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A Bologna si vota, a Roma si procede: terzo settore e unioni civili - NEWSLETTER
28 maggio 2016

 

Nella prima parte questa è una newsletter elettorale mentre nella seconda, per tutti i miei interlocutori non bolognesi, illustro le due riforme diventate legge in questo mese.

 


BOLOGNA

L'altra sera ero alla Festa de l'Unità di Savena, il mio quartiere, e ho sentito il Sindaco intervenire. Alla fine avrei voluto andar là e dirgli: “Virginio ma chi conosce tutte queste cose che tu, la tua giunta, il Pd, insomma noi, abbiamo fatto?”. Questo è uno dei pochi appunti che gli faccio, aver comunicato assai poco del grande lavoro fatto in tempi assai difficili. Questa giunta ha chiuso finalmente con le tante questioni aperte lasciate in eredità e ha fatto delle scelte su cui si può non concordare (penso alla tangenziale e passante nord), anche perché è impossibile mettere tutti d'accordo, ma che pongono fine a vent’anni di discussione. Sull'asse di via Toscana vedo ogni giorno i nuovi bus che hanno sostituito il Civis, grazie ad un accordo gestito dalla giunta che è riuscita a trovare la soluzione a un colossale pasticcio. Sono ammirata che in tempo di tagli che hanno pesantemente colpito i Comuni, il debito del Comune di Bologna sia passato da 307 a 156 milioni mantenendo nello stesso tempo i servizi, e sono stata vicina al sindaco Virginio Merola quando ha deciso di dare l'acqua agli occupanti, pur sapendo bene quanto ci sia di organizzato nelle occupazioni abusive, ma esattamente in linea con il nostro governo che salva i migranti in mare: prima si salvano le vite.

Il resoconto di quanto è stato fatto nello scorso mandato amministrativo e il programma per il prossimo, QUI

 

A ROMA SI VA AVANTI

Nel mese di maggio sono state approvate in via definitiva due leggi importanti di cui vi parlo di seguito. Sono stati anche due momenti emozionanti.

Inoltre al Senato sono passate con modifiche sia la legge del “dopo di noi” che quella di iniziativa di Paolo Bolognesi sul reato di depistaggio; ora tornano all’esame della Camera e penso verranno approvate a breve.


Terzo settore

Quella di mercoledì 25 maggio è stata una bella serata. Abbiamo finalmente portato a termine e approvato definitivamente la legge sul terzo settore a cui ho lavorato per due anni.

È una legge delega e quindi molto si concretizzerà nei decreti legislativi che il governo dovrà emanare, ma i punti principali sono chiari e sono i seguenti:

1)     non tutto il no profit è terzo settore. All’assenza di scopo di lucro, si aggiunge anche la finalità solidaristica o civica (quindi ad esempio difesa di diritti civili o del patrimonio ambientale) o di utilità sociale, e occorrono azioni conseguenti e coerenti con le finalità

2)     trasparenza (dei conti, degli incarichi, delle retribuzioni, delle donazioni ricevute), bilancio sociale (cosa si è fatto e per chi) e valutazione di impatto sociale (intesa come valutazione qualitativa e quantitativa sul breve, medio e lungo periodo degli effetti delle attività svolte sulle comunità di riferimento); quest'ultimo era un obiettivo su cui ho lavorato due decenni

3)     omogeneità dell’applicazione delle regole, registro unico e controlli in capo al ministero del Lavoro anche per le cooperative sociali

4)     riforma dei centri servizi per il volontariato, più aperti a nuove associazioni

5)     riforma del servizio civile e continuità degli stanziamenti

 Sul sito dei Deputati PD c’è molto materiale di approfondimento, lo trovate cliccando QUI

 

Unioni civili

Anche l’11 maggio è stata una grande giornata. E’ stata approvata con 369 voti a favore la legge sulle unioni civili. Dieci anni fa non avrei sperato in un risultato come questo.

Molti giornali hanno dato conto delle novità, penso però che la forza innovativa si vedrà solo con l’applicazione sul campo. Si tratta della più grande riforma del diritto di famiglia dal 1975.

Mi preme invece chiarire che non è stato introdotto un istituto nuovo, ma due istituti nuovi.

Il primo istituto è previsto nei commi da 2 a 35 dell'articolo 1 ed è la disciplina delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il secondo è il riconoscimento delle convivenze di fatto tra persone dello stesso sesso o tra eterosessuali, che estende ai conviventi di fatto alcuni diritti spettanti ai coniugi (sia quelli derivanti dall'ordinamento penitenziario che un reciproco diritto di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali in ambito sanitario, in materia di contratti di locazione, di impresa familiare) e riconosce gli accordi -patti di convivenza.

Per approfondire sul sito dei Deputati PD, cliccate QUI





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