengo qui, accendo la televisione e vedo
che hanno riaperto il centro storico,
hanno riaperto le scuole e stanno costruendo
le case.
Vi comunico, allora, che le cose non
stanno così: praticamente lì stiamo poco,
poco meglio di quanto non stessimo il 7 di
aprile. Solo molto meno del 10 per cento
dei cittadini è rientrato nelle case, ci sono
30 mila sfollati che si trovano ancora negli
alberghi della costa, 30 mila che si trovano
ancora nelle tende - vi assicuro in condizioni
disperate - e vi sono poi tutti gli
altri che si trovano nelle cosiddette autonome
sistemazioni (che, cioè, in qualche
modo si sono arrangiati).
Pensare che gente che si trova in quelle
condizioni possa essere considerata gente
che si è rialzata e che può pagare le tasse,
mi sembra una cosa un po' bizzarra.
Per quanto riguarda le attività economiche:
siamo circa centomila terremotati,
sapete quanti sono quelli che hanno usufruito,
finora, della cassa integrazione in
deroga consentita dalle prime ordinanze
sul terremoto ? Non considerando le casse
integrazioni ordinarie sono 15 mila. Considerando
questi 15 mila lavoratori, pensate
a quante attività sono ferme, chiuse.
Solo nel centro storico de L'Aquila mille
esercizi commerciali sono crollati. Solo nel
centro storico de L'aquila, vi sono centinaia
e centinaia di attività di professionisti
(dentisti, farmacisti, medici) chiuse. Solo
nel centro storico de L'Aquila vi sono
diverse centinaia di artigiani che non sono
in condizioni di lavorare. Tutta questa
gente ha tirato avanti perché i mutui sono
stati sospesi, le tasse e gli oneri previdenziali
non sono stati pagati. Questa gente si
Atti Parlamentari - 76 - Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 22 LUGLIO 2009 - N. 206
sta dando da fare. Molti di questi hanno
già riaperto la propria attività. Abbiamo
studi medici, professionisti che in baracche
di legno stanno ricominciando a lavorare,
ed altri che hanno affittato un
capannone o un appartamento a prezzi -
vi assicuro - assolutamente esorbitanti.
Questa gente a gennaio dovrà ripagare i
mutui (perché la sospensione dei pagamenti
scade), dovrà ricominciare a pagare
le tasse nonché gli oneri previdenziali e,
per di più, dovrà pagare anche gli arretrati
sulle tasse e sugli oneri previdenziali. Ma
come pensate che ce la possa fare ?
Quanto guadagnerà quel farmacista nella
baracca per poter far fronte a tutte queste
misure ?
Vi è anche un paradosso: nel provvedimento
sul terremoto abbiamo indicato la
zona franca che abbiamo coperto con 45
milioni di euro per quattro anni, 11 milioni
di euro l'anno. Le popolazioni terremotate
avranno il prossimo anno 11 milioni
di sgravi fiscali e dovranno pagare
250 milioni di euro di tasse in più; ma vi
rendete conto ? È come fare un prelievo -
e che prelievo ! - ad un ferito grave che
avrebbe bisogno di una trasfusione.
Sapete quanti sono 513 milioni di euro
al mese per due anni ? Sono 23 milioni di
euro al mese. Per quella popolazione ci
saranno tasse in più rispetto a quelle che
pagano tutte gli altri italiani: 23 milioni di
euro in più ! Si tratta di una zona franca
al contrario. Cosa volete che possa pensare
quella popolazione, di fronte a condizioni
di questo genere ? È un colpo mortale.
La terza considerazione riguarda - uso
un termine un po' forte, ma lo devo usare
- l'inganno. Non solo prima del G8 -
come ha già detto il collega - ma anche
giovedì scorso, il Presidente del Consiglio è
andato a L'Aquila e ha tenuto una conferenza
stampa nella quale ha detto: state
tranquilli, cosa vi siete messi in testa, è
chiaro che le tasse non ve le richiederemo
indietro. E ciò avveniva mentre noi eravamo
già in Commissione a discutere il
provvedimento. Cosa devono pensare i cittadini
aquilani ? Cosa dobbiamo pensare
noi ? Ma quale fiducia volete che possiamo
avere verso questo profluvio di parole, di
impegni, di raccomandazioni, di impegni a
rassicurarci, di promesse, quando poi seguono
regolarmente questi fatti ?
In merito al decreto-legge, in una conferenza
stampa è stato detto: il decreto
cambierà in quei punti; e il decreto non è
cambiato. Poi, ci avete detto che con le
ordinanze avreste risolto il problema; sono
stata emanate le ordinanze e ovviamente
ricalcano, come altro non poteva essere,
esattamente il decreto.
Sulle case ci è stato detto che sarebbero
state pronte a settembre, adesso a fine
novembre. Vi comunico che non basteranno
quelle case; avremo migliaia di
persone che rimarranno fuori perché,
fatto il conto, le cosiddette case E, quelle
inagibili, sono molto di più di quelle che
si prevedeva.
In Abruzzo qualche giorno fa si è
tenuto il G8. Altre popolazioni, altri territori,
forse, avrebbero utilizzato quell'occasione
per svolgere proteste forti, per
dichiarare al mondo che le cose non
andavano bene.
Noi siamo fatti diversamente. Non abbiamo
fatto proteste e quelle che ci sono
state sono state garbate, civili e ironiche.
La manifestazione che altri, i Cobas, sono
venuti a fare in Abruzzo non ha visto
l'adesione di alcun abruzzese (manifestazione
che, peraltro, si è svolta pacificamente).
Noi non abbiamo fatto proteste e non
abbiamo utilizzato il G8, in primo luogo
perché il Presidente della Repubblica lo
aveva chiesto - e ossequiosamente ci
siamo conformati - e poi perché pensavamo
che fosse nostro dovere contribuire
a far fare all'Italia una bella figura. Ma
che dobbiamo pensare adesso, considerato
che in quelle stesse ore, mentre si teneva
il G8, voi stavate scrivendo questo decreto
e ci richiedevate indietro tutte le tasse ?
Cosa dobbiamo pensare adesso (Applausi
dei deputati dei gruppi Partito Democratico
e Unione di Centro) ?
Dovete cambiare il provvedimento in
esame, non so se con un maxiemendamento.
Fate un altro provvedimento oppure
inventatevi qualcosa altro, ma questo
provvedimento deve cambiare, prima di
Atti Parlamentari - 77 - Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 22 LUGLIO 2009 - N. 206
tutto perché è un'indecenza che, in un
provvedimento per le imprese italiane che
vale 2 miliardi, un quarto è coperto e
pagato dai terremotati. È una cosa indegna
e indecente ! Ma poi lo dovete cambiare
perché è una cosa assurda, assurda !
Tutti ci avete descritto come un popolo
dignitoso e paziente. Ebbene, con la stessa
dignità e un po' meno di pazienza da
questo momento in poi cominceremo a
protestare. E protesteremo; protesteremo
perché voi ci costringete a protestare. Non
è bello protestare quando uno sta dentro
una tenda, quando è sfollato e preferirebbe
dedicarsi alla propria famiglia, a
ricostruire la propria attività e a inventarsi
il proprio futuro. Ci costringete a protestare
! Ci costringete a protestare mentre
prima avevate accumulato un patrimonio
di grande fiducia in quel territorio. Lo
aveva accumulato prima di tutto la Protezione
civile con l'ottimo lavoro che ha
fatto, ma lo avevate accumulato anche voi,
con tutte le presenze, gli impegni e le belle
parole. Con questo atto definitivamente
dissipate quel patrimonio. Lo potrete riconquistare
non attraverso le belle parole
ma solo attraverso atti, e il primo atto che
dovete fare è correggere questa indecenza
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito
Democratico, Unione di Centro e Italia dei






Lista completa »

· Visualizza i risultati per parola 'camera' »

TAGCLOUD
Bersani esodati sanitŕ pensioni salute universitĂ  emilia-romagna sanitĂ  camera bologna PD affari sociali terzo settore welfare legge di stabilitĂ  elezioni attivitĂ  parlamentare donne costituzione


AGENDA
06 dicembre 2017
Alla vigilia di giorni decisivi per la legge sul fine vita e lo ius soli, ci troviamo domani a parlarne al Centro Sanrafčl di Bologna...
04 dicembre 2017
"Biotestamento, l'importanza di scegliere": il Pd organizza un incontro „"Biotestamento, l'importanza di scegliere" Oggi a Faenza alle 18, nella Sala Bigari della Residenza Municipale “
02 dicembre 2017
Testamento biologico e principio di autodeterminazione della persona - Salerno Palazzo di Giustizia, ore 9.30

Archivio appuntamenti »

VIDEO



LINK
Camera dei deputati
www.camera.it
Partito Democratico
beta.partitodemocratico.it
Partito Democratico - Emilia Romagna
www.pder.it
Partito Democratico - Iscriviti al PD
www.pdbologna.org

Copyright © Donata Lenzi - C.F. LNZDNT56H69A944X - Privacy policy - site by Antherica srl