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Approvato il Dopo di Noi. Domenica tutti a votare Merola - NEWSLETTER
18 giugno 2016

 

Per i bolognesi... Domenica andiamo a votare e votiamo Merola! Se avete dei dubbi fate un bel giro a piedi nel centro storico chiuso al traffico, rivitalizzato e pieno di turisti. E ricordiamoci che, tra le città metropolitane, Bologna è in testa alla graduatoria per numero di asili e per assistenza agli anziani, pur avendo il bilancio in pareggio.


Martedì 14 giugno la proposta di legge del cosiddetto “dopo di noi” è stata definitivamente approvata.  È la terza definitiva approvazione di una legge della nostra XII commissione e si tratta di una legge di iniziativa parlamentare.

Ne ho già parlato in precedenti newsletter, ad esempio IN QUESTA. In fondo alla pagina, vi allego il dossier di approfondimento e il testo definitivo. Completo l'informazione rispondendo anche, come richiestomi, alle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle, unica forza politica che ha votato contro.

Mi dispiace perché leggi come questa in genere hanno largo consenso e perché in realtà il lavoro parlamentare è stato produttivo ed ha visto anche il loro contributo, ma forse è il periodo elettorale… Mi aiuterò con la bella dichiarazione di voto che ha fatto la collega Margherita Miotto e che trovate integralmente cliccando QUI. Cito dal suo intervento: “Ora una famiglia che ha un figlio con disabilità grave deve dedicare il 100 per cento del proprio tempo all’assistenza del proprio figlio, eccetto otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana, se ha la fortuna di frequentare un centro diurno o un laboratorio protetto. Nelle altre sedici ore del giorno, sabato e domenica compresi, è la famiglia che se ne fa carico, cioè i genitori che se ne fanno carico e quando vengono meno i genitori questa persona viene inviata in una RSA”.

Questo è il problema che abbiamo affrontato, non tutto il problema della non autosufficienza che coinvolge quasi 3 milioni di persone per due terzi anziani, ma quello dei ragazzi con disabilità che sopravvivono ai loro genitori.

E' una legge promozionale che raccoglie le migliori esperienze in campo e aiuta e sostiene la nascita di piccole comunità di convivenza, di gruppi famiglia, di soluzioni abitative innovative, ben sapendo che per costruirli non bastano la legge e la volontà dei servizi sociali, ma ci vogliono anche partecipazione e volontà dei singoli, e una comunità che accoglie.

La legge stanzia 90 milioni per il 2016 (38,3 per il 2017 e 56,1 per 2018), nel 2016 andranno tutti alle regioni (che hanno la competenza esclusiva in materia assistenziale) per i bandi di sostegno ai progetti di co-housing o soluzioni abitative di tipo familiare e per la formazione alla autonomia (cosiddetto “durante noi”); le regioni nel frattempo, insieme al ministero, dovranno fissare un obiettivo di servizio, cioè i servizi di presa in carico che i comuni dovranno garantire. È il primo passo per determinare il livello di assistenza da garantire. Ripartire i 90 milioni pro capite come proposto dal M5S quindi non ha senso. 

La seconda parte degli interventi riguarda il sostegno alle famiglie che si preoccupano di lasciare qualcosa in più del proprio patrimonio al figlio con disabilità, ma sono preoccupate sul futuro. Ovviamente si tratta di famiglie con qualche risorsa finanziaria, ma sinceramente non si capisce perché non avremmo dovuto occuparcene, come se le loro preoccupazioni non fossero condivisibili. Gli interventi sono due. Il primo aumenta lo sgravio fiscale per le assicurazioni per la vita che abbiano come beneficiario una persona con disabilità grave, da un massimo di 530 a un massimo di 750 euro. Può interessare tutte le famiglie che fanno la denuncia dei redditi. Il secondo riguarda la regolamentazione del trust e delle altre forme giuridiche di costituzione di vincoli sul patrimonio, strumenti che ci sono già e che la legge cerca di favorire ma anche di controllare. Qui si innesta la polemica perché si dice che riguarderà solo 1430 persone all'anno, basandosi sulla stima della ragioneria generale. In realtà non si sa a quanti si applicherà annualmente. In ogni caso, se chi può permetterselo è sollecitato a farlo vuol dire che le risorse pubbliche potranno indirizzarsi su chi invece da solo non ce la fa. Le vere novità sono che lo strumento è sottoposto ad assai più rigidi controlli sulla destinazione dei beni a favore di persone con disabilità, il fatto che il progetto assistenziale viene a far parte del contratto, la possibilità a individuare come trustee (gestore) anche una fondazione in modo da favorire anche qui una soluzione comunitaria.

Se penso al nostro territorio e alle iniziative a cui ho partecipato, almeno tre casi di trustee mi sono stati rappresentati e cinque i progetti di soluzioni abitative comunitarie. In giro per il Paese le iniziative sono centinaia. Abbiamo offerto strumenti che stanno facendo nascere iniziative di solidarietà e risposte nuove ad un problema che finora era solo della famiglia; sappiamo che molto altro c'è da fare, ma intanto un passo avanti è fatto.

 

La prossima settimana si iniziano a votare gli emendamenti al ddl povertà (quello che Poletti chiama “social act”) e quella dopo iniziamo a votare sulla legge di iniziativa parlamentare per la lotta al cyber bullismo, mentre prosegue il confronto sulla liberalizzazione della cannabis e sul cosiddetto biotestamento. 





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2. TESTO LEGGE [ Scarica il file » ]




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