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Cari compagni non vi capisco - NEWSLETTER
22 febbraio 2017

 

(In fondo, un breve aggiornamento sul biotestamento)

Vivo questa fase con dolore e con rabbia, come  una sconfitta personale, come la fine di un ciclo politico a cui avevo cercato di portare il mio piccolo contributo; la vivo con grande tristezza e preoccupazione, la stessa che ho ritrovato negli interventi di Veltroni, di Fassino, di Cuperlo, di Franceschini, nelle parole di Prodi...

Mentre il mondo va a destra, rapidamente e con cattiveria, mentre è ancora in corso la più lunga crisi economica dal dopoguerra, mentre ondate migratorie si succedono e cresce la paura, mentre la tecnologia mette in crisi il lavoro e la sinistra in Europa non ha risposte, noi ci dividiamo. Con l'inevitabile seguito di accuse reciproche. 

Sempre domenica Scotto e Fratoianni hanno sancito la divisione di Sinistra Italiana (ex Sel) perché uno vuole l'alleanza con il Pd e il sostegno al governo e l'altro no. Differenze vere e comprensibili, separazione dolorosa ma civile. 

Noi no. Questo nostro divorzio io non lo capisco se non con qualche sforzo e certo non per quello che si è detto. E se anche Renzi avesse commesso errori, e ne ha commessi, sarebbe squallido che un grande progetto politico venisse stroncato in un momento storico difficilissimo per problemi di carattere o relazionali. 

Mi spiego. Abbiamo lavorato per 25 anni dal primo referendum sulla preferenza unica e poi via via il sistema maggioritario e le riforme costituzionali, con l'obiettivo di dare al Paese una scossa e un sistema più snello, più veloce nelle decisioni come richiedono i tempi, e di uscire dal pantano della prima Repubblica. Se i governi non sempre sono stati stabili, lo sono stati comunque assai di più dei precedenti ed era chiaro di volta in volta chi fossero i vincitori e i vinti. 

Un tempo ancora più lungo è durata la transizione per arrivare al Partito Democratico, dal progressivo superamento o dissolvimento dei due partiti storici (Pci e Dc) passando per le successive mutazioni, con un complesso, ardito, sfidante confronto culturale e una ancor più difficile compenetrazione di classi dirigenti. 

Abbiamo introiettato nel Pd la cultura del maggioritario che spinge a superare le differenze per costruire un grande partito. Ma evidentemente questa attitudine culturale non era di tutti. Appena apparso di nuovo all'orizzonte il sistema proporzionale, la tentazione identitaria ed egemonica ha prevalso. 

Renzi è il figlio di questo processo, anche se non lo riconosce, e infatti senza la mutazione dei vecchi partiti la sua candidatura non sarebbe stata possibile. Purtroppo il 4 dicembre sbagliando si è giocato tutto, come in una mano di poker, e abbiamo perso. 

Poi è arrivata la sentenza della Corte sulla legge elettorale, sulla quale ci sarebbe molto da dire, e siamo ritornati al proporzionale. Certo il Parlamento potrebbe intervenire ancora, ma al momento questo è: siamo tornati alla casella di partenza

Il sistema proporzionale premia chi si divide e gli effetti si vedono.

 

Come si possa dire che la divisione aiuterà il governo è poi veramente incomprensibile. 

Ma è l'esito quello che temo: un centro sinistra italiano diviso ora nel febbraio del 2017 mette a rischio la stabilità del Paese, la tenuta di quel poco di ripresa che c'è, ci fa fare all'estero una figura penosa, ci condanna alla sconfitta e tutto ciò avrà ripercussioni europee. E questo perché al Nazareno la posta per Bersani tornava indietro con la dicitura destinatario sconosciuto?!? Non ci credo. 

Almeno una bozza di progetto ci sarà pure, anche se ciò che si vede è tornare al Pci-Pds degli anni '90. 

Spero che abbia ragione Veltroni quando dice che "il futuro non è il passato"! 

Mi rifiuto al momento di pensare al congresso, con chi stare o meglio per fare cosa, mi rifiuto di tornare alla logica con o contro Renzi, mi rifiuto perché prima devo comprendere le ragioni della sconfitta del nostro progetto politico

Solo da questa riflessione si può poi ripartire.

 

Concludo con un aggiornamento sul cosiddetto testamento biologico o anche dat disposizioni anticipate di trattamento: abbiamo finito l'esame in Commissione Affari Sociali dopo un anno di lavoro e negli ultimi giorni 25 ore di seduta per la discussione degli emendamenti. 

Il nuovo testo lo trovate allegato in fondo alla pagina

Più volte la dura opposizione dei cattolici conservatori si è lamentata che solo su questo tema il Pd fosse unito! E' vero ed è l'esito del confronto durato anni e condotto da persone tutte di grande equilibrio. Spero che almeno questo sia un segno di speranza: se lo si volesse, stare insieme sarebbe possibile!





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1. testo_biotestamento [ Scarica il file » ]





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