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(ER) SANITÀ BOLOGNA. PD STRONCA ORDINE MEDICI: SMETTA DI OPPORSI
08 settembre 2016

 

GIBERTONI (AUSL) RINGRAZIA: LORO ATTACCHI CREANO TENSIONE INUTILE

Il Pd ha perso la pazienza: il braccio di ferro tra Ordine dei medici e Ausl sugli assetti operativi della sanità a Bologna non può continuare oltre. E ieri sera, in un dibattito alla Festa dell'Unità, i dem lo hanno detto chiaro e forte. "Uso la Festa per una denuncia: noi non possiamo avere l'Ordine dei medici più conservatore d'Italia. In questa città noi abbiamo sempre risolto i conflitti attorno ad un tavolo; è lì - ha scandito la parlamentare Pd Donata Lenzi - che si risolvono i problemi delle professioni, non con provvedimenti disciplinari, sospensioni e denunce che sono segnali di chi non ha altre armi, di chi non ha le armi della ragione e usa quelle della forza". Le tensioni tra Ordine ed Ausl, come per la questione della presenza degli infermieri sulle ambulanze, sono "una pagina buia e triste di come è interpretato, in maniera negativa, il ruolo ordinistico della categoria dei medici", ha aggiunto il collega di Lenzi, Federico Gelli, responsabile nazionale sanità del Pd, promettendo: "Interverremo nella riforma perché ognuno deve svolgere il suo ruolo, ma non accettiamo invasioni di campo. Non è pensabile mettere in discussione e in allarme un intero sistema per un atteggiamento che ritengo estremista".

Lenzi ha ricordato che sotto le Due torri "siamo innovatori e non possiamo fermarci sul tema dell'integrazione tra medici con le altre professioni. La sanità di oggi e domani non è fondata solo sul medico e sulla solitudine del medico". Certo la sua è una figura "centrale, ma dentro un insieme di competenze sviluppato da altre professioni: infermieri, ostetriche, dietiste, tecnici di radiologia... Queste figure negli ultimi anni hanno avuto una grande valorizzazione, la laurea e riconoscimenti, ma la mia impressione è che nel quotidiano qualche conflitto ci sia". Dopo aver detto questo, ha puntato il dito contro l'Ordine dei medici. E l'affondo ("il richiamo", l'ha definito) di Lenzi ha fatto "molto piacere" a Chiara Gibertoni, direttore generale dell'Ausl di Bologna, "perché profondo è il dispiacere di vivere in questo momento", in cui la sanità cerca di cambiare spostandosi dalla centralità degli ospedali, "questo atteggiamento di competizione tra l'altro su ambiti in cui la cooperazione è certa, garantita e certificata da anni". Che gli infermieri lavorino insieme ai medici e abbiano un ruolo che "sta crescendo nel tempo, è sotto gli occhi di tutti, è una certezza. E noi siamo attaccati - ha proseguito - non perché ci stiamo inventando delle cose nuove o cercando di sfondare dei confini che qualcuno ha posto per andare oltre, ma su cose che sono già consolidate e sotto gli occhi di tutti". Ecco, ha messo in chiaro Gibertoni, "questo non è possibile e crea un disagio e una tensione che non porta a niente e di cui non c'è bisogno oggi, perché abbiamo delle professioni sanitarie che hanno spazi da ampliare, figuriamoci se dobbiamo ridurli".




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